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Biancaneve, il boss delle favole

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Biancaneve, il capo della criminalità del regno delle favole e capo indiscusso di tutti i personaggi tiene testa a tutti incontrastata. Finché un giorno… Un racconto di Pietro Eletti.

C’era una volta una principessa bella, potente, ma assassina; si chiamava Biancaneve: aveva la pelle bianca come porcellana e le labbra rosse perché usava il sangue delle sue vittime per confezionare rossetti.
Biancaneve era il boss del regno e a lei ubbidivano tutti i cattivi delle favole: il lupo di Cappuccetto Rosso spacciava le focacce della nonnina; l’orco di Pollicino vendeva gli stivali delle sette leghe contraffatti; la Regina di Cuori organizzava bische clandestine.
Tutti pensavano che Biancaneve fosse una ragazza da proteggere, ma da quando aveva mangiato la mela avvelenata si era convertita al lato Oscuro della Forza, e nessuno poteva più fermarla.
L’unica che la conosceva bene era la sua matrigna, che per questo era stata rinchiusa nella miniera nel bosco, sorvegliata dai Sette Nani, i buttafuori di Biancaneve.
La strega, prigioniera per molto tempo, studiò un piano per evadere e sconfiggere la figliastra: un giorno approfittò di un momento di distrazione di Cucciolo e scappò.
Arrivata al castello aspettò che Biancaneve tornasse da una rapina con la banda Bassotti e appena la vide le lanciò una pera magica che la trasformò nella dolce e buona ragazza che tutti conoscevano.
La strega riprese così il potere e divenne il capo della malavita di tutto il regno delle favole.

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