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– Sputa subito la signora! Ora! Ubbidisci! Una signora di mezza età venne rigurgitata in mezzo alla strada, tra la panchina e i secchioni del parco. – Signora si sente bene? Lasci che l’aiuti ad alzarsi…

– Sputa subito la signora! Ora! Ubbidisci!
Una signora di mezza età venne rigurgitata in mezzo alla strada, tra la panchina e i secchioni del parco.
– Signora si sente bene? Lasci che l’aiuti ad alzarsi… vuole un fazzoletto… forse ci vorrebbe un accappatoio… però è solo bava, le assicuro non macchia!
– Lei è pazza! Stia lontano da me… e tenga lontano quella cosa!
– Non gli parli in quel modo! Lo mortifica sa? L’ho adottato da poco, non può neanche immaginare che infanzia ha passato!
– Stia lontana!
La signora in evidente stato di shock corse via urlando.
– Non si ingoiano le persone, quante volte te lo devo dire? Guarda che figure mi fai fare!
Con Aldino al guinzaglio, Maria Pia, per tutti semplicemente Pia, se ne tornò a casa irritata dall’ennesimo episodio di intolleranza, seguita da uno strascico fluido luccicante sul marciapiede.
Rimestò dentro la borsa per cercare le chiavi ed entrò con uno svogliato “Siamo a casa”.
Non era né alta né bassa, né grassa né magra, non brutta ma decisamente neanche bella. Dopo una vita mediocre, come tutte le mamme, anche Pia riponeva grandi speranze in quel figlio tardivo coccolato e difeso.
– Ben rientrata, tu e quel tuo coso…
– Aldino, si chiama Aldino! E’ già abbastanza difficile l’inserimento per il nostro piccolo, senza che ci si metta anche papà!
– Fortuna che è piccolo… se fosse stato grosso ci voleva un capannone industriale!
Gigi, legittimo marito di Maria Pia, per contro, aveva fatto della cinica pigrizia uno stile di vita, ed era decisamente meno entusiasta di lei del nuovo inquilino. Il suo limitato istinto paterno rasentava lo zero assoluto nel rapporto con Aldino, giovane superstite del disastro di Shidaowan, centrale nucleare cinese situata presso la città di Weihai. L’incidente non coinvolse la centrale ma un deposito di materiali radioattivi con il rilascio di isotopi nell’area che fortunatamente non era molto popolata.
– Non parlare così al bambino!
– Tanto per puntualizzare … chi te lo dice che è un bambino?
– Piantala per favore! Alla mia età, e con te disoccupato, che pretendevi ci dessero, riccioli d’oro?
– Se è solo questo il problema compriamo un boa constrictor… ingoia le vittime nello stesso modo, ma sbava di meno!
– Tesorino vai a giocare di là, che mamma e papà stanno parlando ora, va bene?
Testone penzoloni e con la lingua bitorzoluta che oscillava tra l’orecchio e il mento, Aldino zompettò, se così si può dire, verso il soggiorno attratto dalla televisione, accesa per la nonna che strabordava sopra la poltrona color cacarella a fiori.
Il rumore sordo di qualcosa di pesante che cadeva, distolse i coniugi dai loro battibecchi.
– Aldino che stai combinando? Per favore Gigi va tu a vedere se il bimbo si è fatto male, che io finisco di preparare il sugo per la pasta.
Gigi alzando gli occhi al cielo, si portò lentamente verso il salone strusciando i piedi.
– Tesoro forse è il caso che vieni di qua…
– Santo cielo, non riesci ad occuparti di una cosa da solo?
– Di questa non credo… non sono un medico ma, mi sa che è schiattata nonna…
– Cosa?
Con le mani sporche di cipolla Maria Pia corse di là, trattenendosi dallo svenire di fronte al corpo budinoso della nonna riverso per terra.
– Dio mio, chiama l’ambulanza svelto!
– Certo come no, e poi che gli diciamo che il pupo si è succhiato il cervello di nonna per sbaglio?
– Ma di che stai parlando? Che cosa c’entra Aldino ora?
– Beh non sono Sherlock Holmes, ma visto che c’ha la faccia coperta di bava e che gli esce una cosa grigio-verde dall’orecchio…
– Aldino ti sei mangiato nonna? E adesso? O mio dio non è che poi me lo portano al riformatorio?
– Credo di più al mattatoio…
Maria Pia con il viso tra le mani tremolanti cominciò a piangere, appoggiandosi al bracciolo del sofà, mentre Aldino gli strofinava il naso sulle ginocchia.
– Tesorino mio, la mamma sta bene… sono solo le cipolle… ora mi lavo la faccia e andrà tutto bene, non ti preoccupare…
– Se ti può consolare la nonna non è schiattata del tutto, almeno non ancora… il polso c’è… solo che c’ha le pupille in paralisi…
– E tu che ne sai?
– L’ho visto alla TV!
– E quindi che facciamo gli rimettiamo il cervello nella testa con l’imbuto?
– Non credo servirebbe… però se il cuore batte, e dalle scuregge che lancia non solo quello, forse non se l’è succhiato tutto… Io direi che se la rimettiamo sulla poltrona e gli diamo una lavata, magari lo prendono per un ictus o roba del genere…
Pia e Gigi tentarono di sollevarla e rimetterla sulla poltrona, ma i 160 kg a peso morto di nonna non ne volevano sapere di collaborare. Finirono quindi tutti e quattro per terra, Gigi con il fiatone, Pia che approfittando della pausa ci dava sotto con le lacrime e Aldino tranquillo davanti alla televisione.
– E adesso che stai facendo?
– Mi accendo una sigaretta.
– Lo sai che non devi fumare in casa davanti al bambino.
Disse Pia, tirando su con il naso.
– Ricapitoliamo, c’è nonna vegetale mezza schiattata per terra, il serial killer guarda i cartoni, noi abbiamo il culo in una pozza di bava e tu mi vieni a rompere i coglioni perché mi sono acceso una sigaretta?
– Non è un serial killer!
– Va bene, va bene, però magari il pupone qui, una mano ce la potrebbe anche dare non credi?
– Aldino tesoro, aiuteresti la mamma?
Si girò oscillando il testone e, senza sforzo apparente, sollevò i 160 kg del corpo della vecchia mollandoli sulla solita poltrona color cacarella a fiori. La nonna se ne stava li, come un grosso sacco di patate con la testa riversa sullo sterno, le braccia penzolanti e un rivolo di saliva che gli scendeva dal lato destro della bocca.
– Almeno è miracolosamente viva…
– Non l’hai mai sopportata!
– Vero, ma sopporterò bene la sua pensione!
– E il mostro sarebbe il mio tesoro poi? La nonna ha appena avuto un ictus e tu pensi solo ai soldi della sua pensione!
– Hai tralasciato qualche dettaglio sull’ictus mi pare… comunque il ragazzo ha del talento in fondo …
– Che vorresti dire?
– Che la settimana prossima potremmo andare a pranzo da mio padre, vecchio, fumatore e con la pressione alta … il rischio di ictus ce l’ha tutto.
– Non pensarci neanche! Mica vorrai esporre il piccolo a chissà quali conseguenze e rimanertene bello comodo con le mani pulite…
– Senti c’ho la bava del tuo coso fino ai calzini e la saliva di nonna sulla faccia, di pulito non m’è rimasto neanche il pisello, figuriamoci le mani!
L’orologio del soggiorno suonò le nove di sera e Aldino, che non aveva ancora mangiato, contemplava placido i puffi blu tra le loro casette fungo con l’azzardo di un sorriso, mentre nonna emetteva strani grugniti con il naso.
I primi segni di fastidio si mostrarono quando Gargamella, nascosto dietro un cespuglio, stava per zompare addosso ai puffolini ignari. La salivazione che abbondante slittava tra i solchi della lingua fino a raggrumarsi sul tappeto, le pupille dilatate, l’ossessivo dondolio della testa erano i chiari prodromi di una crisi imminente, di cui però né mamma né tanto meno papà si accorsero.
Continuavano a litigare alzando la voce, mentre Aldino si avvicinava al televisore per sottrarsi a quell’inutile sequela di polemiche.
Pia e Gigi alzavano la voce, e Aldino si avvicinava al televisore, fino a quando arrivato a toccare lo schermo con le narici pelose, si voltò di scatto e inghiottì d’un fiato sia Mamma che papà.
– Ecco ora sarai contenta, giusto questa fine del cazzo potevo fare con te, ingoiato vivo da un coso che non so manco cos’è…
– Se non l’avessi sempre mortificato non sarebbe stato così reattivo…
– Siamo dentro lo stomaco di un mostro mutante che hai voluto tu, e hai ancora il coraggio di dire che la colpa è la mia!
– Vedi, non hai mai sostenuto nessuna delle mie scelte.
– Credi di essere capace di darti una risposta da sola o ti devo fare un disegnino…
Aldino, finalmente in pace, si godeva il suo cartone animato preferito, mentre i brontolii del suo basso ventre dilatato a poco a poco scemavano fino a confondersi con i ritornelli dei puffi blu.

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