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Tranci di pizza

di

Data

ESTATE Magari ne prendo solo un pezzo, solo una fetta. Maledetta pizza, è così buona eppure fa ingrassare. Massì, ne prendo solo una fetta. Dopo con la sessione cardio brucerò tutti i carbo. 247 calorie da smaltire per sta fetta. Ormai la data è fissata.

ESTATE

Magari ne prendo solo un pezzo, solo una fetta. Maledetta pizza, è così buona eppure fa ingrassare. Massì, ne prendo solo una fetta. Dopo con la sessione cardio brucerò tutti i carbo. 247 calorie da smaltire per sta fetta. Ormai la data è fissata. Basta sgarri alimentari, altrimenti al 27 maggio ci arrivo come una balena vestita da sposa. Gli inviti sono partiti stamani. Il catering è prenotato. Parrucchiere ed estetiste sono state avvisate con quasi un anno di anticipo. Antonio ha insistito sul dover invitare il mio ex marito. E’ pur sempre il padre di Margherita ha detto. Immagino la sua reazione quando lo saprà, devo andare a dirglielo dal vivo, non posso permettere che lo venga a sapere da altri, mi tocca, è stato pur sempre mio marito. Ricordo ancora i suoi occhi quel giorno che me ne andai di casa. Antonio mi aspettava e lui lo sapeva, lo aveva sempre saputo. Aveva fatto finta di nulla, in un certo senso speravo davvero in una sua reazione. Ma nulla. Tornò a casa dal lavoro portando la pizza per cena e fu come sparare Bambie negli occhi. I miei 5 chilometri a Villa Pamphili mi aspettano, devo bruciare questa bastarda, devo entrare in quel vestito, devo entrare negli occhi di tutti, sarò una gran figa per il mio matrimonio. Il desiderio di tutti gli uomini, l’invidia di tutte le donne. Bussano al citofono. Sono quelle vacche cellulitiche delle mie amiche. Stefania ed Elisa sono le solite culone in leggings che corrono per fare quattro chiacchiere da gossip, vorrebbero dimagrire ma con culoni del genere non ne hanno la motivazione. Guardate invece i miei glutei marmorei, le mie gambe perfette, il mio ventre piatto e la mia vita snella. Invidiose? Di sicuro col cazzo che dimagrirete con questa corsetta da 12enni mestruate. Non azzardatevi a dimagrire, stupide vacche, al mio matrimonio devo essere io quella più figa di tutte. Bisogna toccare i 20km/h per dimagrire di una caloria per il peso corporio moltiplicato il numero di chilometri percorsi. Ficcatevi un tampax in figa e correte seriamente se volete rasentare un fisico come il mio. Ci vediamo zitelle. Ammirate pure da dietro il mio culetto da ragazzina. Signore, sono Ilaria De Principe, 35 anni, anche se ne dimostro al massimo 27. Un metro e sessantasei per quarantanove chili, in procinto di arrivare ai quarantacinque in vista del matrimonio. A casa, alla cena pensa Antonio, per me petto di pollo in padella, per la bambina chissà….non mi piace come la tratta a tavola, la vizia. Voglio dire, ha quasi 6 anni e pesa 18 chili. 18 cazzo di chili. I bambini la prenderanno in giro quando a Settembre inizierà le elementari. Mangia sempre schifezze, pizza due volte a settimana. Mai che faccia un pasto sano. La porto dal mio dietologo, e lui mi dice che a quell’età una qualsiasi dieta è sconsigliata. Ma che cazzo ne sanno i dottori di cosa significhi stare bene? Intendo psicologicamente. Trovatemi una sola donna a questo mondo che desideri essere grassa e la do al primo barbone runninga sotto i 20km/h. Dopo mi tocca fare un salto a casa di mio marito, il mio ex marito, per comunicargli del matrimonio. Spero solo che sia così sbronzo da non capirci nulla, tanto non si presenterà sicuramente. Voglio dire, non deve presentarsi. Cosa penseranno gli invitati? Si metterà in un angolo da solo a bere combinando figuracce. Tutti penseranno che ero sposata con quell’alcolizzato, no, non deve venire. Il termogenito che ho preso sta facendo effetto, sto sudando come un puttana in una casa chiusa. A casa mi aspettano addominali e squat. Saluto questa due vacche cellulitiche e balzo dal mio ex marito. Il caldo sferzante di Luglio unito ai termogenici hanno fatto il loro effetto, quarantotto chili e cinquataquattro. Sono di ottimo umore. Prenderò una barretta Kellog’s al ritorno da 75 calorie. Cristallizzerò la mia avvenenza nel tempo. Sfiderò le leggi della senilità. Sarò la sposa più figa che si sia mai vista sulla faccia della terra. Il mio thigh gap sarà così accentuato da pensare che ci sia un’autostrada tra le mie gambe. E’ facile, busso ed entro. Chiederò come va, se si vede con qualcuna e se dirà di si allora bam, butterò dentro del matrimonio. Speriamo che sia una più grassa di me, non sopporto il mio ex con un’anoressica. Se mi dice di no? Se si metterà a chiacchierare dei bei tempi andati? Di quando ero una grossa e grassa adolescente schifosa e lui in qualche modo riuscì a regalarmi un sorriso strappato dal mio peso corporeo. A quei tempi non mi voleva proprio nessuno. Il mio bodyfat era oltre il 20%. Chissà se questo destino toccherà a mia figlia? Di sicuro di questo passo se continua a mangiare ancora schifezze….di sicuro sarà la damigella d’onore più grassa del mio matrimonio. Tutti la guarderanno e penseranno che è costituzione. Quindi scopriranno che ero una schifosa grassona. Che dieta Dukan, attività fisica tre volte a settimana e tanto sacrificio mi hanno rimesso in piedi. No, ma che vado a pensare, è mia figlia. Da grande forse diventerà una di quelle invasate che conoscono a menadito tutte le calorie di ogni cosa. No, a casa Antonio mi sentirà, basta merendine e schifezze. Lo faccio per il suo bene, è un mondo spietato e maschilista, per una donna è fondamentale avere un aspetto esteriore gradevole se si vuole sopravvivere. E’ darwinismo. Le donne più belle hanno maggiore potenziale biologico, quindi maggiore scelta di parter, quindi maggiori probabilità di sopravvivenza.

 

AUTUNNO

Vedere quella foto su Facebook non ha scaturito alcun effetto su di me. Mia moglie con quello. Nulla. Se la regga quello quella psicopatica anoressica. Mangio questa quattro stagioni avanzata da ieri sera, mi riempo un bicchiere da accompagno. Temo solo che la bambina possa risentire della presenza estranea di un uomo in casa. Un uomo che non è suo padre, ma che lo diventerà a tutti gli effetti. Temo che quella psicopatica di mia moglie commetta qualche negligenza nel badare a nostra figlia affidandola alle cure di baby sitter, vicini di casa o chissà Dio cosa sarebbe disposta a fare mia moglie pur di godersi la sua luna di miele con quello. Non serbo alcun rancore verso di lei. E’ solo questa foto. Questa cazzo di foto mi da un cazzo di fastidio. Lo stronzo le ha comprato una Barbie per il compleanno. Che minchione, regalare una Barbie ad una bambina nel 2015? Roba da ritardato mentale anni ’90. Io invece le ho comprato un cellulare. Io si che so fare il padre. I ragazzi di oggi sono svegli. Non le vogliono le stronzate di plastica. Chissà come se la passa a scuola Margherita, 6 anni, vorrei farle gli auguri, a scuola i bambini potrebbero farle domande a riguardo. Chiederle dov’è il suo vero papà. La piccola si sentirà a disagio, è una bambina così sensibile, magari si sentirà inadeguata, una figlia non desiderata, generata dai capricci di due squilibrati. Un giorno crescerà, crescerà e capirà, capirà i sacrifici che ho fatto per tenere unita la famiglia. Basta, la telefono. Non ho voglia però di parlare con mia moglie o peggio ancora con quello. Mi verso un bicchiere, poi due, poi tre, poi mi attacco alla bottiglia che così si fa prima. Di tanto in tanto, praticamente tutti i giorni, sbircio il profilo di mia moglie, non tanto per gli anni di matrimonio gettati nel cesso, quanto per vedere la bambina. Ilaria è una di quelle cretine che scrivono 13mila post al giorno per comunicare al mondo tutto quello che stanno facendo. Sto cagando, sto fingendo di mangiare prodotti light a basso contenuto calorico, sto torturando mia figlia inonandola di selfie e cazzate varie. Tutto ciò che ami prima o poi ti sotterrerà.  Non mi rimane neanche la voglia di vivere, morire mi scoccia. Di questi tempi mi scoccia tutto. E’ come se la vita avesse perso sapore, come se non ci fosse più un significato nel fare le cose, soltanto un processo di inerzia che mi porta a bere e poi bere, per affogare il secco sapore di una vita priva di senso. Poi il ciclo si ripete, il nulla prende il piede al nulla ed io bevo. Un altro chiodo per la bara, un altro piede nella fossa. Questo surrogato di vita donatami per poi essermi tolta. Uno si alza tutte le mattine per portare un tozzo di pane in tavola la sera per poi vedersi moglie e figlia alzarsene per piantarti lì seduto a capo tavola, solo nel tuo regno del nulla, perchè ormai è tutto andato. Sparito. Scomparso. Smaterializzato. Seduto sul trono di pater familias guardo i resti di un mondo che affoga in un bicchiere mezzo vuoto appoggiato su una tappezzeria fatta di cartoni di pizza. Alzo il telefono e faccio il numero. Risponde quello. Metto giù. Stappo una nuova bottiglia. Questa volta non prendo neanche la briga di prendere il bicchiere. Tempo perso. Come il mio matrimonio. Tempo perso. Come quando mi incazzai con mia moglie del fatto che Margherita chiamasse quello “papà Antonio”. Tempo perso. Come aver ingoiato dignità e palle per tenere unito un matrimonio finito, per salvare la famiglia. Tempo perso. La pizza sa di stantio. Rifaccio il numero, è ridicolo sentirmi in imbarazzo davanti a quello.

–        Pronto? Pronto chi parla?

–        Finocchio

E metto giù. Poteva fottermi moglie e figlia ma non la volontà di non avere alcuna conversazione con quella serpe. Amici sto cazzo. Fuori piove a dirotto, sembra che anche il cielo pianga le mie croci. Basta poco, che cazzo, devo chiamare mia figlia per farle gli auguri. Riproviamo

–        Pronto?- Questa volta è mia moglie

–        Pronto? Ma  chi è?

E metto giù. Giù. Giù. Giù. Va tutto giù. Mandiamo giù un’altra poppata di ambrosia.

 

INVERNO

Stupidi colleghi di lavoro, stupido funerale dello stupido ex marito di Ilaria nonchè mio stupido collega di lavoro e stupido amico cornuto di bevute. Sto diventando paranoico. Vedo gli sguardi di tutti puntati su di me. Tremo. Cazzo, sto tremando. Assassino. Gli sguardi. Assassino. Gli sguardi mi dicono. Assassino. Tutti gli sguardi sguardi sguardi sguardi. Occhi che esprimono giudizio. Giudizio. Assassino. Sto volando. Vedo il guscio di me stesso steso a terra, vestito di nero, occhi neri, capelli neri. Tutto nero. Come la vita vita vita vita. Assassino. L’Ecstasy che ho preso prima del funerale non è stata una grande idea. Avrei bisogno di una striscia di coca, magari uno speedball speedball  speedball. Speed. Ball. Avrei bisogno di uno speedball per bilanciare i sensi con l’eroina, uscire dal trip negativo. Dall’alto vedo la gente intorno a me. Colleghi di lavoro, amici, parenti, in poche parole avvoltoi. Si leccano le labbra perchè sanno. Assassino. Assassino. Assassino. Oltre al fatto di sbattermi la moglie di un collega nonchè amico ora vociferano anche sulla mia tossicodipendenza, andassero a farsi fottere. Ilaria piange stretta alla bambina. Ha gli occhi puntati verso di me, io volo. L’orfana stretta alla madre. Assassino. Le comprerò una pizza per cena per tirarla sù. Sù. Sù. Sù. Volo. L’assassino vola lontano dai suoi peccati. Cominciò tutto con una cena a casa di Edoardo, conobbi sua moglie e me ne innamorai, ai tempi sapevo che Edo aveva problemi con il bere e non mi è stato difficile spaccargli la famiglia. Assassino. Assassino sfasciafamiglie. Gli alcolizzati hanno il brutto vizio di mandare tutto a puttane. Assassino. Le donne con distubi alimentari hanno un debole per gli uomini con dipendenze. Assassino fottimogli svitate di ubriaconi. Al lavoro tutto procedeva bene, mi sentivo sempre uno stronzo quando dopo il turno staccavamo per berci una o due pinte insieme prima di rincasare. Assassino. Fedifrago Assassino. Poi improvvisamente iniziò ad avere sospetti su noi due. L’origine dell’Assassino. Al lavoro mi fa fare figure di merda con certe frecciatine del cazzo. Assassino col cazzo maciullato. Infine quando Ilaria lo lascia portandosi la bambina smette definitivamente dei rivolgermi la parola. Forse è stato un bene, non sentirmi più uno stronzo nei suoi confronti. Assassino. In fin dei conti è un pò come scontare un punizione. Assassino i traditori non giocano mai all’impiccato. Sono tutti su di me. Ilaria ha gli occhi ancora posati sul mio corpo etereo lassù in alto. Volo. Cazzo vuole da me, il marito nella fossa è il suo mica il mio. L’ultima volta che ho sentito Edoardo è stato mesi fa quando ha chiamato a casa il giorno del compleanno della bambina dandomi del finocchio e mettendo giù. Giù.Giù.Giù. Ridiscendo. Verso il mio corpo. Dentro il mio corpo di carne. Da quel giorno ha cominciato ad essere saltuario sul lavoro. Arrivava al lavoro, le rare volte che si degnava di presentarsi, sempre ubriaco. Poi il licenziamento. Cazzo, sono disceso. Nel mio corpo. Cazzo. Tremo. Lasciatemi andare, levatevi dal cazzo, mi togliete l’aria corvi vestiti di nero. Lasciatemi respirare facce da froci grido. Poi niente. Mi alzo, barcollo, sono tutti intorno a me. Assassino. Mi guardano. Assassino. Mi guardano mi guardano mi guardano poi la bambina mi guarda mi odiano tutti anche la piccola mi odia, mi giudicano mi giudicano mi guardano mi giudicano e mi odiano. Ho ucciso tuo padre scusami. Sono a casa, è pomeriggio. A casa non c’è nessuno. Sono solo, solo con me stesso, con il senso di colpa. Sentirsi in colpa è una punizione peggiore persino della morte, tutti muoino, pochissime persone si sentono veramente in colpa per le cose cattive che hanno fatto. Dividerò questo letto per il resto della mia vita con il ricordo di un uomo sceso giù da una fune legata al collo con quel cazzo di bigliettino da svitato sulle pizze “non ce l’ho fatta a mangiare l’ultima fetta, quella più buona, scusatemi” e a fianco una cazzo di fetta di pizza.

 

PRIMAVERA

Ciao papà, sono Margherita, questa è la nota vocale numero 237, non ho ancora imparato bene a scrivere a scuola, quindi niente messaggi, posso inviarti soltanto note vocali. Anche se non mi rispondi mai spero che almeno mi ascolti. Mamma dice che mi ascolti. Oggi mamma si è sposata e io sono vestita da principessa. Anche se non ho capito che cosa sono. Comunque a me però mi pare che sono proprio una principessa. Qui si mangia il buffet. A me non mi piace il buffet. Bisogna prendere le cose da mangiare con la pinza grande e metterle nel piatto. Non c’è neanche la pizza. Ora sono in bagno con mamma e papà Antonio. Mamma è vestita da principessa bianca, papà Antonio ha il vestito con la coda da pinguino. Sono tutti vestiti come se sono a lavoro. Sono in bagno con loro, la mamma non si sentiva bene, sta vomitando nel bagno dicendo che il cibo è pesante. Papà Antonio invece prende le sue medicine per il naso che lo fanno diventare nervoso e velocissimo. “Porco Dio, che cazzo, tutto quell’olio nel cazzo di pesce. Fanculo, mi sono spaccata il culo a suon di quat e ora tutti questi grassi mi fotteranno l’anima” questa è la mamma, è arrabbiata perchè il cibo la fa sempre arrabbiare, a me invece mi piace mangiare, mi fa rilassare “Tesoro calmati, fatti una cazzo di pista, così non ci pensi più, rischi di sborrare merda su quel cazzo di vestito, seimila euro del cazzo” questo invece è papà Antonio che ha il fiocco bianco al collo “Fottiti, tossico di merda, ti ho detto seimila cazzo di volte di non farti davanti alla bambina, ho lasciato un alcolizzato per prendermi un tossico, fantastico, ed in più peso quarantasei chili di merda, sono una scrofa del cazzo ammogliata con un ritardato ecco cosa sono”. Qui siamo tutti felici e sereni, più tardi ci mangiamo pure la torta. Quella grande. L’ho vista è grossa più di me. Spero che se non ce la mangiamo tutta ce la fanno portare a casa da tenere in freezer. “Fottiti puttana, ne riparliamo dopo, datti una ripulita che pari uno scheletro” “Ah si? Parla il rachitico scavato dall’eroina, datti tu una ripulita, in un centro di disintossicazione” “Cristo santo! Parla quella con i disturbi alimentari! Fottiti bulimica anoressica di merda”. Papà Antonio esce velocissimo dal bagno. “Con chi parli?” Mamma parlo con papà, quello vero, gli sto mandando una nota vocale, hai detto tu che lui ascoltava sempre dal paradiso….mamma perchè piangi? “Perchè la vita…..la vita fa schifo…le cose non vanno sempre storte….scusami piccola mia….non dovrei parlare così davanti a te, sono una pessima madre….ma è tutto incasinato! Capisci?” Si mamma ti capisco, però ti ricordi quella sera che eravamo a casa a mangiare la pizza e ce ne siamo dovute andare da papà per sempre? Io piangevo e il papà mi disse di non piangere perchè la vita è come una pizza, come una quattro stagioni, inizi sempre mangiando prima il pezzo più buono, poi tieni duro i due pezzi che ti piacciono di meno, quelli con le verdure ed infine ti mangi quello col prociutto, perchè le cose tristi prima o poi se ne vanno, l’ultima fetta è sempre quella più buona.

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