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Topi da Fiera

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-Voilà! Mi ci è voluta quasi un’ora di bolgia in cui ho preso a gomitate metà dei cosplayer della fiera, ma alla fine… guarda che bottino! -Uhm… -Tutti i Kappa Magazine con dentro Ghost In The Shell! -Ah.

-Voilà! Mi ci è voluta quasi un’ora di bolgia in cui ho preso a gomitate metà dei cosplayer della fiera, ma alla fine… guarda che bottino!
-Uhm…
-Tutti i Kappa Magazine con dentro Ghost In The Shell!
-Ah.
-I numeri di Dylan Dog che mi mancavano per completare la collezione! Ovviamente prima ristampa, mica seconda o terza.
-Non era già completa la tua collezione?
-Sì, quella da battaglia. Questi sono per quella imbustata. Poi… il primo volume della Lega degli Straordinari Gentlemen, firmata da Moore.
-A-ah.
-E dulcis in fundo: i numeri autoprodotti di Rat-man prima che passasse alla Panini.
-Panini, sì.
-Pensa che mentre stavo pagando un tizio vestito da Ispettore Zenigata ha provato a fregarmeli. Vestito da Zenigata! Capisci? Mi chiedo dove andremo a finire…
-Bella domanda…
-Gianca, che hai?
-Cos’ho? Niente. Che ho?
-Sì, cos’hai. Ti ho lasciato a cincischiare nell’area giochi, torno carico di meraviglie e ti trovo con una faccia che pare ti abbiano chiuso la tua serie TV preferita a metà stagione.
-Stai esagerando.
-Esagerando? Ho un fumetto firmato da Moore. Moore! E’ come se avessi trovato il Necronomicon! Parla.
-Ho visto Irene.
-Irene? Qui?
-Sì.
-Ha senso. Gliel’hai attaccata te, la passione… beh, l’hai salutata? Gli hai parlato?
-Parlato? Sei matto? Abbiamo rotto da così poco. Ci sono sentimenti in ballo. Non puoi mai sapere cosa può provare una persona a trovarsi di fronte l’altra. E’ un contraccolpo emotivo di una certa magnitudine…
-Insomma, ti sei nascosto.
-Sì, mi sono nascosto.
-Te l’ho già detto che…
-…sono un imbecille. Già era un miracolo che avessi trovato una in grado di sopportare tutta la merda che mi piace, e col sorriso, e ho dovuto rovinare tutto. Lei voleva solo un po’ più di attenzione. Magari che vedessimo insieme dei film che non avessero effetti speciali, o che le regalassi dei bikini che non fossero tigrati. Insomma, che facessi qualche passo verso di lei, dopo i milioni che lei ha fatto verso di me. Ma no. Sono un cretino che ha mandato tutto all’aria per un misto di orgoglio e paura di affrontare ciò che è fuori dal mio piccolo mondo.
-Bene. Mi piace parlare con gente preparata.
-Ti vorrei far notare che la merda che mi piace è anche la merda che ti piace.
-Sì, ma mi vedi mai metterla prima di una donna?
-Stai scherzando? Come si chiamava quella che oggi dovevi vedere all’ingresso della fiera e non hai aspettato perché sennò si faceva fila per i biglietti?
-Elisa… betta? Vabbè, è vero. Lo faccio di continuo. Ma nessuna di loro è come è Irene per te. Quando anni fa vi metteste insieme pensai subito: “E bravo, Gianca. Ha trovato quella giusta!”
-Veramente mi battesti il cinque perché secondo te “aveva una faccia da zozza”.
-Avevo bevuto… e una cosa non esclude l’altra.
-Ok, ok! Hai ragione. Sono uno scemo, un bambino viziato, la feccia della società. Avevo la donna perfetta e l’ho fatta scappare. Datemi una lettera scarlatta e facciamola finita.
-Ah, no! Non ti azzardare a giocarti la carta pianto. Ci siamo forse arresi quando i tedeschi hanno bombardato Pearl Harbor?
-Questo è un colpo basso! Usare le parole del santo patrono.
-Muovi il culo e vai riprendertela. O che John Belushi mi perdoni, ti farò ingoiare i mie preziosissimi acquisti.

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