Mi ricordo e non mi ricordo

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Mi ricordo di lei, mi ricordo di noi, mi ricordo di com’eravamo. Un racconto di Chiara Metelli.

Mi ricordo di lei, la persona che più mi è stata accanto, e non pensate che per il fatto che io me ne stia ricordando, ora non lo sia più, semplicemente le cose cambiano. Sto parlando di Elisabetta, ovvero mia sorella, più grande rispetto a me di circa dodici anni.

Ogni volta che ripenso al mio passato, mi viene subito in mente lei, a com’era prima e com’è adesso. Personalmente non mi ricordo bene il suo comportamento nei miei confronti appena nacqui, ma, sentendo racconti di parenti o guardando vecchie foto, devo dire che inizialmente non era troppo contenta di me.

Forse era troppa la differenza d’età, direbbero molti, ma invece no: secondo me era solo il fatto che, quella notte di febbraio, lei aveva appena dodici anni e mezzo, e in quanto quasi in età adolescenziale, la mia nascita poteva aver generato in lei sentimenti come la gelosia o addirittura la rabbia. Non mi ricordo neanche com’ero io, ma mi ricordo perfettamente che, col passare degli anni, abbiamo iniziato a legarci sempre di più, finchè non siamo diventate due sorelle veramente inseparabili. Mi ricordo anche che, lo scorso 11 gennaio, ho sentito un vuoto mai avvertito prima, eh sì, ho rischiato di perderla.

Erano le 3:35, quando squillò il telefono di casa, era la polizia. Aveva fatto un incidente con la sua Smart, che ora è frantumata. Ho iniziato ad immaginare la mia vita senza lei, che cosa orribile. Nessuno sa i pensieri che sono passati nella mia mente, quanto ero triste, quanto orribili fossero. Nessuno conosceva i miei sorrisi finti, i miei “sto bene”.

Nessuno sa quante volte ho dovuto trattenere le lacrime che mi uscivano solo pronunciando il suo nome. Mi ricordo tutti quei flashback che mi sono passati per la mente, non ricordo precisamente quali, ma mi ricordo che erano molti.

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