Ciao sono Anulare, Anulare sinistro

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Da bambino Giacomo quando era triste o ansioso ci morsicava tutti e ci torturava; io e le mie compagne dita eravamo tutte malconce perché Giacomo e il dittatore cervello con il suo esercito di neuroni, ordinava a bocca di mangiarci.

Ciao, sono anulare, anulare sinistro, e sono il dito di Giacomo.
Da bambino Giacomo quando era triste o ansioso ci morsicava tutti e ci torturava; io e le mie compagne dita eravamo tutte malconce perché Giacomo e il dittatore cervello con il suo esercito di neuroni, ordinava a bocca di mangiarci.
Per fortuna, la situazione andò migliorando però, nonostante questi miglioramenti ci sentivamo comunque sempre sotto attacco. Quindi, appena laureato, Giacomo iniziò a lavorare in un ufficio e scriveva alla tastiera tutto il giorno procurandoci vesciche ed escoriazioni e per quanto potessimo essere felici per Giacomo, noi volevamo comunque essere trattate bene.
Un bel giorno però, Giacomo incontrò Angelina. Subito i due si innamorarono e i miei amici occhi mi dissero che era veramente splendida e per fortuna i benefici di ciò arrivarono anche a noi perché Giacomo, per diventare più attraente, smise di “mangiucchiarci”.
Un bel giorno poi Angelina e Giacomo si sposarono ed io ricevetti un bellissimo anello, lucente, splendido, meraviglioso; io. Io, prescelto tra tutte le dieci dita! Io solo tra tutte le mie amiche possedevo quel grandissimo regalo, l’anello che mi legava ad Angelina.
Tuttavia, la situazione, prima tranquilla, andò peggiorando perché Giacomo cambiò lavoro e si mise a fare il carpentiere! Ogni mattina si alzava presto per andare nella sua officina per lavorare, piallare, lucidare il legno, tutto a scapito di noi povere dita. Si dice anche che indice destro si sia fatto male sul serio; si pensa che si sia tagliato di brutto.
Col passare dei giorni, le cose peggiorarono ancora di più. Ora, per non sporcare l’anello, Giacomo iniziò a toglierselo prima di andare a lavorare e quindi io, che prima ero invidiata da tutte le mie amiche, ero diventata una qualsiasi, costretta a lavorare tutto il giorno.
Passò un po’ di tempo quando io e occhio sinistro ci mettemmo d’accordo , insieme anche a mano destra, per far tornare Giacomo sulla retta via. Infatti, un giovedì di agosto, attuammo il nostro piano: occhio sinistro, nel momento in cui Giacomo stava uscendo per andare al lavoro, si mise a fissare quell’anello che ormai giaceva solo su una mensola indifferente. Poi mano destra prese l’anello e a quel punto Giacomo iniziò a riflettere sulla sua vita, sul fatto che quel lavoro che lo impegnava dalla mattina presto fino a tarda sera, distoglieva il suo pensiero da cose ben più importanti, ovvero Angelina.
Da quel momento Giacomo abbandonò quel lavoro e partì per un lungo viaggio con Angelina. Giacomo ed Angelina, una volta tornati, decisero di mettere su famiglia e poco meno di un anno dopo nacque Marco, il loro piccolo bambino birichino che ogni sera mi afferrava e non mi lasciava andare via fino a quando non si era addormentato. Finii per tanto a ritrovarmi sempre sudaticcio o insalivato.

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