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Quartiere a luci rosse, su 50 persone intervistate all’Eur la metà si rifiuta di parlarne

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Chi risponde alle nostre domande si dichiara favorevole alla legalizzazione della prostituzione, ma la metà dei probabili intervistati non vuol neanche sentire parlare del progetto proposto dal presidente del IX Municipio Andrea Santoro

Chi risponde alle nostre domande si dichiara favorevole alla legalizzazione della prostituzione, ma la metà dei probabili intervistati non vuol neanche sentire parlare del progetto proposto dal presidente del IX Municipio Andrea Santoro.

 

Qual è il pensiero dei negozianti e dei residenti del quartiere romano Eur circa la volontà di Andrea Santoro di dar vita al primo quartiere a luci rosse? Ci siamo recati sul posto proprio per scoprirlo. In realtà il 50% delle persone da noi prese in considerazione non ha voluto esprimere nessuna opinione a riguardo, rifiutandosi di rispondere alle domande subito dopo aver saputo l’argomento in questione. La restante parte, invece, si è mostrata disponibile. Tra quest’ultimi rientra Giulio, 25enne residente all’Eur, il quale ha spiegato che “le strade sono piene di preservativi usati sia di notte che di giorno” e come “questi stessi preservativi vengano ritrovati soprattutto nei pressi delle abitazioni”.

Le opinioni raccolte, comunque, provengono da gente che appartiene ad ogni fascia d’età: dal ragazzino al trentenne impiegato appena uscito dal proprio ufficio, dal padre di famiglia all’anziana signora che passeggiava per le strade con le buste della spesa tra le mani.

Le persone che hanno risposto alle nostre domande si sono tutte dichiarate favorevoli alla legalizzazione della prostituzione e la maggior parte di loro ha anche espresso pareri positivi circa la proposta del presidente del IX Municipio. Anna, ad esempio, anziana signora appena uscita da un supermercato, ci ha spiegato come “legalizzare la prostituzione trasformerebbe gli attuali svantaggi in vantaggi perché tale politica porterebbe non solo all’abolizione dello sfruttamento di queste ragazze, ma permetterebbe alle casse dello stato di avere un certo tipo di entrate”.

Una strada, dunque, opposta a quella del Pd, il quale ha bocciato l’iniziativa che avrebbe dovuto prevedere lo spostamento delle prostitute in un gruppo di strade lontane dagli edifici abitati e dal centro del quartiere, in modo da garantire più igiene oltre ad una maggiore tutela per le ragazze sia da un punto di vista sanitario che sociale, è stata presa dai negozianti e dai residenti dell’Eur: 7 persone su 10, nonostante abbiano avuto dubbi circa il fatto che si possa del tutto risolvere il problema dello sfruttamento della prostituzione, si sono mostrate favorevoli alla realizzazione di questo progetto poiché, oltre ad esser considerato un’ottima soluzione alla questione dell’igiene permetterebbe ai residenti di organizzare le proprie giornate con maggior libertà. Paola, commessa 27enne ha spiegato che “tale problema condiziona in un certo qual modo la quotidianità, in quanto per esempio la sera si è più propensi a ritirarsi nelle proprie case ad un determinato orario visto che le strade si riempiono di prostitute”. Ha affermato poi che “la riuscita dell’operazione proposta da Santoro aiuterebbe i ragazzi a scegliere quali strade frequentare e quali no”.

Ad appoggiare la decisione del Pd e del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, il quale aveva già espresso il proprio dissenso definendo illegale l’iniziativa perché va contro la legge Merlin (norma che ha abolito le case chiuse e che punisce con la reclusione chi favorisce o sfrutta la prostituzione altrui), sono quindi soltanto 3 persone su 10. Secondo quest’ultime per risolvere le problematiche c’è bisogno di qualcosa di più forte dell’iniziativa proposta. Valentino, 30enne dipendente dell’Acea, pensa, infatti, che “per mettere un freno allo sfruttamento della prostituzione sia necessaria una vera e propria modifica dell’attuale legge”.

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