Mosca, patria di biblioteche

di

Data

Un terribile incendio, divampato nella notte del 30 gennaio, ha colpito la Biblioteca dell’Istituto Accademico dell’Informazione Scientifica sulle Scienze Sociali (INION), fondata nel 1918 e con più di 14 milioni di libri, moltissimi testi rari.

Un terribile incendio, divampato nella notte del 30 gennaio, ha colpito la Biblioteca dell’Istituto Accademico dell’Informazione Scientifica sulle Scienze Sociali (INION), fondata nel 1918 e con più di 14 milioni di libri, moltissimi testi rari. Partito dal terzo piano, pare per un corto circuito, il fuoco, estinto in più di 4 ore, ha letteralmente divorato libri e carte, invadendo 2000 metri quadrati (e facendo crollare il tetto dell’edificio). I russi hanno seguito con interesse e preoccupazione l’evento, sia sulla stampa che sui social network. I media russi (in particolare Russia Today) hanno subito parlato di “Chernobyl dei libri”, paragone d’obbligo per un disastro di tali dimensioni. Al momento, si pensa che il 15% della collezione (quindi quasi 2 milioni di volumi) sia andato in fumo. Insieme alla storia e  radici culturali della Russia ma anche del mondo.

La biblioteca dell’INION conta quasi 50.000 lettori, 330 impiegati, oltre 30.000 metri quadrati e rappresenta il più importante centro di ricerca in Russia dedicato alle scienze sociali e umanistiche. Nata, nel 1918, come Biblioteca dell’Accademia socialista, qui venivano conservati e collezionati tutti gli esemplari di ogni rivista, giornale o volantino che venivano stampati. Nel 1936, la biblioteca era diventata parte della Accademia delle Scienze dell’URSS come la Biblioteca principale delle Scienze Sociali. All’inizio degli anni 1940, rappresentava già la più grande biblioteca specializzata nel campo delle scienze sociali, con molti fondi e una fitta rete di biblioteche organizzate presso gli istituti dell’Accademia delle Scienze. La biblioteca ha lo status di importanza federale, dal 1920. Fra i suoi 14 milioni di volumi di testi antichi e moderni europei e asiatici vi sono rare edizioni di oltre 400 anni fa. Raccoglie anche una delle più grandi collezioni di libri in lingue slave del paese oltre che una collezione di documenti della Lega delle Nazioni, delle Nazioni Unite, dell’Unesco e rapporti parlamentari statunitensi (dal 1789), inglesi (dal 1803) e italiani (dal 1897).

Parliamo però della seconda collezione di Mosca dopo la biblioteca Lenin. Quest’ultima, è davvero monumentale, maestosa e incredibilmente fornita. Di fronte ad essa vi è una immensa statua di Fedor Dostoevski. Ci sono entrata qualche mese fa, dopo una lunga trafila fatta di controllo documenti-visto-scartoffie varie e tanto di iscrizione. Dentro è severamente vietato fotografare e portare libri dall’esterno. La scalinata che porta alle sale di lettura è meravigliosa, possente, intellettualmente avvolgente. Fondata nel 1862, è diventata oggi la leggendaria “Leninka” grazie alla devozione di centinaia di persone parte suo staff, e comprende una collezione unica di documenti russi e stranieri in 247 lingue, con oltre 43 milioni di volumi. E’ nota per la sua collezione di mappe pubblicate, di spartiti musicali, registrazioni audio, dissertazioni, giornali. Si dice che essa, in epoca sovietica, contenendo moltissime registrazioni proibite (perché qui si catalogava e raccoglieva comunque tutto), fosse il vero punto di riferimento per molto intellettuali, anche dissidenti.

Fra le altre e numerose biblioteche moscovite, una menzione particolare merita anche quella per la Letteratura Straniera, oggi Margarita Rudomino (inizialmente era nata come Biblioteca di Neo-filologia e, nel 1924, era stata denominata Biblioteca di Stato della Letteratura Straniera, GBIL. Solo nel 1990, le è stato riconosciuto il diritto a portare il nome della sua fondatrice e direttrice per oltre cinquant’anni, Margarita Ivanovna Rudomino). Nel 2012 l’istituto ha festeggiato i 90 anni. Oggi la biblioteca, da sempre impegnata nel rafforzare il dialogo fra le culture,  dispone di collezioni uniche di letteratura straniera, quasi 5 milioni di volumi in oltre 140 lingue. Hanno studiato qui molti dei traduttori e interpreti più bravi, oltre che a giovani russi innamorati della letteratura d’altri luoghi e tempi.

Se le prime tre descritte sono le principali, fra le altre biblioteche, meritano menzione la Biblioteca per la Letteratura dedicata ai bambini (fondata nel 1969, spicca per le novità e i giochi legati all’apprendimento letterario; d’altra parte la letteratura per bambini, “dietskaya literatura”, ha un rango molto elevato nel paese), quella della prestigiosa università statale moscovita Lomonosov (risalente al ben lontano 1755), quella delle Arti, di scienze politiche e sociologiche, quelle dedicate ai maestri Dostoevsky, Gogol o Chernyshenvsky.

Quella di Storia, fondata nel gennaio 1863, era originariamente stata aperta al pubblico come biblioteca gratuita nel palazzo Chertkovsky e amministrata dalla città di Mosca. I fondi iniziali provenivano dal personaggio pubblico e collezionista Alexander Dmitroevich Chertkov (1789-1858). La biblioteca ne prendeva dunque il nome, e solo nel 1938, sarebbe diventata la Biblioteca Statale di Storia. Raccoglieva letteratura nazionale e straniera sulla storia dei popoli slavi oltre che altre edizioni molto rare (la sezione esiste ancor oggi, con molti volumi digitalizzati); voleva essere la biblioteca universale della Russia. Un tesoro.

Vi sono poi altre biblioteche dedicate alla letteratura medica, all’agricoltura, ai brevetti. Sono tantissime e difficili da ricordare tutte. Perché la Russia è grande terra di cultura.

Altri racconti
in archivio

Sfoglia
MagO'