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Verginella Vittoriosa

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Cosa non si farebbe per il primo bacio, quando si hanno dodici anni e cinque mesi.

La Mariuccia fa vedere le zinne per soldi nel bagno dei maschi.

Si è pagata il nuovo iPhone così.

I suoi non glielo volevano regalare, perché dicevano che ti spinge a essere un po’ zoccola, con tutto che puoi mandare le foto in giro e nel web ci sono un mucchio di guardoni, doveva aspettare i 14 anni, hanno detto.

Allora la Mariuccia ha deciso di comperarselo da sola, facendo vedere le zinne durante la ricreazione, così alla fine i suoi avevano ragione, che l’iPhone ti fa diventare un po’ zoccola.

 

Non lo dico per tradirla, parlo così, voi siete il mio pubblico, a qualcuno ci si deve pur rivolgere per raccontare i propri problemi.

In quinta elementare il mio diario si chiamava Yuri, come quello che era andato sulla luna, o qualcosa del genere.

Ero l’unica a scuola che parlava ad un diario maschio.

Poi alle medie scrivevo a Jenny, immaginavo fosse più grande di me e mi desse i consigli giusti, insomma quelli che volevo sentirmi dire.

 

Oggi scrivo a voi, perché voi siete i miei fans.

E nessuna a dodici anni può avere dei fans, tranne forse Britney Spears, che però poi è diventata una squilibratona e la Mariuccia, che però non vale, perché chiunque scopra un pezzetto di pelle, davanti a quei pervertiti dei miei compagni di classe, avrebbe una standing ovation. Quelli pensano al sesso in continuazione. Anche quando arrotoli l’elastico attorno ai fogli di disegno.

Fare lezione di anatomia con loro è impossibile e la nuova prof, la Scardellini, arrossisce tutto il tempo.

 

Comunque, cari fans, ecco il mio problema, voi che mi amate, vorrete sapere tutta la storia fin dall’inizio.

A dodici anni e cinque mesi, non ho ancora baciato nessuno e sono rimasta l’ultima della mia scuola, a parte la Federica, che ha la barba, e nessuno se la vuole baciare.

Ma io, insomma, parliamoci chiaro, non sono niente male e ne avrei già avuti due di pretendenti, che si sono tragicamente autoeliminati, uno quando ha saputo che avevo avuto la mononucleosi, ipocondriaco, e l’altro soffiato sul tempo da Caterina la sveltina, quella della seconda B, replicante.

Ecco, diciamo che non pensavo che ad aspettare qualche mese sarei rimasta l’ultima, altrimenti avrei forse baciato pure Giacomo, che mi scrive sms romantici dalla quarta elementare. Che pressa. Come dice mio padre quello vale come el dù de cope quando in tavola ghè spade.

 

La verità è che me lo sono sempre immaginato speciale il primo bacio, con uno che mi piace davvero, ha due anni più di me e lo scooter, mi porta sulla collinetta, proprio al tramonto, mi sposta i capelli dal viso e mi bacia prima sulle labbra e poi giù, in fondo.

Sono un po’ preoccupata di trovarla viscida, questa cosa della lingua non mi convince. Quando la mamma fa il bollito con la pearà è l’unica cosa che non mangio. E poi la mia paura dei serpenti significherà bene qualcosa.

Mi serve un tipo Denim anni Ottanta, gentile e tenebroso, ma non so se esiste.

 

La Mariuccia ne ha già baciati sette con la lingua e dieci senza.

Mi chiama Verginella Vittoriosa, a volte penso che è mia amica solo perché le faccio da segretaria in bagno, quando si alza la canottiera a fiori.

Dice che non sta bene che i soldi li prenda lei.

Ha davvero delle splendide zinne ed io gliele invidio da morire.

Sono anche più grandi di quelle di mia sorella, che ha vent’anni.

 

Io ho due piccole castagne che mi fanno male appena sfiorano la maglietta e non potrei ricavarne neppure 1 euro.

Ma voi, che siete i miei fans, non vorreste mai che io facessi del nudo senza controfigura. Ho letto tutto sulle gambe di Julia Roberts in Pretty Woman, che mica erano le sue.

Ecco, quando girerò un film, chiederò alla Mariuccia di fare la controfigura delle mie tette.

 

Forse, un giorno ci proverò veramente a fare l’attrice, perché quando porti un nome come il mio, Vittoria, le persone si aspettano grandi cose da te.

In pratica è una fregatura.

Non puoi stare nel mucchio.

Devi essere la prima ad ubriacarti o a perdere la verginità.

Oppure puoi essere l’ultima, ma sempre per un motivo ideologico molto figo.

 

A me piace invece stare nel mezzo.

Guardare prima di provare, non è che poi tentenno o cose del genere, solo voglio vedere come butta, non è un crimine.

 

Non so cosa pensasse mia madre quando ha scelto il mio nome, forse la vittoria era la sua che, dopo otto anni da mia sorella, era riuscita ad avermi.

Non pensate che essere così desiderata sia una gran fortuna, sì ti senti amata e tutto il resto, ma hai anche l’incredibile peso di dover rendere felice tua madre, che insomma, poteva anche mollare tutto prima e tu, saresti rimasta una caccola nell’universo.

Un giorno mamma me l’ha proprio detto, così, cotto e mangiato.

Lei è una che non va tanto per il sottile, né quando decide di fare una cosa, né quando decide che è ora di comunicartela.

Non aspetta i segni.

Sapete quei segnali che, in teoria, i figli mandano ai genitori circa il fatto che sono pronti a conoscere le cose della vita, come la morte, il sesso e via dicendo.

La psicologa che viene a scuola il giovedì, e ci parla della nostra età difficile, ci ha spiegato questa cose dei segni.

Bè, mamma non li guarda proprio i segni.

Come quando ha deciso di raccontarmi che papà l’aveva tradita ed io proprio non lo avrei voluto sapere.

Voglio dire è adulta, che si cerchi un’amica per sbronzarsi, o una psicologa con cui parlare, o che scriva un diario, come faccio io.

 

La Mariuccia dice che mia madre ha distrutto la mia idea sui ragazzi, tutto deriva da quella cosa che il padre è un mito e ti salverà sempre.

Secondo lei è per questo che non ho ancora baciato nessuno.

Ma io non credo.

Insomma, i genitori della Mariuccia si amano alla follia e lo stesso la figlia si alza la maglietta nei cessi della scuola per 10 euro a botta.

A me non sembra molto sano.

 

Comunque, stasera, ci sarà la svolta, andrò alla Festa. Non, una, festa, come quelle di compleanno, che poi includono sempre qualche fratellino od un nonno no, stasera c’è una vera Festa, senza genitori e con i liquori e tutto il resto.

 

Si va dal Corvo per festeggiare Halloween e si faranno le follie.

Mica pasticche o cose del genere, come nei festini di quelli della terza H.

Ma una spericolata trasgressione di gruppo.

Le ragazze hanno pensato ai giochi, tutti un po’ tentatori ma senza essere zozzi, niente streap pocker, che poi il pocker nessuno lo sa fare.

I ragazzi è scontato pensano alle cose da bere. Birra e rum.

 

Ah e poi un’altra cosa figa è che siamo tutti in pigiama.

Io a dire il vero avrei preferito i miei leggings sexy e so che, anche voi fans, l’avreste apprezzato, ma chiederò a mia sorella uno dei suoi pigiami in raso, vedo non vedo.

 

Stasera bacerò Andrea.

E’ deciso.

Anche se viene con quella noiosa della sua fidanzata, con cui sta insieme dalla seconda elementare, riuscirò a baciarlo, giuro.

Ho visto come mi guarda.

Il primo bacio deve essere mitico.

Più del sesso secondo me. Perché poi quando fai quello ci sono mille problemi, il male, la paura di restare incinta, l’AIDS e tutto il resto, che mica è detto che sia così bello.

 

 

Bene miei cari fans, so che attendete ansiosi notizie dalla vostra eroina.

Ecco come è andata.

A voi posso dire tutto.

 

Tanto per cominciare il pigiama di mia sorella non ha ottenuto l’effetto desiderato, era sì in raso con le righe rosa, ma erano quelle orizzontali, che allargano e non quelle verticali, che snelliscono.

La Mariuccia invece, con la sottoveste stile impero, aveva due zinne da paura. Penso avrebbe potuto baciare qualunque ragazzo della festa, mentre io, ci mancava poco, che li dovessi pagare per parlarmi.

Lo so cari fans che voi non riuscite a crederci, ma i dodicenni non sprecano fiato se non possono aspirare ad un’erezione. Maiali.

 

Poi, c’era un tale nebbione, che sembrava di essere in un cimitero, cosa che avrebbe favorito l’atmosfera di Halloween, se non fosse stato che, per colpa della nebbia, metà dei partecipanti, Andrea compreso, sono arrivati tardi, a giochi finiti.

Per fortuna era rimasto ancora quello della bottiglia, un po’ anni Novanta, ma utile al mio scopo.

Così alle dieci passate ci siamo messi tutti in cerchio.

Io ero emozionata persa. Mi ero preparata a quel momento mettendo chili di lucidalabbra e facendo gargarismi con lo sciroppo alla menta, che il dentifricio me l’ero dimenticato.

La bottiglia ha girato più volte sfiorandomi, uno, due, tre giri.

Tutti si baciavano, le ragazze facendo finta che non volevano ed i ragazzi fingendo che chiunque andasse bene, anche se non era vero.

Poi è successa una cosa pazzesca.

La bottiglia ha indicato Francesco ed Edoardo.

Loro volevano ritentare il tiro, ma tutti hanno iniziato a gridare “bacio, bacio” tra risate e fischi, e così si sono alzati, rossi in viso e io avrei voluto sparire al posto loro.

Ma Edoardo ha preso Francesco per la nuca e gli ha rifilato un bacio a stampo stile Hollywood che ci ha fatto strippare tutti, poi si è aperto la camicia del pigiama e sotto aveva la maglietta vintage di Mazinga Zeta, che forza, ha dato il cinque a Francesco ed è tornato al suo posto come un supereroe.

Da quel momento ogni ragazza avrebbe voluto essere stata Francesco.

Vorrei averlo anch’io un coraggio così.

 

La Mariuccia se ne frega di quello che pensano gli altri, guardate il suo nome, è ridicolo, da vecchia, ma non gliene importa.

Magari dentro di lei pensa che sarebbe meglio chiamarsi Eleonora o Valentina, ma a noi dice che è quello di sua nonna e a lei piace.

 

Insomma, la serata non ingranava.

Ad un certo punto, sono rimasta sola con Andrea, mentre la sua ragazza era in bagno.

Bella serata, gli ho detto, hai assaggiato il cocktail che fa il Corvo? E’ buonissimo, ti ammazza, si chiama Baciami subito, io non riesco a smettere di berlo.

No, non bevo. Domani gioco.

Ah è vero tu sei un bravo ragazzo! Come sta andando la squadra?

Siamo penultimi e lo dici in modo che sembra da sfigato.

Che cosa?

Essere un bravo ragazzo, non sballarsi prima di aver più di 10 peli sotto le ascelle, ma l’hai vista la tua amica?

Lascia stare la Mariuccia, si sta solo divertendo un po’.

(Effettivamente la Mariuccia stava esagerando, qualcosa di gelatinoso e rosa le stava colando sul collo)

E’ sbronza persa, sta infilando la lingua in bocca a tutti, e gratis.

Che vorresti dire?

Dico che, se è vero il proverbio Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei, anche tu non te la passi bene.

Fu in quel momento che capii che Andrea era davvero uno sfigato, e non perché non voleva bere prima della partita che, visto come stava messa la squadra, c’aveva pure ragione, ma perché era uno di quelli che giudica le ragazze e ne parla male alle spalle.

Io non li sopporto i tipi così.

Almeno noi ci sappiamo divertire, mentre tu e la tua ragazza siete pallosi, gli dissi.

E me ne andai a farmi un altro Baciami subito, che ve lo giuro, non so cos’abbia dentro, ma è il cocktail più buono che io abbia mai bevuto.

 

Ecco, cari fans, sarete orgogliosi di sapere che ho passato la serata memorabile del mio sfumato primo bacio, a reggere la testa della Mariuccia sul lavandino, che non si voleva riprendere, e poi quando si è ripresa, non voleva tornare a casa in quelle condizioni.

Solo alle quattro della mattina avevamo finalmente addosso il pigiama per lo scopo per il quale era stato inventato.

 

Grazie, mi ha detto la Mariuccia dal suo lettino, in quel momento, sembrava indifesa e piccola, come se non fosse la Mariuccia che vende le zinne e mi chiama Verginella Vittoriosa.

E di cosa Mariuccia, avresti fatto lo stesso per me.

Mia sorella dice sempre che chi ti tiene la testa in bagno sarà tua amica per sempre. E io a questo ci credo.

 

Non lo so perché, nessuno mi aveva mai detto una cosa del genere, mi venne un po’ da piangere, a volte una vera amica è anche meglio di un ragazzo.

Così mi alzai e mi infilai nel suo letto per abbracciarla.

Amiche per sempre?

Amiche per sempre.

 

Stavo per tornare nel mio letto felice dentro, lo giuro, e non ci pensavo proprio più al bacio, quando la Mariuccia mi trattenne.

Vichy?

Così mi chiamava a volte, quando mi voleva far fare qualcosa, come la segretaria in bagno o passarle i compiti a scuola.

Vichy?

Sì?

Non sei riuscita a baciare nessuno stasera vero?

No, Andrea non vale niente ed Edoardo, avrei voluto conoscerlo, ma non ne ho avuto il coraggio. Sono fatta così.

 

Ti piacerebbe mantenere la tua promessa?

E come? Vorrai mica svegliare il tuo vicino di casa, perché tu sei fuori di testa, è ovvio. Dimmelo Mariuccia, mi guardi in un modo che mi preoccupa.

 

La Mariuccia mi prese la mano e la mise sulla sua zinna levigata e soda, non dimenticherò mai quella consistenza di polenta calda, poi mi accarezzò la nuca e avvicinò lentamente la mia testa alla sua, sembrava volermi dare il tempo di ripensarci, ma io ero ipnotizzata da quello che stava succedendo.

 

Mi baciò piano con le sue labbra morbide e burrose, poi la sua lingua si fece spazio nella mia bocca, tentacolo dentro caverna. Non capivo se mi stesse piacendo o soffocando. Quando sentii il sapore del suo fiato rividi la poltiglia gelatinosa che le scivolava sul collo alla festa e riconobbi il gusto dei marshmellow, sciolti in qualcosa di alcolico, forse del rum. Un conato di vomito mi salii dal fondo della pancia e finii con un ruttino sulle labbra.

Io non sapevo che fare.

La Mariuccia invece si scostò rilassata e con il suo tono da esperta del settore mi disse:

E’ stato bello assaggiarti, lo sapevo che eri buona, ma non parliamone più.

E così facemmo.

 

In fondo eravamo amiche e non lesbiche. Non potevamo mica metterci a discutere su come era andata e via dicendo, come avremmo fatto dopo una pomiciata con un ragazzo. Né io volevo rimarcare il fatto che, alla prima prova di bacio con lingua, il mio stomaco aveva risposto con un classico attacco e fuga.

 

Ma quella notte, mi fornì il coraggio per aspettare ancora un po’ senza sentirmi una sfigata, perché io volevo davvero che avvenisse con qualcuno di speciale e perché in fondo, un bacio a qualcuno l’avevo dato, anche se ad una ragazza.

 

Ecco cari fans tutto quello che dovevate sapere sul mio primo sospirato bacio, come potete vedere, a volte davvero non lo sai, come una storia va a finire.

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