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Lo specchio magico

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Appena accese la torcia il ladro si accorse subito di essersi intrufolato nella casa di un mago: un’infinità di libri di magia sulle mensole, un paio di cappelli a cilindro su un tavolo e molti, strani oggetti del mestiere sparsi a terra.

Appena accese la torcia il ladro si accorse subito di essersi intrufolato nella casa di un mago: un’infinità di libri di magia sulle mensole, un paio di cappelli a cilindro su un tavolo e molti, strani oggetti del mestiere sparsi a terra. L’uomo senza perdere tempo iniziò a muoversi, e stava per uscire da quella sala e andare a perlustrare il resto dell’appartamento, alla ricerca di un qualche articolo di valore, quando la luce della torcia, insieme ai suoi occhi, incrociarono uno specchio sulla parete. Era un banalissimo specchio, piccolo, appena sufficiente per specchiarsi il viso. Sulla parte alta della cornice di legno, però, c’era attaccato un foglietto. Specchio magico con poteri terribili c’era scritto – guai seri per chi lo rompe di proposito. Il ladro a quella lettura ridacchiò, e naturalmente, senza pensarci due volte, lo colpì con il calcio della torcia, riducendolo in pezzi. Poi rigirò di nuovo il fascio di luce verso la parete, e fu lì, che il sorrisetto spocchioso che gli tendeva le labbra sparì all’istante: i frammenti di vetro stavano risalendo da terra verso la cornice, e riportarono subito lo specchio alla sua perfetta integrità. Il furfante restò di sasso, e a quel punto, l’unica cosa che gli riuscì di fare, fu fissare inebetito la sua faccia riflessa. Si riebbe solo dopo qualche secondo, e lo fece con un grido spaventoso, che lanciò esattamente nel momento in cui vide i primi pezzettini di carne cadergli dalle guance.

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