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Bon(d)… très Bon(d)…

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La spia più sexy, elegante e affascinante del pianeta è oggi in mostra a Mosca, al MAMM, il Museo di Arti Multimediali, fino al 9 settembre: “Designing 007. Lo stile di Bond in 50 anni”.

Dalla Russia con amore, eccoci qui allora, a visitare la mostra moscovita dell’estate, originale e divertente. La prima volta che la bella spia, l’agente 00 (ovvero con licenza di uccidere) diceva “il mio nome è Bond, James Bond” era il mese di ottobre 1962 (con Dr. No). Ian Fleming avrebbe scritto tantissime e mirabolanti avventure, con la sua penna arguta, fantasiosa e intelligente.

Da allora, 23 film si sono succeduti, da Sean Connery a Pierce Brosnan, passando per Roger Moore fino al più recente Daniel Craig, in un insieme di eleganza e d’inossidabile impeccabilità.

Qui a Mosca, 52 anni dopo, proprio nell’era della crisi ucraina e di Edward Snowden, è curioso e divertente vedere un’esposizione su una spia, attentamente curata da Bronwyn Cosgrave e Lindy Hemming, che hanno lavorato come designer dei costumi di cinque film di Bond, da Goldeneye nel 1995 a Casino Royale nel 2006. Si possono ammirare oltre 500 pezzi fra materiali di scena e gadget, set e costumi, fotografie e disegni di produzione dagli archivi della Eon’s.

All’entrata si vede immediatamente la fiammante Aston Martin DB5 di Agente 007 Missione Goldfinger, dotata di scudo posteriore a scomparsa per difendere i passeggeri dai proiettili, di una mitragliatrice anteriore e di un congegno crea-fumo per gli inseguimenti… quante volte abbiamo sognato di salirci a bordo, scappare via e magari eliminare qualche scocciatore…

Vi poi sono una dozzina di sale a tema, come quella bellissima di un casino che pare vero, dove scorrono le immagini dei film e allora ricordiamo alcuni dei film dove vi era un casino: il bel Connery in Dr No, che gioca a baccarat, o Craig in Casino Royale del 2006 che gioca il Texas Hold’em, ovvero la variante del poker a carte comunitarie detta la texana. Questo casino che attraversiamo, sempre più incuriositi, sotto gli immensi e lussuosi lampadari di cristallo sembra sicuramente quello del film del 2006.

Tantissimi sono gli oggetti, dal fucile di precisione (che nasconde nell’impugnatura un riconoscitore di impronte digitali che lo rende utilizzabile solo se a impugnarlo è il suo legittimo proprietario), alla valigetta con la dentonite (che sembra un dentifricio ma che in realtà è un esplosivo al plastico) al pacchetto di sigarette che cela un utile detonatore di Vendetta Privata.

Ci sono poi pistole a razzo, un lingotto d’oro firmato dallo stesso Connery, il cappello di Iddjob del factotum di Goldfinger, orologi e contatori Geiger di Thunderball, Operazione Tuono, valigette con pericolosi pugnali. Insomma tutti i gadget di una vera spia. Con le immagini dei film che scorrono sui grandi video e che fanno vedere le scene estate in cui i gadget esposti sono utilizzati, immagini che scorrono in inglese con sottotitoli in russo.

I film di Bond furono ufficialmente banditi nella vecchia U.S.S.R., fino a quando, a metà degli anni ‘80 cominciarono a circolare in videocassetta. Con la fine del comunismo, i film iniziarono a essere diffusi liberamente in Russia e divennero così popolari che, secondo il sito web Box Office Mojo, Quantum of Solace incassò, fra la Russia e i paesi della CIS, circa 18 millioni di dollari mentre Skyfall arrivò a ben 25 milioni di dollari.

Per tornare alla nostra bella mostra domenicale, sono esposti, poi, i costumi delle bellissime Ursula Andress e Halle Berry, motociclette, locandine dei film in tutte le lingue, libri, diamanti (copie), modellini di macchine e aeroplani utilizzati per le scene pericolose. Ce n’è per tutti.

Perché, se non possiamo immaginare la musica senza i Beatles o i Rolling Stones, non si può immaginare il cinema senza James Bond. Anche questa è leggenda.

Per le foto di questo articolo: All rights reserved Courtesy EON Productions, London

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