Condividi su facebook
Condividi su twitter

Fatti i cazzi tuoi, Gino

di

Data

Esistono tanti modi e mezzi per essere invadenti. Io, ad esempio, ho rischiato di esserlo con una penna.

Lungotevere dei Pierleoni, ore 22.00. Sono fuori servizio, e devo incontrarmi con un amico a piazza Belli. Parcheggio il taxi all’altezza di piazza Gerusalemme e mi avvio verso ponte Garibaldi. Ho fatto una manciata di passi, quando vedo davanti a me una donna che sta scrivendo qualcosa sul cartello stradale di un parcheggio rosa, quello riservato alle donne in gravidanza. La signora appena si accorge di me scappa come un fulmine. Mi avvicino per leggere. Io non potrò mai parcheggiare qu, c’è scritto.
Per un attimo considero l’idea di tornare al taxi, prendere una penna e aggiungere la i finale. Ma poi penso che sarebbe come entrare senza permesso in casa d’altri, così mi allontano e mi rimetto in cammino verso ponte Garibaldi.

Altri racconti
in archivio

Sfoglia
MagO'