La versione di Brontolo

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È da quando quella deficiente si è imbucata in casa nostra che tutto è cambiato. Tutti i miei fratelli sono innamorati della ragazza che dice di chiamarsi Biancaneve e dice anche che una regina la vuole uccidere, ma io non sono stupido.

È da quando quella deficiente si è imbucata in casa nostra che tutto è cambiato. Tutti i miei fratelli sono innamorati della ragazza che dice di chiamarsi Biancaneve e dice anche che una regina la vuole uccidere, ma io non sono stupido.
Appena è entrata si è messa a dormire sul mio letto, poi ha messo tutto in ordine ed io non capivo più dove stavano le mie cose, ma il vero problema è che cucina tutte le sere la minestra e io che mangiavo sempre la bistecca proprio non lo accetto. I miei fratelli però dicono che lei è talmente bella e buona che qualunque cosa che faccia è bella e buona come lei.
Oramai preferisco essere in miniera a cercare i diamanti che stare con quella che ogni cinque minuti mi dice: “Dai lavati le mani”. Oppure: “Mettiti il pigiama naso grosso”. È orrendo, ci tratta come bambini di due anni e in più ha assegnato ad ognuno di noi un soprannome, tutti considerano il loro stupendo. Io non li sopporto. Un giorno come gli altri siamo andati a lavorare e abbiamo detto a quella scema di non  aprire a nessuno, dato che il giorno prima aveva fatto una festa con tutti i quadrupedi del bosco, e lei ha detto che non dovevamo preoccuparci. Dopo le nostre dodici ore di lavoro, stremati siamo tornati a casa. Quando siamo oramai alla porta busso una volta e dico con un tono stupido per prenderla in giro: “Mammina apri la porta?” ma Biancaneve non risponde, abbiamo riprovato, niente. Spaventati gli altri hanno guardato dalla finestra e dentro casa c’era lei, morta, per terra.

Tutti erano spaventati tranne io che, anzi, ero contento di essermene liberato, ma un pò mi dispiaceva per i miei fratelli. Dopo poco siamo riusciti ad entrare e abbiamo capito che aveva morso una mela (probabilmente avvelenata) che l’aveva uccisa.

Dotto l’abbracciava, Pisolo le accarezzava i piedi, Eolo piangeva con Mammolo e gli altri, invece io ringraziavo la persona che aveva avuto la splendida idea di avvelenare la  mela e di avermi tolto quel pensiero. Andò avanti così per qualche ora poi arrivò un altro scemo a cavallo che entrò in casa nostra a guardare Biancaneve lì stesa morta.
Stavo proprio cominciando a cacciarlo e a dirgli che non aveva alcun diritto di entrare in casa ma lui baciò la ragazza che si svegliò all’istante e disse con la sua voce da deficiente: “Oh mio eroe mi hai salvata!”. Lui le rispose: “Sì, ora andiamo via”. I miei fratelli erano felicissimi  che si fosse risvegliata ed erano anche d’accordo che se ne andasse purché fosse felice con il suo principe.
Io pure ero contento finalmente.

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