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Tutta colpa dell’insider trading

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Jessica con la jay si protende verso di me. Un ciondolo attrae lo sguardo verso una scollatura prepotente. Mi sforzo di fissare l’orologio appeso alla parete. Colpa di Michele, questa situazione. È da quasi mezz’ora che sto a casa sua e lui non c’è.

Jessica con la jay si protende verso di me. Un ciondolo attrae lo sguardo verso una scollatura prepotente. Mi sforzo di fissare l’orologio appeso alla parete. Colpa di Michele, questa situazione. È da quasi mezz’ora che sto a casa sua e lui non c’è.

“Gradiresti una tisana, un tè… posso farti qualcosa?”

La voce di Jessica con la jay richiama i miei occhi sulle sue gambe sfuggenti e sulla striscia di stoffa che le cinge i fianchi e che si ostina a chiamare minigonna; un gioco di vedo-non vedo, senza la parte del non vedo.

Ma quando avevo 15 anni le mie compagne erano tutte così?

“Secondo te mi dona questo nuovo effetto mossi?” e mi si avvicina di scatto, portando testa scollatura e tutto il resto a un palmo dai miei occhi. Per mostrarmi meglio i capelli, suppongo.

“Cosa?”

“L’acconciatura”

“Ah”

“Ci sto bene?”. Non avrei detto bene, no. Ma certo con tutte quelle opere d’arte in bella mostra, non stavo certo a fissarmi sulle frange corte spalmate all’indietro.

“Ehm… benissimo”

“Si vede che sei dotato di un enorme buon gusto” dice. “Mio fratello invece li ha criticati. A proposito: lo sai che Michele si chiama Michele in onore di Michael Jackson?”.

Non dubito che all’epoca il re del pop si fosse sentito onorato.

“Si, lo so” rispondo girando lo sguardo, a disagio.

“Mio fratello ha detto che anche tu studi alla Luiss e stai facendo la tesi sull’insider trendy.

Mi strofino in modo compulsivo la mano sulla nuca. Grandi discorsi su di me che si fanno Michele e Jessica con la jay.

“Beh sì, non solo, anche compravendite falsate, aste al ribasso, al rialzo…” Mentre parlo lei si protende sempre di più verso di me sul divano, prendendo le mie mani nelle sue, le gambe sempre meno accavallate, il campo gravitazionale del ciondolo attira il mio sguardo su pendii pericolosi; “… aggiotaggi, speculazioni, eiaculazioni…” Sento nei jeans qualcosa impennarsi, e non sono i tassi di interesse a breve scadenza. O forse sì.

Lancio un’occhiata alla porta d’ingresso. Michele potrebbe arrivare da un momento all’altro. Se vedesse che sto anche solo facendo pensieri – come dire – poco platonici su sua sorella mi farebbe arrestare, anzi peggio, mi negherebbe gli appunti.

Scatto in piedi, legandomi il maglione intorno alla vita ma al contrario, come il grembiule del cuoco della trattoria di Ostia antica. L’intenzione sarebbe di coprire quegli scarsi centimetri di imbarazzo.

Potrebbe essere tutta una macchinazione di Michele per mettermi alla prova. Potrebbe essere lui l’insider trader della trattativa, vuole vedere come mi comporto con sua sorella per valutare se merito o no i suoi appunti. Mi balena in mente l’immagine di Mel Gibson in gonnellino a quadri scozzese: un buon modo per far riabbassare i picchi di mercato, per così dire. Potranno toglierci la vita, ma non ci toglieranno mai le dispense per la tesi.

“Perché sei tutto rosso?”. Anche Jessica con la jay si alza dal divano e mi si avvicina flessuosa, con le sue gambe e la sua gonna modello “fascia per capelli”. Senza parlare mi giro e indico a caso verso la parete. L’espressione di Jessica con la jay è stupita.

“La foto di nonna ti imbarazza?”. L’indice della mia mano destra punta dritto all’immagine di una vecchia grigia e grinzosa su sedia a rotelle.

Non rispondo. Ho deciso di vincere il testa a testa tra broker che ritengo Michele abbia preparato fin nei minimi dettagli. Quale sarà la risposta esatta per prendere 18 anche a questo esame?

Ho bisogno del suo aiuto e dei suoi appunti, per questo andrò fino in fondo a questa situazione sconveniente in cui mi sono infilato. Cercando con tutte le mie forze di non infilarmi in posti oltremodo sconvenienti.

“Sai di cosa avrei proprio voglia adesso?”

Un’idea me la sono fatta. Il mio sguardo viene nuovamente inghiottito dalla sua aggressiva appariscenza. No, non mi pare proprio che a 15 anni le mie compagne fossero così, o forse ero io che ero troppo prosciuttevole e avevo gli occhi foderati di innocenza.

“Di guardare un bel film sdraiata sul divano sopra la coperta”. Coprirsi evidentemente non rientra nei concetti a lei familiari.

Mi sfila affianco e si avvicina al mobile su cui sono riposti i dvd. Si china in avanti con l’indice sulle labbra – deve essere la sua posa meditativa – e per ragioni geometriche la minigonna si solleva. Si alza il sipario. Pieraccioni sul mobiletto trova le parole al posto mio: il paradiso all’improvviso.

Prende un dvd e lo infila nel lettore, accendendo lo schermo.

“Che film hai scelto?”

Amici di letto”. Se è una prova architettata da Michele, sta diventando particolarmente difficile. Mi invita a guardare il film insieme a lei. Intanto pesca una caramella gusto eucalipto e mentolo e inizia a stuzzicarla con la punta della lingua. Ci mancava solo questo: caramelle eucalipto e mentolo, il fulcro di ogni mio sogno erotico, l’unica cosa che davvero mi manda gli ormoni in default. Chiudo gli occhi e raccolgo tutte le mie forze per pensare intensamente agli appunti, alla tesi, a quanto mi serve l’aiuto di Michele. Ad occhi serrati mi ripeto che mi manca poco, solo la tesi, questo è davvero l’ultimo esame.

Quando riapro le palpebre, mi ritrovo nudo, la pelle bianca di Jessica con la jay avvinghiata alla mia.

Ma siamo come ad una festa a cui manca il festeggiato. Lo spread non accenna a risalire, se vogliamo. La curva di offerta rimane inerte.

“È perché in realtà non ti piace il mio taglio di capelli?”. Lacrime iniziano a rigare le guance di Jessica con la jay. La nonna in sedia a rotelle mi scruta con sdegno e disappunto dalla parete.

In questo preciso istante sento le chiavi girare nella toppa e la porta di casa si schiude. Entra Michele. Penso frettolosamente a come distogliere l’attenzione dalla tragica posizione in cui mi sono cacciato.

Decido di rilanciare al buio, mentre tremo d’imbarazzo.

“Ci stai bene con questa barba cacio e pepe, ti fa più distinto” butto lì.

Il suo sguardo scandaglia la stanza, posandosi sulla mia asta – non di beni mobili – rimasta in trend negativo, sulle lacrime della povera Jessica con la jay, sulla foto della vecchia che scuote la testa con disapprovazione.

“Dì la verità, è perché non ti piace il suo taglio di capelli?”

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