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Una giornata particolare a San Pietro e dintorni

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Cronaca di una doppia canonizzazione. Pellegrino per pellegrino.

Momenti di tensione e paura nella Capitale a causa dell’improvvisa invasione di circa 1 milione di persone nella mattinata del 27/04/2014. Non compresi i motivi di tale inaspettato afflusso di persone, dato che il clima faceva schifo, la Roma aveva già giocato venerdì sera e il festival del porno è stato inspiegabilmente cancellato dal calendario degli eventi mariani 2014.

In particolare si è verificato un concentramento specifico di Sud Americani alla Stazione Termini, convinti probabilmente che a Roma si sarebbe svolto il funerale di Gabriel Garcia Marquez: la polizia, non sapendo che farci con tutti sti sud Americani li ha portati alla mostra di Frida Kalo alle scuderie del Quirinale. Lì, I Sud Americani, avendo scoperto che esistono le donne con i baffi, hanno iniziato a piangere e a pregare gli autoritratti della stessa pittrice, chiedendo di rinascere svedesi o quanto meno in un mondo dove la ceretta è prevista costituzionalmente. Dopo la veglia di preghiera hanno organizzato una partita di calcio usando come pallone la testa di una della sculture della piazza, provocandosi diverse fratture ai piedi, dato che le teste delle statue pesano circa 300 quintali, e perdendo 18 a zero contro la squadra dei corazzieri, che ha giocato però montando dei cavalli dopati. Dopo la partita hanno messo su una braciata cucinando diversi etti di bistecche di carne di cavallo per poi organizzare un colpo di stato, salire sul Quirinale e mettersi fuori al balcone cantando “Dont’cry for me Fiorentina”. Dopo il golpe si sono incamminati tutti verso la Garbatella cantando “Messico è nuvole, la faccia triste dell’America” e hanno organizzato un torneo di lotta libera tra i gladiatori e le galline che si erano portati da casa: i gladiatori sono tutti morti.

Altra popolazione fortemente presente nella mattinata di domenica erano i bergamaschi. Anche loro arrivati alla Stazione Termini, alle 4 del mattino hanno fatto colazione con grappa e carne di cinghiale, per poi iniziare una caccia al bresciano che si è conclusa dopo 20 minuti con la distruzione della statua verde di Giovanni Paolo II presente nella piazza antistante, il tutto al grido di “Giovanni ventitrè è meglio e Pelè, Giovanni Paolo gli può fa solo il bidè”. Dopo essersi andati a mangiare gli avanzi della mensa della Caritas i bergamaschi sono stati fatti defluire verso il cantiere della metro C, grazie all’idea geniale del sindaco Marino che voleva sfruttare la loro proverbiale operatività e voglia di lavorare. Il cantiere della metro C, aperto da Catilina dopo la seconda Guerra punica, doveva portare il treno cittadino fino al quartiere di Lunghezza e Prima Valle, ma è stato interrotto dopo 3 metri per il ritrovamento di un pezzo di calcestruzzo che sembra sia appartenuto alla vasca da bagno di Romolo. I bergamaschi, aiutati da 2 Amisch di Maria De Filippi che passavano lì per i cazzi loro, hanno costruito in 3h la linea C, allungandosi fino a Budapest, con fermate intermedie Circo Massimo, Lepanto e Salisburgo. Nello scavare il tragitto hanno buttato a Malagrotta un gigantesco anfiteatro Romano pieno di statue greche dell’800 avanti cristo dal valore inestimabile e un intero pacco di panini al salmone di Mc Donald mai consumati e insabbiati nel 1977. Il capo cantiere si è incazzato come una bestia ed ha costretto tutti i bergamaschi a recarsi a Malagrotta a riprendere i panini. Poi in metro sono andati a Verona e lì li hanno distribuiti ai poveri, venendo tutti arrestati dal simpatico Sindaco della città Flavio Tosi Capuleti, che ancora sta incazzato perché gli hanno fatto fuori la fidanzata. Adesso i bergamaschi sono tutti in carcere a Rebibbia e sono alla disperata ricerca sul calendario di un santo autoctono da poter bestemmiare in libertà.

L’ultima popolazione presente domenica mattina sul territorio Romano erano i polacchi. Partiti a piedi da Cracovia nell’ottobre 1939 inseguiti dai tedeschi, sono giunti tutti insieme contemporaneamente alla stazione termini alle 9 del mattino, non accorgendosi che ormai sono 60 anni che nessuno se li fila più. Non sapendo dove andare, e avendo sentito che a Piazza San Pietro distribuivano Vodka e pane gratis , si sono recati tutti all’interno delle mura vaticane. Dopo esser stati fermi 5 h in piazza a bere e cantare inni a Solidarnosc i poliziotti hanno deciso che fosse il caso che se ne tornassero a casa loro e hanno iniziato a spingerli verso i ponti che circondano la piazza. I ponti naturalmente non riuscivano a contenere tutte le persone e molte di queste sono cadute di sotto: alcune si sono schiantate al suolo e sono morte sul colpo, altre sono finite nel fiume e sono morte sul colpo lo stesso. Alcuni hanno autonomamente deciso di provare a raggiungere Varsavia via fiume, convinti da un tedesco anziano disoccupato vestito di bianco che il Tevere confluisse nel Danubio. Molti sono annegati nella melma, altri sono arrivati a Riccione e hanno aperto una catena di venditori di piadine al sapore di caipiroska.

Mentre la popolazione polacca veniva sterminata un uomo vestito di bianco su un’automobilina ricoperta da un vetro antiproiettile ha iniziato a correre impennando sui cadaveri, inseguito da degli uomini in giacca e cravatta e occhiali da sole che gridavano “aridatece er’vecchio tedesco che quello non aveva mai voglia de fa un’cazzo”.. Inoltre l’omino bianco era inseguito da altri uomini vestiti tipo arlecchino, ma con i pantaloni a sbuffo e delle lance in mano. All’altezza della Pineta Sacchetti uno degli arlecchini ha lanciato la sua lancia verso l’automobilina, colpendo la ruota posteriore destra. L’automobilina si è cappottata e l’uomo in bianco si è schiantato contro il 60 barrato. Lo hanno portato via in camicia di forza mentre strillava “fatemi fa na telefonata, devo organizzare la partita di calcetto”.

Non c’è che dire, una giornata particolare nella capitale.

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