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Come si salva un gatto (e un film)

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Save The Cat! di Blake Snyder è dalla sua uscita uno dei più venduti ed apprezzati manuali di sceneggiatura al mondo. Perché dovreste leggerlo? E come? E – soprattutto – per quale motivo non dovrebbe mancare nella vostra biblioteca?

Dal 2005, anno della sua uscita, Save the cat! è uno dei più venduti e apprezzati manuali di sceneggiatura al mondo. Amazon e Goodreads sono pazzi per lui, chi l’ha letto lo consiglia a tutti, e nonostante la scomparsa del suo autore, Blake Snyder, continua ad aiutare e invogliare migliaia di sceneggiatori alle prime armi e non. Perché?

Perché i consigli e le dritte di cui il libro è zeppo vanno dritte al sodo e non vi lasciano mai da soli, dal momento in cui concepite la vostra idea al momento in cui il copione è pronto e vi chiederete come fare a venderlo.

Cresciuto nell’ambiente degli sceneggiatori e dei produttori, Snyder era consapevole che chi si avvicina alla scrittura per il cinema non può ignorare alcune semplici costanti che ne costituiscono gli ingranaggi fondamentali, ed è seguendo queste costanti che apre gli occhi al lettore, lo mette con i piedi per terra e inizia a farlo marciare.
Per tutte le pagine del libro, Snyder vi ricorda che saranno gli spettatori a decidere se il film è un successo, e se la vostra carriera avrà di conseguenza un futuro: questa decisione parte dal titolo e dalla logline, la breve frase che descrive il tono, la trama e il genere del vostro film, e che – se sbagliata – può mandare a monte mesi di lavoro.
Ma non solo: Save the cat! raccoglie trucchi del mestiere che Snyder ha raccolto in anni di professione, e che hanno salvato intere carriere. Soluzioni per rendere le scene più dinamiche, per evitare gli errori più comuni e più temuti, e soprattutto per strutturare in maniera efficace e leggibile il film. Qui occorre fare una precisazione.

Che Snyder abbia delle idee tutte sue lo si capisce leggendo ciò che scrive sui generi: secondo lui non ci sono commedie, o drammi, o horror. Questi sono solo stili nei quali vengono raccontate storie archetipiche, che rispondono a dinamiche collaudate e sedimentate da secoli, e che soprattutto sono in grado di risuonare negli spettatori di tutto il mondo, a prescindere dalla loro preparazione o estrazione culturale. Sono storie antiche, che conosciamo bene e che – se ben strutturate – possono essere ancora variate e declinate in tanti nuovi modi, da capolavori acclamati dalla critica come Schindler’s List a successi al botteghino come La rivincita delle bionde o Miss Detective. Il segreto, ci dice Snyder, è nella struttura. È la struttura a rendere un copione appetibile, vendibile, e a garantire a uno sceneggiatore un posto a bordo fino alle riprese, ed è alla struttura che viene dedicata una parte fondamentale del manuale, e il suo strumento più utile, il “beat sheet”.
Il “beat sheet”, ideato da Snyder, è uno schema in quindici punti che corrispondono ai momenti salienti che sono stati osservati in ogni copione e ogni pellicola dagli albori della storia del cinema. Grazie a questo telaio, è possibile articolare praticamente ogni storia, come dimostrano gli esempi che tuttora gli autori e gli utenti del sito Save the cat! pubblicano periodicamente. Dal setup dei personaggi fino alla scena finale, passando per le due svolte principali tra gli atti, il “beat sheet” è, secondo Save the cat!, un percorso da seguire alla lettera per completare la struttura della sceneggiatura, prima della stesura. Perfino la classica suddivisione in tre atti viene qui riproposta in una nuova interessantissima veste, forse più adatta ad essere messa direttamente in pratica nel concepimento di una storia.

Alcuni penseranno che sia un’impostazione un po’ rigida, che il cinema – come ogni forma di narrazione – abbia bisogno di creatività, trasgressione, più che di regole. Lo stesso Robert McKee, l’altro guru della didattica della sceneggiatura, il cui Story è pubblicato da Omero Editore (come sta per accadere a Save the cat!), parlava di “pattern” e “costanti” più che di “leggi della fisica”. Ma è qui che Save the cat! si differenzia.
Snyder, vecchia volpe dello show business, si rivolge agli sceneggiatori che hanno bisogno di consigli pratici e dritte da addetto ai lavori, e mette a disposizione dei lettori direttamente i ferri del mestiere, più che nozioni teoriche sulla tecnica drammaturgica. Artigiano prima che artista, Snyder parla il linguaggio dei produttori per mettere gli sceneggiatori in condizione di avere una vera opportunità in un mondo che in un copione vede sì un’opera d’arte, ma soprattutto un prodotto in grado di avere successo oppure no.
Oltre al grafico dei beat, alla suddivisione in generi e ai trucchi per articolare le scene – tra cui appunto quella che gli dà il titolo – Save the cat! raccoglie e propone una serie ancora lunga di suggerimenti preziosi basati, per citare le parole del suo autore, sul buon senso: è solo dopo aver visto centinaia di film e aver ascoltato il parere di spettatori e produttori che queste regole si sono delineate e rafforzate. Non a caso, anche se il suo creatore non è più tra noi, la sua eredità è viva non solo nei suoi libri (Save the cat! ha infatti avuto due fortunatissimi sequel) ma anche nei numerosi seminari basati proprio sul suo metodo.

Save the cat!, in sintesi, è un libro essenziale per chiunque voglia scrivere sceneggiature: in un tono che non è mai astratto, ma sempre orientato al raggiungimento dell’obiettivo – e di qualche risata – delinea strutture e generi fondamentali sia per chi vuole seguirle che per chi vuole superarle e aggirarle, e i consigli e gli esercizi che propone sono, oltre che divertenti, davvero utilissimi per superare i blocchi e le difficoltà di ogni copione.

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