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Rosaria Zaccaria: “ogni madre ha molto effetto sui propri figli quando legge loro, in nessun altro modo si raggiunge quell’ intimità”

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La direttrice della biblioteca comunale di Subiaco, ci parla dell’iniziativa culturale “Nati per leggere”.

La direttrice della biblioteca comunale di Subiaco, ci parla dell’iniziativa culturale “Nati per leggere”. Progetto che versa nel campo dell’apprendimento in età infantile con l’intento di insegnare a leggere ai bambini in modo da avere su di loro un effetto formativo.

Dunque signora Rosaria ci dica di questo progetto che da circa due anni lei ha accolto qui nella biblioteca comunale. Di che si tratta?

Beh allora come prima cosa c’è da dire che  “Nati per leggere” è un’iniziativa senza scopo di lucro. Questo progetto incentiva e promuove la lettura ai bambini di età compresa tra i sei mesi e i sei anni, tramite dei veri e propri corsi di lettura formativa tenuti qui in biblioteca da professionisti nel settore.

Che tipo di professionisti?

Si … dunque per lo più si tratta di persone specializzate in questo campo, quindi magari maestre della scuola materna o delle scuole elementari, oppure anche attori di teatro, che avendo esperienza nella recitazione appunto, possono facilmente dare indicazioni su come rendere al meglio un testo in modo espressivo  attraverso le tecniche della voce e della mimica facciale. Non dimentichiamoci che i bambini guardano noi, il nostro viso, mentre gli leggiamo un libro.

Tra l’altro quest’ultima immagine del connubio tra genitore, figlio, e un libro di fiabe, che lei ci ha prospettato, sembra essere proprio quella della locandina di “Nati per leggere” giusto?

Certo si tratta esattamente di questo. Nella locandina infatti è raffigurato il braccio di un adulto che tiene stretto a se il bambino e davanti a loro c’è un libro. Logo efficacissimo che rende a pieno la natura del progetto, per il quale dobbiamo ringraziare Francesco Altan. Quale miglior gesto che possa avvicinare il bambino alla lettura se non quello dei suoi genitori che lo abbracciano con accanto un libro.

Senza dubbio è un’immagine molto bella … che lei suppongo avrà vissuto in prima persona con le sue tre figlie. Quanto è stata importante la lettura nel suo specifico ambito familiare?

-E’ stata senza dubbio molto importante. Vede io mi ritengo una delle poche persone che hanno la fortuna di fare il lavoro che le rende felici, amo la lettura e sono una bibliotecaria,  perciò è chiaro che in quanto mamma io abbia cercato in tutti i modi di trasmettere questo amore alle mie figlie. La lettura della favoletta alla sera era uno dei momenti più importanti della giornata, ci ritrovavamo tutti insieme sul lettone e io e mio marito leggevamo con voce rilassante, perché subito dopo si doveva andare a dormire, e scandendo bene le parole.

Ecco lei ha appena descritto una delle tecniche di modulazione della voce, nella lettura, insegnate nei corsi di cui abbiamo parlato prima giusto?

Sì, esatto.

Però se non sbaglio all’epoca non solo il progetto non era ancora nato, ma lei e suo marito non avevate frequentato nessun corso di lettura. Eppure l’effetto era esattamente quello desiderato, così come quello che otteneva mia madre. Non crede?

Certo senza dubbio ogni madre ha molto effetto sui propri figli quando legge loro, anche perché è un momento di unione familiare di importanza ineguagliabile. Nemmeno quando ci si siede tutti insieme a guardare un bel film si raggiunge la stessa intimità.

Sì questo è senza dubbio vero, ma allora perché è necessario un corso per apprendere la tecnica di lettura ai bambini se poi in realtà ogni mamma trova il proprio efficacissimo modo di leggere?

-Perché purtroppo non tutti leggono. A noi sembra normale  pensare che tutte le persone leggano, ma in realtà non è così, se penso alla quotidianità della nostra biblioteca ad esempio, nonostante ci siano molte persone iscritte al prestito, purtroppo sono poche quelle che a casa ed in famiglia leggono costantemente e con amore. Perciò noi indirizziamo questo progetto specialmente a quelle fasce di utenza che non hanno affatto l’abitudine della lettura né personale né ad alta voce per qualcun altro, parliamo di giovani e non, al fine di educare i futuri cittadini.

Bene … allora adesso parliamo un po’ dell’efficacia del progetto. Lei può dire di aver avuto riscontri positivi dalle persone che vi hanno partecipato?

Certo senza dubbio il progetto funziona nell’ambito di quello che è il suo obbiettivo principale. Infatti se anche non si riesce ad insegnare in poche lezioni a leggere con espressione e partecipazione, senza dubbio si riesce a trasmettere l’importanza di quello che si legge e dell’effetto che si può avere sui propri figli. Io sono solita tenermi in contatto con le mamme e i papà che vengono a seguire il corso, ed ho avuto riscontri molto positivi, mi hanno tutti parlato di grandi miglioramenti al livello di armonia familiare e amore per la lettura. E questo mi rende immensamente felice ed entusiasta.

Ha ragione,con risultati del genere c’è  sicuramente molto di cui rallegrarsi, ma al livello mediatico di quest’iniziativa se ne è parlato molto poco. Sui giornali abbiamo sentito solo di “Per leggere insieme…”, figlia di “Nati per leggere”, a Fossano, Piemonte. Ma sono ben 400 i comuni che hanno aderito al progetto.

Beh in realtà non è proprio così, di questo progetto se ne parla ma solo negli ambiti specifici che lo riguardano. Tutte le biblioteche dei comuni partecipanti in Italia vengono costantemente informate riguardo gli sviluppi del progetto, e l’associazione “Nati per leggere” ha un sito web costantemente attivo e molto visitato. Ovviamente sappiamo cos’è che fa notizia sui giornali e purtroppo questo tipo di iniziative non fa  molto presa sui lettori.

Bene, questa era la nostra ultima domanda, la ringraziamo per averci parlato di questa bellissima iniziativa, diffonderemo volentieri il trascurato messaggio del progetto “Nati per leggere” e ci auguriamo possa proseguire per il meglio. Arrivederci signora Rosaria.

Grazie a lei per averne voluto palare. Arrivederci.

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