Romeo e Giulietta diventa un musical ed è boom di incassi

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Il musical “Romeo e Giulietta, ama e cambia il mondo” prodotto da David Zard già a metà tour è stato dichiarato un successo pieno di critica e di pubblico.

Più di 400 anni dopo la nascita della tragedia romantica più conosciuta al mondo, la sventurata coppia fa ancora scintille tra il pubblico, ma stavolta caro Will non è solo merito tuo. “Romeo e Giulietta. Ama e cambia il mondo”, l’opera musicale del francese Gerard Persegurvic, da ormai cinque settimane entusiasma anche  il pubblico italiano e realizza un inedito boom di incassi, dunque la domanda nasce spontanea: dove sta il trucco? C’è un uomo che ha la risposta, ed è proprio colui che si definisce un pazzo per aver  prodotto in questo periodo di crisi uno spettacolo teatrale complesso e ambizioso come  quello in questione, che dal 23 gennaio è a Milano (tappa capofila del tour italiano che segue il trionfale debutto a Verona lo scorso ottobre e due tappe sold out a Roma).

L’uomo in questione è David Zard, produttore storico di spettacoli come “Notre Dame de Paris” di Cocciante oltre che patron di concerti memorabili (Led Zeppelin, Madonna, Pink Floyd), che ama da sempre le sfide e con la versione italiana curata da Vincenzo Incenzo del musical targato Presgurvic (scritto nel 2001),  ha voluto uno show avveniristico. «È lo spettacolo più grande che si sia mai prodotto in Europa – spiega -: 45 artisti sul palco, 30 fra ballerini e acrobati, 300 costumi di Frédéric Olivier, 50 cambi scena… Soprattutto, una tecnologia innovativa che “mappa” la superficie scenica con un video interattivo e continuo che dà come risultato uno sviluppo scenico panoramico come fosse Cinemascope». Zard ha poi investito sul piano artistico a cominciare dal regista Giuliano Peparini (co-coreografo del Cirque du Soleil, è fra i registi e coreografi più innovativi e richiesti della scena internazionale) conosciuto  in Italia soprattutto come direttore artistico di “Amici”.

A Peparini è stato affidato un cast formato da nomi storici del musical e della canzone italiani come Vittorio Matteucci  (Capuleti), Silvia Querci (Nutrice), Barbara Cola (Lady Capuleti), Giò Tortorelli (Fra’ Lorenzo) e da giovani emergenti come Luca Giacomelli Ferrarini (Mercuzio), Gianluca Merolli (Tebaldo),  Nicolò Noto (Paride) e, soprattutto, Davide Merlini e Giulia Luzi nel ruolo dei due protagonisti. «Cercavo un Romeo e una Giulietta giovani, freschi, anche con qualche fragilità» – conclude Zard. E c’è da dire che questa formula è quella vincente. Forse anche  mastro Shakespeare a suo tempo avrebbe ingaggiato due protagonisti così emozionanti,  innamorati , spontanei  (e soprattutto già formati da talent show quali “X-Factor” per lui, e serie televisive come “Un Medico in famiglia” e “I Cesaroni” per lei) per avere audience presso la gioventù elisabettiana.

Dunque nel bilancio di metà tour il risultato ottenuto da Zard e da tutto il suo entourage è questo: critica teatrale unanime, social network che impazzano, circa 100 le neonate pagine di fan che seguono, sostengono e interagiscono con gli attori durante il tour, ed in fine apprezzamenti anche dal mondo dello spettacolo: Fiorello ha più volte visto lo spettacolo dal vivo ed ha voluto anche incontrare di persona il cast, Carlo Conti ha sviluppato la stessa passione per il musical e per gli attori, tanto da invitare l’intero cast a seguire in studio una puntata del suo format “Tale e quale show”. «Io sono andato a vederli a Verona nella prima teatrale, e li ho trovati fantastici quindi ho voluto a tutti i costi invitarli qui da me», ha dichiarato in diretta il conduttore, e come loro Simona Ventuta, Biagio Antonacci, Gianni Morandi e molti altri.

C’è ovviamente anche chi dice che a metà tour non si possa già fare un bilancio così positivo di uno spettacolo teatrale e di certo non si possa già definirlo un “inedito successo”, ma Zard risponde: “A dire il vero, per venire incontro alle crescenti richieste, nell’attuale tappa di Milano abbiamo dovuto prorogare le repliche fino al 23 febbraio… perciò traete pure le vostre conclusioni”. I numeri parlano chiaro e la sfida Zard vs Shakespeare  (esclusivamente in qualità di produttori esecutivi si intende ) si conclude così: 1 a 0 palla al centro! Povero Will, questo tuo capolavoro  teatrale nel tempo è stato definito addirittura ‘uno dei momenti più felici della letterature inglese’, e questo ti è dovuto,  ma in quanto alla resa spettacolare… di certo tu non avevi  né una tecnologia di scena innovativa effetto Cinemascope, né un aitante  corpo di ballo.

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