Ma lo sai che sei di un sexy sfrenato?

di

Data

Ma lo sai che sei di un sexy sfrenato?

 

Sosta di piazza Mazzini, ore 11.45. Sto fuori dal taxi a parlare con un collega, quando suona la colonnina. Vado a rispondere.
– Salve, mi dica.
All’altro capo una voce giovane maschile suadente, molto effeminata.
– Ciao, è da un po’ che ti guardo dalla finestra di casa col cannocchiale e…lo sai che sei proprio di un sexy sfrenato? Con quei baffettini…mmm…
– Ma chi è.
– Sono uno che può darti molto godimento fisico. E hai anche la voce sexy! Così rauca, maschia.
Mi viene da ridere, ma mi trattengo.
– Guarda che ho il mal di gola – gli dico. (Ed è vero).
– Oh povero – fa lui – conosco un sacco di modi interessanti per alleviarlo lo sai?
– Non ne dubito tesoro, ma preferisco lo iodosan spray che ho in macchina.
– Mmm…mi piace quando qualcuno mi chiama tesoro. Senti, ma se ti do il numero civico del palazzo ci vieni su da me? Ti assicuro che ci divertia…
– Guarda… – lo interrompo in modo gentile – non so se l’hai intuito ma abbiamo gusti un po’ diversi. E poi scusami ma ora devo chiederti di attaccare e liberare la colonnina per favore. E’ stato un piacere.
– Sei sicuro che non vuoi venire? – insiste lui.
– Sicurissimo – ribadisco io.
– Sicurissimo?
– Sicurissimo.
– Bè…peccato, non sai che ti perdi, ciao ciao.

– Ma chi era? – mi chiede il collega, riavvicinandosi.
– Un ammiratore – gli dico, sorridendo.

Poi la colonnina suona di nuovo. Rispondo. Ancora lui.

– Bravo il mio bel tassista! – esclama felice – Definizione perfetta! Io sono il tuo ammiratore! Il tuo ammiratore sconosciuto!
– Ma che leggi anche i labiali? – gli chiedo sbalordito, girandomi d’istinto verso i palazzi intorno.
– Certo – mi fa lui – io adoro i movimenti…di labbra. Allora sei sicuro che non vuoi…
– NO!
– Mmmm…come ti scaldi…va bene va bene. Ciao fiorellino mio.

Il collega è ancora lì che mi guarda confuso. Mi rifà la stessa domanda di prima, ma questa volta non sorrido e non rispondo, e in silenzio, a testa bassa e un pochino a disagio, promettendo a me stesso che a piazza Mazzini non mi ci fermerò mai più, vado a rifugiarmi rapido dentro il taxi.

Altri racconti
in archivio

Sfoglia
MagO'