La sposina

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La bacio, le palpo il sedere, le sfilo il pareo. La sposina m’infila una mano nel costume. Si abbassa. Mi denuda. Stringe il mio pene. Se lo infila in bocca ed inizia a praticarmi del sesso orale.

La bacio, le palpo il sedere, le sfilo il pareo. La sposina m’infila una mano nel costume. Si abbassa. Mi denuda. Stringe il mio pene. Se lo infila in bocca ed inizia a praticarmi del sesso orale. Osservo la sua fedina luccicante accarezzare la mia intimità. “Da quanto siete sposati?” le chiedo. La sua bocca si libera per rispondermi. “Da tre giorni”. “Felicitazioni. E il cornuto dov’è ora?” ribatto maligno. “Mio marito è uscito per l’ora di snorkeling e non offenderlo per favore”. Mi lancia uno sguardo di rimprovero e riprende il suo lavoretto. Guardo l’orologio , sono le 17 e 35. “Alle sei rientrano” le dico.

Conosco gli orari alla perfezione, in 7 anni da animatore, nessun marito ha mai sospettato di me,non sarebbe professionale. La sposina, d’improvviso s’interrompe, guarda verso l’orologio e decisa mi sprona: “Voglio trombare”. Non me lo faccio ripetere, non sarebbe professionale. La spingo verso il letto, si sdraia, si sfila la parte sopra del bikini e sdogana le tette. Le sfilo lo slip, anche se preferirei strapparglielo, ma non sarebbe professionale. Sono nudo, sopra di lei, e con un unico movimento sono pronto a prendere il profilattico dal cassetto, aprirlo ed infilarlo per non interrompere la fase d’amore, non sarebbe professionale. Ma la mia mano vaga nel cassetto senza incontrare profilattici. Mi scuso ed interrompo. Faccio per staccarmi, ma la sposina mi tira a sé e geme : “Dai, dai”. Senza profilattico no, non sarebbe professionale.

L’orologio segna le 17 e 38. “Torno subito” le dico. Mi alzo. Vado in bagno a controllare la scorta. Prendo il primo profilattico che trovo nel mobiletto. Lo apro, lo infilo. Improvvisamente sento dei colpi di tosse che sembrano di un uomo anziano. Guardo l’orologio, sono le 17 e 40, non può essere tornato il cornuto. La tosse continua e noto che il rumore non proviene dalla stanza, ma dal mio pene. Il mio pene ha la tosse! Tolgo il profilattico, lo getto nel cestino. “Ahia fai piano!”. La voce non proviene dal mio pene, ma dal cestino. “Dove sei?” chiedo. “Sono qui nel cestino, non guardare il tuo pene, per caso hai mai visto un pene parlante?”. “No infatti” . Mi tranquillizzo per un secondo, poi però rinvengo. “Sì ma tu chi sei e dove sei?” “Te l’ho già detto sono nel cestino, mi hai appena gettato, senza avermi mai usato e sono quindi scaduto.”

Prendo la copertura del profilattico e controllo la data di scadenza, ormai passata. “Sono il decano dei tuoi profilattici, non mi hai mai amato, e sono ormai vecchio e malato” e continua a tossire. Dalla stanza arriva un altro gemito della sposina: “Dai, dai, fai presto!”. Sono le 17 e 42. Prendo un altro profilattico. Tutto rosa, gusto fragola. Lo apro, lo infilo. “Un urlo da castrato mi fa sobbalzare . “Nooooo!” Proviene anche questo dal profilattico. E tu chi saresti? . “Sono fragolina e non amo la vagina”. “E vabbè per oggi fai uno sforzo” replico frettoloso. “Noooooo” urla nuovamente fragolina. Libero fragolina e la getto. Sono le 17 e 44. Mi è rimasto un ultimo profilattico. È un profilattico locale, non capisco cosa ci sia scritto, non vedo neanche la data di scadenza. Me lo infilo.

Comincia dal mio pisello una specie di litania. “ Stai zitto che sei l’ultimo rimasto”, gli intimo. Ma il profilattico indigeno continua :“Io pregare, tuo pisello catechizzare, donna sposata no trombare”. Improvvisamente succede quello che mai è successo nella mia prestigiosa carriera professionale. Il mio pene comincia un lento, inesorabile declino. Il profilattico indigeno ha esorcizzato il mio pene! Sconfitto, mi sfilo anche l’ultimo rimasto. Sono le 17 e 47. Apro la porta del bagno, la sposina è sul letto, nuda, a gambe aperte. “Allora, questo profilattico?”, quindi guarda verso il mio pene catechizzato. “No eh, non t’inventare nulla, domani torno a casa, io adesso voglio trombare e di corsa perché sono quasi le sei!”. “Senza profilattico?” le chiedo. “ Sono in viaggio di nozze, il danno lo accollo al cornuto, dai dai dai!” mi supplica, mi tende le braccia. Il mio pene si rindiavola, non posso non soddisfarla, non sarebbe professionale.

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