Alcìde Pierantozzi: “Con Uno in diviso ho voluto raccontare il puro smembramento della realtà”

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Alcìde Pierantozzi è un giovane marchigiano che ancora oggi non riesce a trovare un perché a quella sua improvvisa e inaspettata ispirazione che, in una notte milanese di sette anni fa, fruttò la stesura del suo romanzo d’esordio “Uno un diviso”.

Alcìde Pierantozzi è un giovane marchigiano che ancora oggi non riesce a trovare un perché a quella sua improvvisa e inaspettata ispirazione che, in una notte milanese di sette anni fa, fruttò la stesura del suo romanzo d’esordio “Uno in diviso”. Sta di fatto che da allora questo stravagante scrittore, appassionato di filosofia e cultore dell’horror, continua a far parlare di sé  e del suo primo fortunato componimento. Infatti a distanza di sette anni, il 12 dicembre 2013, la casa editrice Tunuè ha pubblicato un graphic novel tratto proprio dal suo romanzo , presentato in anteprima durante la fiera “Più libri, più liberi”, dove ho avuto modo di conoscere l’autore e  le menti che hanno partorito questo nuovo progetto a sfondo noir.

Violenza, inquietudine, sacrificio, follia sono gli ingredienti  principali di Uno in diviso, romanzo che è una sorta di metafora della costante lotta tra bene e male, tra anima e corpo. Racconta una storia dalle tante sfumature, custode di diversi significati, tutti riscontrabili in questo graphic novel sceneggiato da Adriano Barone e illustrato da Fabrizio Dori. Lo scrittore non nasconde l’entusiasmo per questa nuova versione della sua storia, un adattamento che, come racconta Barone, resta fedelissimo, quasi in ogni pagina, al libro come al titolo. Per lo sceneggiatore, che ha precedentemente già lavorato a quattro graphic novel, è il primo adattamento e non poche sono state le difficoltà e le titubanze affrontate durante la stesura. “Dopo aver letto il romanzo ho pensato fosse impossibile riproporlo come graphic novel perché la cosa che più di tutte mi ha impressionato è stata la prosa molto elaborata, oltre ai diversi piani di lettura della narrazione. Ma poteva essere una prosecuzione naturale di tematiche che avevo già affrontato nei mie fumetti precedenti, e quindi decisi di farlo. La fortuna è di essere stato affiancato in questa trasposizione da Fabrizio, perché nel momento in cui non potevo recuperare l’eleganza della prosa lui interveniva con le sue illustrazioni”, ammette Adriano. Infatti sfogliando il fumetto una cosa che subito balza agli occhi sono le immagini quasi pittoresche, richiami di figure mitologiche, frutto dei precedenti studi accademici di Fabrizio. “Questa è la mia prima graphic novel”, mi dice. “Precedentemente ho lavorato principalmente nel mondo dell’arte contemporanea. Per me è stato inevitabile rapportarmi alla pittura perché fa parte del mio modo di vedere il mondo e l’arte in genere e quindi, nell’elaborazione dei disegni, mi ha aiutato, e non poco”.

Uno in diviso è un romanzo cruento, cupo, pieno di una simbologia ossessiva che si ripete, simbologia che riscontriamo già dalla copertina del graphic novel in cui i due protagonisti, Taiwo  e Kehinde, sono rappresentati con un corpo a forma di una ypsilon dotato di due busti e di un solo paio di gambe. Costante è anche un richiamo al surreale, alla violenza onirica. “La violenza è la materia narrata e a livello onirico stiamo parlando delle presentazione della medesima. La rappresentazione è onirica perché non c’è un rapporto fra i corpi e lo spazio che sia esattamente definibile. Inoltre onirico è anche la mancanza di conseguenze alle azioni dei due protagonisti. Loro attraversano il mondo senza che questo in qualche modo li registri, o viceversa. Ecco che da qui deriva la violenza onirica, perché il mondo sembra sia indifferente a quello che succede”, mi spiegano Adriano e Fabrizio.

L’inquietudine è un’altra costante del libro e di conseguenza del fumetto, che per Alcìde è insita nella realtà stessa.  “E’ una inquietudine che tutti noi avvertiamo e che i due gemelli vivono nel corso della storia, che non narra solo l’inquietudine dell’uomo, ma della terra tutta . I due gemelli non siamo altro che noi e Uno in diviso  è definibile in due anime che abitano lo stesso corpo”.  Il nero, colore predominante di questo romanzo grafico, fa da cornice al dolore e alla tristezza di una storia che è un crescendo di emozioni contrastanti, culminanti nella disperazione e dispersione degli stessi personaggi. “Con  Uno in diviso ho voluto raccontare il puro smembramento della realtà, un folle viaggio che porterà i protagonisti alla perdita di ogni moralità, e questo grafich novel è riuscito a raccontare e a rielaborare con l’immagine il suo autentico significato”.

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