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Il Carnecchius Pitecus

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La tesi della dott.ssa Di Renzo è la prima al mondo ad illustrare in modo dettagliato il ciclo vitale del Cernecchius pitecus, soffermandosi con un particolare interesse sulle sue abitudini alimentari e sulle patologie ad esse correlate.

La tesi della dott.ssa Di Renzo è la prima al mondo ad illustrare in modo dettagliato il ciclo vitale del Cernecchius pitecus, soffermandosi con un particolare interesse sulle sue abitudini alimentari e sulle patologie ad esse correlate. La breve vita del Cernecchius pitecus volgarmente detto ghiottone maggiore è caratterizzata dalla sua predilezione per i cosiddetti carboidrati semplici ed in particolare per le paste alla crema, sia pasticcera che chantilly, per i gelati sia alla frutta che al cioccolato e per le granite alla mandorla.
Questo lo porta a vivere esclusivamente in aree urbane, dove lo si può spesso intravedere nelle prime ore del mattino in prossimità dei forni, dei caffè e delle pasticcerie, o da solo o in piccoli branchi di tre o quattro esemplari. Secondo gli studi della dott.ssa Di Renzo questa sua peculiare alimentazione sembra essere la causa dell’aterosclerosi precoce da cui viene colpito già dopo qualche mese di vita, aterosclerosi che lo predispone alle complicanze vascolari.
L’infarto è infatti la seconda causa di morte del Cernecchius pitecus, dopo quella violenta ad opera del genere umano fortemente disturbato dalla convivenza con il ghiottone maggiore. Questa correlazione tra alimentazione e patologie sarebbe avvalorata dagli esperimenti in cui alcuni esemplari di Cernecchius ridotti in cattività e costretti ad una alimentazione esclusivamente vegetariana sono arrivati a raggiungere addirittura i quattro anni di vita. Va comunque sottolineato che la maggiore longevità si associa ad una completa abolizione dell’attività sessuale tanto che nessuno degli animali studiati è riuscito ad accoppiarsi e riprodursi.
Da qui deriva l’ipotesi, peraltro ancora da avvalorare, che l’ingestione di carboidrati semplici nel Cernecchius pitecus induca, soprattutto in alcune fasi dell’anno ed in alcuni periodi del ciclo vitale, la liberazione di sostanze ormonali in grado di consentire la sopravvivenza della specie.

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