Condividi su facebook
Condividi su twitter

Nun ce capisci niente de Harley

di

Data

Sosta di piazza Trilussa, Trastevere. Ore 14.00. Fermo alla mia sinistra, vicino al mio sportello, un tipo su una Harley Davidson.

Sosta di piazza Trilussa, Trastevere. Ore 14.00. Fermo alla mia sinistra, vicino al mio sportello, un tipo su una Harley Davidson. Mentre attende che il semaforo davanti a lui scatti verde, inganna il tempo sgasando a tutto spiano. Il rumore che produce è assordante, ed io, che nel taxi sto leggendo, chiudo il finestrino. Lui se ne accorge, e mi bussa sul vetro. Lo riapro.

– Ma che te da fastidio il rombo del mio motore per caso? – mi chiede fiero.

– Sì – rispondo.

– Lo sapevo! Nun capisci niente de Harley! Ma come fa a non piacette sto suono! Sta musica!

Mi sporgo dal finestrino. Lo guardo. Robusto, capelli lunghi che fuoriescono sciolti da un casco senza visiera e non integrale, barba incolta, carnagione abbronzata e giubbotto e pantaloni di pelle nera. Fin qui tutto a posto. Harleysta doc. Poi però abbasso gli occhi e gli vedo le scarpe. Un paio di superga bianche.

– Hai ragione non capisco niente di Harley – gli dico – però anche un bambino sa che gli harleysti, quelli seri, indossano stivali e non…superga bianche.

La fierezza dal suo viso sparisce in un attimo, lasciando il posto ad una smorfia tesa. Sta per dirmi qualcosa, ma poi rinuncia, riporta gli occhi sulla strada e appena scatta verde riparte. Sgasando, naturalmente.

Altri racconti
in archivio

Sfoglia
MagO'