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Puoi dire addio al nostro lucchetto

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Sosta di piazza Pio XI, Gregorio VII. Un ragazzo rasato e molto giovane, neanche diciotto anni, sta venendo spedito verso il mio taxi. Parla al telefono.

Sosta di piazza Pio XI, Gregorio VII. Un ragazzo rasato e molto giovane, neanche diciotto anni, sta venendo spedito verso il mio taxi. Parla al telefono.

– Ah la metti così? – lo sento sbraitare quando è a pochi passi dallo sportello – Allora lo sai adesso che faccio stronzetta? Vado lì, lo tolgo e lo butto nel fiume! Non ci credi? Bè fai male!

Poi attacca bruscamente, fa gli ultimi passi e sale su.

– Ponte Milvio! – esclama, mentre prende dalla tasca del giubbotto un portafoglio e ne sfila una chiave.

Quando arriviamo mi fa fermare davanti al ponte e mi dice di aspettarlo. Poi va di corsa verso uno dei lampioni pieni di lucchetti e con la chiave ne stacca uno. Quindi si avvicina al muricciolo e fa per lanciarlo giù. Non ci riesce però. Fa un altro tentativo, ma è la stessa storia. Allora se lo mette nella tasca dei jeans, e abbattuto torna verso di me.

È appena entrato, e ha appena finito di dirmi di riportarlo dove l’ho preso, quando gli risuona il cellulare.

– Puoi dire addio al nostro lucchetto! – esordisce subito quando risponde, di nuovo deciso – E puoi dire addio anche a questa cazzo di nostra storia! – aggiunge dopo, mentre con la mano libera inizia ad accarezzarsi la tasca nella quale ha messo il lucchetto.

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