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Utopia del non luogo

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Analisi per immagini di un posto che non esiste.

“Si piangono le labbra assenti di tutte le belle passanti che non siamo riusciti a trattenere.”

© Alessandro Torrelli

Così recitava una poesia di Antoine Pol e trasformata in chanson dal grande Georges Brassens, in seguito interpretata in italiano dall’eterno Faber.

© Alessandro Torrelli
© Alessandro Torrelli

Antoine Pol non si era accorto di aver dedicato questi versi alle scene quotidiane della vita, girate nei luoghi non-luoghi della nostra esistenza.

© Alessandro Torrelli

Il poeta osservava attentamente i percorsi e i volti dei viandanti, attori inconsapevoli, fantasticando sulla loro storia e sul loro animo.

© Alessandro Torrelli

Entrando nelle dimensioni dei non-luoghi, diventiamo appunto interpreti di film senza regia in scenografie teatrali stabili e mutevoli nello stesso tempo.

© Alessandro Torrelli
© Alessandro Torrelli

Possiamo metterci, come faceva il poeta francese, dalla parte dello spettatore, e assisteremo al più grande spettacolo del mondo senza pagare il biglietto.

© Alessandro Torrelli
© Alessandro Torrelli

Osserveremo forme e architetture piene di simboli intersecanti l’universo e lo spirito umano riflessi negli occhi dei passanti , nostri protagonisti di storie ancora da scrivere.

© Alessandro Torrelli

ANTICIPAZIONI

© Alessandro Torrelli
© Alessandro Torrelli
© Alessandro Torrelli
© Alessandro Torrelli

Fine 5a parte

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