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Dai poster ai posteri

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Ingresso stazione San Pietro, ore 18.00. Ho appena lasciato un cliente, quando arriva un altro taxi. Il collega si ferma davanti a me, scende, apre lo sportello dietro e furioso fa uscire il suo cliente.

Ingresso stazione San Pietro, ore 18.00. Ho appena lasciato un cliente, quando arriva un altro taxi. Il collega si ferma davanti a me, scende, apre lo sportello dietro e furioso fa uscire il suo cliente. Lo riconosco. È un giovane e bellissimo attore, idolo delle ragazze. È furioso anche lui, infatti, mentre rapido guadagna l’entrata della stazione grida al tassista, un signore grosso, sui quaranta:

– Ma vai a quel paese tu e il rispetto!

La risposta del collega è immediata:

– Vacce te e tu’ sorella! E ricordate che pe’ passà dai poster ai posteri ce vole n’attimo!

Poi si rigira, e prima di rientrare nel taxi incrocia il mio sguardo. Non perdo tempo a dirgli che la battuta dei poster e dei posteri è molto bella, ma il poco affettuoso “va a morì ammazzato anche tu!” che mi rivolge mi fa capire con estrema chiarezza che in quel momento (e a ragione) non è proprio in vena di complimenti.

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