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Un prezzo di favore

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Sosta di piazza della Repubblica, ore 14.00. Sale una signora sui cinquanta, grassottella e con lunghi capelli grigi sciolti sulle spalle.

Sosta di piazza della Repubblica, ore 14.00. Sale una signora sui cinquanta, grassottella e con lunghi capelli grigi sciolti sulle spalle.

– Buongiorno – mi fa trafelata – galleria Alberto Sordi, più veloce che può per favore che devo farmi leggere i tarocchi dal mio cartomante di fiducia che tra una mezz’oretta se ne va, grazie.

Arrivo a destinazione alle 14.10. La signora mi dice di aspettarla, poi scende e va da un tipo sotto la galleria. Sta seduto su una sediolina davanti ad un tavolinetto, sopra il quale c’è un mazzo di carte. La signora lo saluta con un abbraccio e un sorriso, quindi si siede anche lei su una sediolina e torna subito seria e concentrata. L’uomo solleva il mazzo di carte, lo mischia e ne allinea alcune sul tavolo. I due a quel punto iniziano a parlare fittamente, fino a quando, dopo qualche minuto, lei si alza di scatto e torna di corsa da me.

– Senta – mi fa, questa volta tesa in volto – per il suo bene devo dirle che non ho più bisogno di lei e che può andare via.

– Per il mio bene? – ripeto io, perplesso.

– Sì, vede…- spiega lei – Gianfranco mi ha appena predetto che in questi giorni mi capiterà qualcosa di molto spiacevole, esattamente a partire da questa mattina.

– E quindi?

– E quindi ho pensato: se questo qualcosa di spiacevole fosse un incidente automobilistico? Magari mentre sto nel suo taxi? Non voglio coinvolgerla capisce?

Senza risponderle allungo lo sguardo verso il cartomante. Mentre aspetta che la signora ritorni si pulisce i denti con uno stecchino.

– Allora se mi dice quant’è – continua lei, tirando fuori dalla borsa il portafogli.

– Nove e cinquanta – le dico.

– Tenga dieci, grazie.

– Signora posso chiederle per curiosità il suo amico Gianfranco quanto le prende?

– Ma certo. Ottanta euro, ma mi ha confidato che questo è un prezzo di favore che fa solo a me.

– Capisco.

– Arrivederci.

– Arrivederci.

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