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Mi gira la testa

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Fulvio l’aveva tirata a sé con l’impeto di baciarla e lei, Faustina, era rimasta abbracciata a lui con le labbra tremanti, aveva chiuso gli occhi, divorata dal desiderio che se la stava ingoiando tutta, le toglieva ogni forza e ne abbassava ogni capacità, anche quella di tenere gli occhi aperti.

Fulvio l’aveva tirata a sé con l’impeto di baciarla e lei, Faustina, era rimasta abbracciata a lui con le labbra tremanti, aveva chiuso gli occhi, divorata dal desiderio che se la stava ingoiando tutta, le toglieva ogni forza e ne abbassava ogni capacità, anche quella di tenere gli occhi aperti.
Stava lì ad occhi chiusi incollata a lui, a tratti provava ad aprirli
– Non posso tenerli aperti … non posso, non ce la faccio … mi gira tutto … mi gira tutto intorno …
Fulvio voleva baciarla, ma proprio tanto, anche a lui era salito il desiderio e lo sentiva forte ma non nelle orbite degli occhi, che teneva ben aperti. Ma non poteva baciarla perché quella continuava a dirgli che gli girava tutto intorno
– Tienimi … ti prego tienimi … non ce la faccio … mi gira tutto …
Non ce la faceva più neanche Fulvio e decise di fare quello che al momento gli sembrò un’opera di bene, per lui e per Faustina. Le acchiappò la testa per la nuca, la tenne ben stretta e, con un colpo secco della mano nella direzione contraria alla presa, gliela staccò. Sì, proprio così, le staccò la testa. Si sentì un suono sordo, simile a quello che si avverte quando si svita un barattolo e il tappo fa resistenza e bisogna metterci un po’ di forza per aprirlo.  Lei fece appena un ‘Ah … ‘ tonfo, quasi di sollievo
– Come va ora?  Le chiese lui
– Ora un po’ meglio … ma gira … mi gira tantissimo … tienimi ti prego tienimi …
– E certo che ti tengo … davvero … ti tengo
Lui intanto aveva preso la testa di lei con delicatezza e la stava poggiando su uno spazio vuoto della libreria, tra una foto di lei bambina al mare e un libro di Emanuele Luzzati ‘La stella dei re magi’ che ha la copertina con uno sfondo azzurro e turchese  – Così, pensava, se apre gli occhi vede un colore luminoso. E sulla copertina, da un lato, è raffigurata pure una bella stella gialla, una cometa, con tutta una coda a scia lucente.
Poi aveva preso Faustina sulle sue braccia, delicatamente, come avrebbe fatto con un bambino addormentato che non vuoi svegliare, l’aveva sdraiata sul letto, aveva messo un cuscino con la federa arancione al posto della testa, le stava baciando il collo, le slacciava il reggiseno e le parlava
– Come stai? … Come va la testa? … Va un po’ meglio?
– Sì … va un po’ meglio ma mi si sono tappate le orecchie … ti sento lontano …
– No … è un’impressione … stai tranquilla io sono qui con te …
– Di tranquilla sono tranquilla … è che mi gira tutto …
Il reggiseno di pizzo bianco che lasciava intravedere i capezzoli scuri e turgidi si slacciò senza troppa fatica e lui alla vista di quel seno che esprimeva in silenzio tutto il desiderio della ragazza non resistette e cominciò a baciarlo, piano, poggiando appena le labbra ai lati dei capezzoli. Pensava  -Ora si sveglia, se ne accorge e fa un urlo e arrivano tutti i parenti. Ma quella stava zitta e lui si bagnò le labbra perché il desiderio era tanto e il piacere che già provava solo a guardarla gli procurava salivazione e lui la baciava con le labbra umide, e quella zitta, allora cominciò a leccarle la punta del capezzolo tondo scuro turgido, un bottone di cioccolata al latte, pensò,  no fondente, non lo sapeva che cioccolata potesse essere, non ce la faceva più e si attaccò a quel capezzolo e cominciò a succhiare prima uno e poi l’altro. Non era cioccolata, era più dolce. Si sentì in paradiso. Lei a tratti parlava
– Oddio come gira … tutto … non posso aprirli gli occhi … c’ho provato … ho visto le stelle del firmamento e il cielo azzurro …
– E tu non aprirli … stai tranquilla … così … ad occhi chiusi
– Tranquilla sono … è che se li apro … vedo stelle e cielo
– Ma non aprirli … vedrai … ora passa tutto
Fulvio avrebbe voluto fermarsi lì ma tutto procedeva bene, lei sembrava rassicurata e a lui la voglia era tutt’altro che passata. Le sbottonò tutta la camicetta, lei ogni tanto mandava qualche sospiro dalla libreria che faceva muovere uno scacciapensieri appeso al lato esterno del mobile e quello produceva un suono melodico
– Vedo le stelle … e sento musica … non mi fischiano le orecchie … sento musica
– E senti musica … che male c’è … è bello no?
– Di bello è bello … è che mi gira tutto …
– Tranquilla … vedi che ora passa …
Intanto Fulvio aveva approfittato di quella distrazione di lei per sbottonarle i pantaloni e abbassarli il necessario per provare ad entrare ma era curioso e Faustina gli piaceva davvero e allora decise di sfilarle del tutto i pantaloni e gli slip bianchi, anche quelli di pizzo immacolato, sollevò le gambe di lei all’altezza del viso, reggendole tra le braccia, si fece largo nel boschetto di peli soffici e crespi, passandoci dentro le dita e accarezzandoli e poi scansandoli piano piano dall’entrata che socchiuse con delicatezza, con la lingua morbida e umida, con calma, come aveva visto fare al suo gattino quando si leccava le zampette al sole. Entrò con la lingua e non avrebbe più voluto uscire perché gli piaceva davvero e intanto Faustina ansimava, ‘Vedo le stelle vedo le stelle del firmamento’, continuava a dire, e lui era dovuto uscire da quei meandri per risponderle, perché non si insospettisse e intanto gli cresceva il desiderio che quando se lo ritrovò tra le mani era proprio tanto, e allora prese la decisione ultima, si disse che non le avrebbe fatto male, sarebbe entrato piano come aveva fatto con la lingua. E così fece. Entrò piano, sollevandola appena per il bacino, baciandole i seni tondi e morbidi completamente abbandonati nelle sue mani. La carezzava tutta, avrebbe voluto avere altre due mani e un’altra lingua per carezzarla e baciarla e lambire quelle delizie con l’acquolina che si ritrovava in bocca. Quando fu dentro si sentì un tunc finale, la testa di lei andò a sbattere su un libro e si stava girando nell’altro lato e si sentì un ‘Oh …’. Faustina apriva gli occhi che roteavano accompagnando la testa dall’altra parte. ‘Le stelle le stelle del firmamento … una scia bellissima … madonna santa che belle’. E intanto lui era dentro e non poteva più resistere e cominciò ad andare su e giù, cercava di fare piano perché lei non si accorgesse – Oh mamma mia che bello mi sento al mare, mi sento ondeggiare nell’acqua
– Ondeggia amore mio … ondeggia
– Ma che bello … se apro gli occhi mi vedo bambina al mare … è bello non gira più … ondeggia
– E tu ondeggia amore mio … ondeggia
Lui andava osando sempre un po’ di più e a lei sembrava piacergli diceva di sentirsi ondeggiare e quando lui terminò, lei ansimò tantissimo e disse che si sentiva a riva e stava proprio bene lì, era contenta come quando era al mare da bambina e ora non sentiva più ondeggiare e non sentiva più girare la testa e stava proprio bene. Lui nel frattempo l’aveva rivestita con attenzione, piano perché lei non si accorgesse di nulla,  aveva ripreso la testa dalla libreria e la stava rimettendo al suo posto naturale, sul collo di Faustina. La testa fece un toc deciso e si riavvitò, proprio come il tappo di un barattolo. Faustina quando aprì gli occhi si ritrovò abbracciata a lui, sorridente e contenta, dice che si sentiva proprio bene che non le girava più la testa ed era felice e non sapeva perché e lui se la teneva tra le braccia come un bene prezioso che non vuoi perdere.
E così andò avanti per diverso tempo e almeno una volta alla settimana si ripetevano i giramenti di testa di lei che si avvicinava a lui ma non poteva neanche baciarlo perché le girava tutto intorno. Lui aveva messo sulla libreria al lato del libro di Luzzati, un altro dello stesso autore, ‘Incontro con Mozart’, anche quello con la copertina azzurra, e poi alcune riproduzioni di Chagall con i due che volteggiano nel cielo anche quello azzurro e bleu con qualche luna bianca e stelle gialle. E lei era felice perché mentre le girava la testa e apriva gli occhi vedeva le stelle del firmamento e quei due che volteggiavano nel cielo e in cuor suo si diceva che le succedeva questo perché proprio lui le piaceva tanto ed era innamorata. E anche lui era contento e Faustina gli piaceva davvero e ancora di più quando aveva quei giramenti di testa che avrebbe voluto fare con lui chissà che ma non poteva, gli diceva che era bloccata dal troppo amore. E lui le rispondeva che ci credeva e che lo sentiva proprio quel troppo amore di lei, di non darsi pena, col tempo sarebbe andata meglio. Ma lei non superò mai quel blocco e così arrivò al giorno delle nozze che era vergine, nella sua testa lei era vergine e anche nell’abito bianco negli slip e nel reggiseno di pizzo bianco immacolato che si lasciò togliere tra smanie e vergogna ma poi andò tutto bene e quando il tutto terminò disse che stava proprio bene ma proprio bene e che se anche nella realtà non c’erano, quando lei chiudeva gli occhi vedeva le stelle del firmamento e il cielo azzurro. E tanto le immagini dei due sospesi in aria le aveva dentro, che disse a Fulvio che si sentiva volteggiare con lui nel cielo azzurro, tanto gli era piaciuto.
E così andarono avanti contenti ma dopo ch’ebbero avuto due figli lei prese a pensare e a dire che tanto sesso senza ragione era peccato e che dal cielo li avrebbero puniti e poi lei era tanto stanca con i due figli da accudire e che non c’era più tempo per quelle cose e poi non erano più tanto giovani e insomma che bisognava regolarsi ed essere seri e basta.  Se lui insisteva a lei scoppiava male alla testa e non poteva farci nulla, doveva stare ferma ad occhi chiusi. Fulvio decise che non valeva la pena stare ad insistere, ripristinò l’angolo della libreria con i libri di Luzzati e le riproduzioni di Chagall e cominciò di nuovo a staccarle la testa. Lei, dopo, era contenta e si addormentava felice abbracciata a lui e lui se la teneva vicino e la accarezzava come il suo bene più prezioso.
Tutte le coppie di loro amici andavano in crisi e chiedevano a loro il segreto della loro unione e lei non capiva, a lei sembrava tanto naturale stare con lui, che con lui non aveva pensieri di sorta e si sentiva felice e soddisfatta.
– Lui mi ascolta e mi lascia tranquilla, non è uno insistente, in nulla. E mi vuole bene
– Io l’ascolto, ribatteva lui, e lei si lascia condurre
– E non vi arrabbiate mai? Gli chiedevano
– E certo che ci arrabbiamo, ma poi ci addormentiamo insieme e ci passa tutto.
E così andarono avanti tutta la vita, ancora a ottantanove anni lui le proponeva di fare l’amore ma lei rideva, lo prendeva in giro  – ‘Alla nostra età’  gli diceva   ‘… mi dovrebbero staccare la testa’ e lui puntualmente si avvicinava alle labbra di lei per darle il bacio della buona notte e con un colpo secco assecondava i suoi desideri.

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