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L’esploratore

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Un bambino, dopo aver fatto una lezione di geografia sul planisfero, ritorna a casa e accende il suo mappamondo. Vede tutto: l’Asia, l’Europa l’America e rimane ancora più affascinato rispetto alla lezione a scuola.

(Questo racconto è stato scritto da un allievo della 1C della Scuola Media Settembrini di Roma)

Un bambino, dopo aver fatto una lezione di geografia sul planisfero, ritorna a casa e accende il suo mappamondo. Vede tutto: l’Asia, l’Europa l’America e rimane ancora più affascinato rispetto alla lezione a scuola. I nomi delle città ricordavano delle formichine che camminavano. Decise quindi di sfidarsi vedendo se aveva capito la lezione. Iniziò!
La sfida consisteva nel riuscire a toccare ad occhi chiusi lo stato prestabilito. Se non ci fosse riuscito il suo mappamondo si sarebbe aperto e la sua testa sarebbe stata inghiottita per sempre dal mappamondo stesso. Se invece avesse raggiunto l’obiettivo, la madre gli avrebbe comprato il maxi pacco di caramelle al supermercato, quello che pendeva dal filo dei dolciumi che sembrava volesse dirgli ogni volta: “Tanto da laggiù non mi prendi!”.
Decise uno stato molto difficile, il Cile. Chiuse gli occhi e mosse il suo ditino cicciottello verso sinistra, si ricordava però anche che era a sud e quindi mosse il dito in giù. Gli sembrava di avvertire il caldo dell’equatore!
Sudava, sudava come se avesse percorso più di un chilometro correndo. Era così concentrato che se perdeva pensava di poter anche morire come se fosse un’ultima speranza.
Diede un’ultima mossa al dito per un ultimo orientamento e… ce l’aveva fatta!!!

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