Puro Egoismo

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Non chiedetemi perché scrivo, perché è come chiedermi perché mangio o perché respiro, perché mai io ho la necessità di infilare le parole sul foglio, di rileggerle e...

 

Non chiedetemi perché scrivo, perché è come chiedermi perché mangio o perché respiro, perché mai io ho la necessità di infilare le parole sul foglio, di rileggerle e ascoltarle e sceglierle non ha una ragione precisa, non c’è uno scopo, non c’è nulla di nobile o urgente, perchè la mia scrittura, quando prende forma – poiché molte sono le volte in cui rimane pura riflessione, pura osservazione – è come aprire gli occhi al mattino, come sedersi dopo aver corso, come ripararsi le orecchie per il rombo di un aereo, è un riflesso naturale, una conseguenza del mio stare qui in questo posto a respirare e osservare, perché io non scrivo per dire qualcosa a qualcuno, o perché devo denunciare un fatto, o perché devo dar conto di una storia, non scrivo per il piacere altrui, per allietare qualcuno o riceverne gratitudine, no, la mia scrittura è puro egoismo, pura avidità di me stesso, esclusione, fuga, io scrivo perché nel momento della scrittura io sono finalmente libero, si, è liberatorio rinchiudersi nel rettangolo di un foglio, con la prospettiva di una quaderno, armati solo di una penna e di una matita e disegnare mondi possibili, assaporando l’ebbrezza ella creazione, e non è solo “creatività”, infatti io non credo di essere una persona creativa, o semmai credo di non esserlo nell’accezione che spesso si da a questo concetto, io non sono capace di inventare soluzioni, di aggiustare situazioni, io del gesto creativo conservo solo il gusto di assaporare la fase problematica, la fase germinale, quando il problema è posto, la situazione esplode, le conseguenze si moltiplicano, le possibilità si dipanano, perché è quello che accade ogni giorno sotto i miei occhi: milioni di possibilità, milioni di cause e conseguenze e nessuno indizio preciso su come possano intrecciarsi le migliaia di evoluzioni possibili, io scrivo perché dare a me stesso conto di questa ricchezza di probabili occorrenze mi affascina più di ogni altra cosa e mi appaga profondamente.

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