Mi sento come Obama quando gioca a golf

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Leggere può sembrare una sorta di storia d’amore, a volte come un fuoco artificiale si esaurisce nella grandezza finale, altre volte si spegne perché esaurisce le carezze lessicali, lasciandoci lì con una nostalgica dolcezza

 

Leggere può sembrare una sorta di storia d’amore, a volte come un fuoco artificiale si esaurisce nella grandezza finale, altre volte si spegne perché esaurisce le carezze lessicali, lasciandoci lì con una nostalgica dolcezza,

altre volte ancora esasperata fino al limite, anche se già dall’inizio si aveva presentito una dura freddezza, nella speranza che avanti si smentisca e ci doni inaspettata bellezza –

tuttavia leggere è piuttosto come un viaggio, a volte sembra duro continuare ma la sorpresa dello splendore quando arrivi vale tutti i giorni di viaggio,

altre volte è sensuale abbandonarsi alle curve del paesaggio in cui siamo immersi, senza nemmeno chiedersi dove si sta andando, mai davvero persi –

non ci si può perdere se non si ha più una meta –

nella speranza più o meno consapevole di trovare noi stessi e la nostra personalissima idea di mondo collezionando istantanee di vita ritratte da autori diversissimi –

e tuttavia leggere in realtà per lo stesso motivo per cui Obama gioca a golf: per il piacere di un hobby gradito con cui impiegare il nostro tempo.

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