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Quando il coach è un narratore

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A tutti noi, che abbiamo superato i dodici anni, è già capitato di sentire in tasca la vittoria in una partita decisiva, occasione su misura per il nostro talento

82, una coppa, quindici storie
15 racconti di autori diversi
‘Paolo Rossi, questa non te l’aspettavi’
Editora CASARÃO DO VERBO

A tutti noi, che abbiamo superato i dodici anni, è già capitato di sentire in tasca la vittoria in una partita decisiva, occasione su misura per il nostro talento, e di assistere all’ultimo secondo al trionfo di qualcun altro. Scivolare proprio sul finale lascia dentro una voglia di sfida fuori tempo massimo e, sulla faccia, qualche brutta smorfia che prima non c’era. Siamo destinati a una truce diffidenza per scoraggiare gli spiritosi o a una mimetica color nebbia pur di passare inosservati? Macché. E’ spesso proprio in quell’incrocio che confluisce la strada per vincere, per evitare i percorsi prevedibili, per sfidare la fortuna. Per conquistarsi l’amore dei tifosi. Una casa editrice brasiliana, Casarão do Verbo, adotta questa strategia di gioco e lancia, in vista  della Confederations Cup, il libro ‘82, una coppa quindici storie,’  dedicata proprio a quel 5 luglio in cui un unico giocatore italiano, Paolo Rossi, sconfigge una delle migliori seleções brasileiras di tutti i tempi. Sebbene il Brasile dell’82 non abbia vinto niente, resta l’ultima delle squadre davvero idolatrate dai tifosi nazionali ‘time de craques‘ che comprendeva Zico Falcão e Sócrates. Non ci sarebbe gusto, non ci sarebbe gioco se la storia fosse sempre quella raccontata dai vincitori: l’adorazione dei tifosi brasiliani lo insegna. La quarta di copertina riporta la perplessità del pragmatico Dunga, che ancora si chiede perché la selezione dell’82, eliminata ai quarti di finale, sia molto più festeggiata del Brasile del ’94 che ha vinto il campionato del mondo.

 

http://www.casaraodoverbo.com.br

Il lancio avverrà il venti giugno, a due giorni dal nuovo incontro Brasile-Italia per la Copa das Confederações 2013, sfidando ogni ovvietà e lugubre presagio, tanto che Tostão scrive: questo libro arriva nel momento giusto, lo adorerete.

L’antologia schiera in campo quindici narratori per raccontare quel cinque luglio ’82 che resta segnato nella coscienza e nei ricordi di chi l’ha vissuto, oltre che nell’immaginario collettivo nazionale.  Il tempo da solo non cura le sconfitte, non bastano trent’anni se non trovi il modo di riderci, piangerci su guardandone il ritratto insieme a qualcun altro.  E così la casa editrice scommette su narrazioni in grado di esorcizzare la sconfitta, evocare e sfidare l’imponderabile e partire per una nuova sfida. ‘L’allenatore’, Mayrant Gallo, ha selezionato la squadra di scrittori, lanciando loro la sfida letteraria di un libro che, per preparare squadra e tifoseria, elabori il trauma attraverso il racconto narra di quindici storie. I quindici autori si chiamano Lima Trindade, Elieser Cesar, Rodrigo Melo, Gustavo Rios, Mayrant Gallo, Carlos Ribeiro, Flamarion Silva, Lupeu Lacerda, Luís Pimentel, Dênisson Padilha Filho, Carlos Vilarinho, Carlos Barbosa, Igor Rossoni, Sidney Rocha, Tom Correia.

 

Luís Pimentel giornalista, scrittore e poeta è tra gli autori dell’antologia di racconti.

http://82umacopa15historias.blogspot.it/p/poeta-contista-cronista-e-jornalista.html

Ciascun narratore riporta una storia accaduta quel giorno, svolte di vita che mostrano le conseguenze dirette o indirette di quella giornata di sconfitta, emozioni simultanee e sovrapposte alla grande avventura nel calcio.  Nasce così una ‘rimonta’ fatta di parole, immaginazione e stili, di ironia, dramma e umorismo.  Il gioco dei quindici emoziona perché ritrae punti di vista, coinvolgimenti o situazioni eterogenee e perché sorprende per varietà di stili e immaginario narrativo. Il ritratto è quello di una giornata coinvolgente, ricca di momenti di vita e di umanità, piuttosto che di tattiche o calcoli di gioco, capace di influenzare ciò che verrà dopo. E lascia un restrogusto preciso: c’è sempre tempo per scommettere sul talento. Squadra in campo per vincere. Forti, con lo sguardo ancora vincente dei dodici anni

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