Fai da te: come creare un gioco Simil-Subbuteo (Prima Parte)

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Scatola Subbuteo F-Francesco, il Padre A-Alessandro, il Figlio Elano passa a Maicon che di prima lancia a Robinho; Luis Fabiano si libera...
Scatola Subbuteo

F-Francesco, il Padre

A-Alessandro, il Figlio

Elano passa a Maicon che di prima lancia a Robinho; Luis Fabiano si libera e riceve la palla con un lancio perfetto. La sua corsa è inarrestabile, i difensori dell’Italia non possono nulla contro questo giocatore. Entra in area e “Spara” una cannonata dritta in porta. Gigi Buffon non vede neanche la palla che si infila fra i pali gonfiando la rete e scatenando il boato dei tifosi brasiliani.

Alessandro si gira verso di me e prendendomi in giro esclama:

A – E con questa, siamo a 4 pappine.- e si mette a sghignazzare. Io mi arrabbio ma cerco di non farlo vedere.

Palla a centrocampo e il gioco riparte.

Non faccio in tempo a toccare il pallone che Lucio me lo toglie, lo passa a Robinho che lo lancia a Luis Fabiano, e come prima, questo giocatore latino corre verso la mia porta, solo, senza nessuno che lo rincorre.

Per fortuna da qualche parte spunta Cannavaro che tenta di arrestare la sua corsa. Non sono bravo in difesa ma so come “atterrare” un avversario e senza scrupoli lo “gambizzo”.

Fischio dell’arbitro: punizione per il Brasile e cartelino rosso per il mio difensore.

Gilberto Silva batte il fallo e passa a Kakà che viene fermato da Pirlo, il quale avanza di qualche metro prima di perdere palla in uno scontro con Luis Fabiano (sempre lui…). Il giocatore brasiliano avanza verso la porta, riesce, non si sa come, a superare tre giocatori avversari e spara l’ennesima cannonata.

Sono così incazzato che neanche guardo se entra, ma il boato dei tifosi prima, e di mio figlio dopo, mi confermano quello che temevo: le “pappine” sono salite a 5. Ed io all’attivo ho due miseri tiri andati fuori. E come se non bastasse, il goleador brasiliano effettua una capriola all’indietro come segno evidente della sua gioia. Li mortacci sua…

Non nascondo neanche il mio disappunto e urlo:

F – BASTA NON GIOCO PIU’! FIFA contiene dei Bugs. Non è possibile che questo Luis Fabiano corra come un missile e nessuno riesce a fermarlo.-

A – Sono io che sono bravo. Te sei una schiappa!-

F – È assurdo perdere sempre contro un bimbetto di 7 anni che neanche conosce le regole del calcio!-

A – Ma c’è l’arbitro… e io sono fortissimo perché sono il Brasile.-

F – Se avessi il Subbuteo ti farei vedere io… Li sì che contano l’abilità di gioco e le tattiche, e non ci sono bugs…-

A – Cos’ è il Subbuteo?-

F – Il gioco del calcio da svolgersi su un tappeto verde che rappresenta il campo e con piccoli giocatori di plastica, simili a soldatini, che vanno mossi usando solo il dito indice e con i quali si costruiscono azioni simili a quelle reali…-

A – Mamma mia che brutto… o cos’è. A me non mi piace, preferisco FIFA sulla Play.-

F – Ma stai zitto Nano! Il Subbuteo è stato uno dei giochi da tavolo più fedeli al calcio che siano mai stati creati… negli anni ’80 riscosse grande successo. Lo sai che esistevano più di 300 squadre diverse, che furono creati molti accessori, come le tribune, i faretti, le panchine e il tabellone segnapunti? Un mito! Se tu ci potessi giocare ti piacerebbe sicuramente.-

A – Ma nemmeno per sogno! Non lo voglio nemmeno vedere.-

F – Magari potessi fartelo vedere! Quando ero piccolo nonno e nonna mi comprarono la scatola che conteneva due squadre, una rossa e l’altra blu, due porte, una pallina e il panno verde su cui giocare. I giocatori si muovevano spostandoli con la punta del dito indice…-

A – Me lo fai vedere? Me lo fai vedere? Andiamo da nonno e lo prendiamo!-

F – Mi fai finre? Era difficile giocare, ci voleva tempo per imparare a muovere bene i giocatori, ma quando facevi goal era una soddisfazione incredibile, mica come quando giochi a FIFA.-

A – Me lo vai a prendere e ci giochiamo?-

F- La fai finita di interrompere? Non ho più il Subbuteo. Con il tempo alcuni giocatori si sono rotti e la scatola è finita chissà dove.-

A – Peccato! Lo volevo vedere, anche se è meglio giocare a FIFA.-

F – Mi hai dato un’idea… Andiamo su internet e cerchiamo qualche immagine del gioco, così ti faccio vedere di cosa si tratta.-

A – No! Adesso no. Voglio fare un’altra partita con il Brasile.- Così dicendo si gira verso il televisore e avvia FIFA sulla PS3.

Per niente scoraggiato dal rifiuto di Alessandro, accendo il portatile Mac e mi metto alla ricerca di foto che ritraggono il Subbuteo. Con grande sorpresa scopro che ve ne sono moltissime, così come sono tanti i siti che trattano l’argomento. Esistono club, associazioni e una federazione che ne ha redatto il regolamento ufficiale.

Apprendo pure che esistono varie versioni del “calcio in punta di dito”: Subbuteo, Total Soccer, Soccer 3D e Zeugo; ognuno con le proprie squadre e i propri appassionati, ma il Subbuteo è il Subbuteo. Almeno per me.

Ho deciso! Se non ha un prezzo eccessivo, acquisto una scatola base e alcune squadre di nazionali e coinvolgo Ale in qualche torneo familiare.

La confezione ha un prezzo abbordabile, circa 50€, a cui vanno aggiunti 15€ per ogni squadra supplementare e altri 30€ circa per una bella tavola multistrato su cui stendere in modo permanente il panno del campo.

Sono molto tentato di uscire e fare acquisti, ma non sono sicuro al 100% che Ale si sentirà coinvolto. In verità credo che la cosa potrebbe piacergli, ma penso che passato l’entusiasmo dei primi giorni il tutto potrebbe finire nel dimenticatoio, insieme ai soldi spesi.

F – ALE , VIENI A VEDERE LE FOTO DEL SUBBUTEO. LE HO TROVATE!- lo chiamo a gran voce per distorglierlo dalla partita in corso.

A – Adesso non posso, e poi non mi interessa…-

F – Dai vieni a vedere, è esattamente come mi ricordavo e poi ti piacerà.-

A – No! Non mi interessa, il Subbuteo è brutto.-

Lascio che termini la partita e lo faccio venire nella mia stanza per mostrargli sia le foto trovate che un video di una partita disputata fra due amici.

A – Sì è bello…- pronuncia queste parole con il tono di chi vuole essere accondiscendente e farmi tacere una volta per tutte. Non finisce neanche di vedere il video, il quale termina avendo un solo spettatore: me.

F – Cosa ne dici? Lo compriamo il Subbuteo?-

A – Va bene, compralo e poi ci giochiamo…-

F – Ma sei sicuro? Non mi sembra che ti sia piaciuto tanto.-

A – Mi piace, si mi piace, hai ragione sembra bello. Te compralo e poi se non mi piace ci giochi da solo.-

F – Te sei matto! Se acquisto il Subbuteo te giochi con me.-

A – NOOO! Io faccio come mi pare-

Quasi quasi lo strozzo.

Deluso, e incerto sul da farsi, lascio cadere la cosa.

Trascorso qualche giorno senza più parlare del Subbuteo, ma continuando a disputare partite con la PS3, mi viene un’idea: usando i tappi di plastica delle bottiglie di acqua minerale e delle bibite in generale, costruisco un Simil-Subbuteo da fare provare ad Ale, e se poi scopro che la cosa lo coinvolge, acquisto il gioco vero e proprio.

L’idea, non è delle più originali, ma almeno mi consente di “strappare” mio figlio dal vortice della PlayStation 3 e mi permette pure di coinvolgerlo nella costruzione di questo piccolo progetto: una di quelle cose PADRE-FIGLIO.

F – Ale ho avuto un’idea. Ci costruiamo il Subbuteo e ci giochiamo e se poi ti piace ce lo compriamo. Cosa ne pensi?-

A – E come lo costruisci?-

F – Con i tappi di plastica per i giocatori e un panno come campo di gioco, per le porte devo ancora vedere…-

A – Con i tappi di plastica? CHE SCHIFO!-

F – Non ti preoccupare! Ci penso io. Sabato andiamo da Nonna Franca e vediamo cosa riusciamo e trovare. So che raccoglie i tappi di plastica e sicuramente avrà qualche stoffa per fare il campo… va bene?-

A – Andiamo adesso! Dai andiamo ora…-

F – Sabato.-

Una breve ricerca in internet mi ha consentito di recuperare il regolamento ufficiale del gioco e le misure del campo.

Misure campo

Sabato è arrivato e tutti e tre, Alessandro, mia moglie ed io, ci rechiamo da mia madre per una ricerca di materiale.

A – Nonna, nonna, ci servono dei tappini di plastica e il campo del Subbuteo.-

Nonna – I tappini sono in garage in una busta sopra lo scaffale, ma cos’altro vuoi? Non ho capito. Dai un bacino a nonna.-

F – Mamma, mi servono 22 tappini di plastica e una stoffa, di dimensioni un metro per un metro e mezzo circa, possibilmente verde ma va bene anche un altro colore.-

Nonna – Le stoffe le trovi nel canterale giu in garage. Vuoi una mano?-

F – Non importa grazie. Ale andiamo, dobbiamo prendere la roba.-

I tappini li abbiamo trovati subito. Erano di tre colori: rosso, trasparente e blu; quest’ultimi troppo pochi di numero per farci una squadra intera quindi ho pensato di prenderne solo due per realizzare i portieri. I rossi e i trasparenti erano moltissimi e ne abbiamo presi 12 per colore (due di scorta per ciascuna squadra).

La ricerca della stoffa ha richiesto un bel pò di tempo. Mia madre conserva molte vecchie cose, e le stoffe sono una delle sue risorse più abbondanti in casa. Sono conservate in diversi mobili e trovarne una di dimensioni adatte e sufficientemente liscia non è stato difficile. Alessandro si è stufato quasi subito e si è messo a giocare a palla con mio padre, lasciandomi da solo nella polverosa e “naftalinosa” ricerca. Dopo poco è saltata fuori una zanzariera giallo-ocra, di quelle che stanno di fronte alle porte durante la stagione calda per consentire di tenere la porta aperta senza fare entrare gli insetti. Data la sua fattura era adatta a fungere da rete delle porte di calcio. Di panni da usare come campo ne ho trovati diversi, ma solo due potevano esssere adatti: una color rosso-ruggine e una nera.

F – Ale, quale stoffa scegliamo per fare il campo: quella color ruggine o quella nera?-

A – Verde non c’è?-

F – No, non ne ho trovate. Solo queste due.-

A – Che brutte! Prendi quella che vuoi… quella rosso-ruggine, che mi fa venire a mente il fango!-

F – Mamma, noi andiamo a casa. Grazie per la roba.-

Nonna – Hai trovato tutto?-

F – Si. Peccato che di stoffe verde non ne hai, mi arrangerò con questa simil arancione…-

Nonna – Verde hai detto? Ho una vecchia coperta verde oliva nella cassapanca sul pianerottolo delle scale. Ti ricordi la copertina del tuo letto quando non eri ancora sposato e stavi con noi? Te la vado a prendere.-

F – Sei sicura? Perchè io la devo ritagliare…-

Nonna – Fanne quello che vuoi, non mi serve più-

Dopo qualche minuto la coperta spunta fuori, ed è perfetta.

Ringraziamo mia madre e ce ne torniamo a casa con il nostro bottino: 26 tappini di plastica, una coperta verde e una tenda-zanzariera giallo-ocra.

Per cominciare a realizzare il subbuteo mancano ancora due particolari: la palla e le porte.

Per la palla non ci sono stati problemi, in quanto fra i giocattoli di mio figlio ve ne sono moltissime di vari colori e dimensioni. La scelta è caduta su una pallina da Ping-Pong colorata come una palla da calcio tradizionale. Le sue dimensioni rispetto ai tappi di plastica sono un po’ troppo fuori misura, ma dovendo creare un SUBBUTEO CASALINGO, ho pensato che potevano andare bene comunque.

Per le porte, ho deciso di realizzarle con delle stecche di legno di 8 mm di diametro, avanzate dalla costruzione di un telaio di aquiloni assemblato qualche anno fa.

Materiale 1
Materiale 2

Costruzione: Campo

Era arrivato il momento di tracciare le linee del campo.

Ho steso la coperta sul tavolo da cucina, lisciandola con le mani fino ad ottenere un “campo” quasi stirato. Con l’aiuto di riga, metro e matita bianca prelevata dall’astuccio di scuola di mio figlio, ho segnato i punti che delimitano l’area di gioco secondo le misure riportate nel disegno sopra. Per essere certo che gli angoli fossero tutti di 90°, ho usato il vecchio trucco di controllare che le diagonali fossero di eguale lunghezza. Il disegno dei cerchi a centro campo e della lunetta dell’area di rigore, sono stati fatti usando un piatto piano da cucina il cui diametro corrisponde alla misura necessaria.

Questo il risultato:

Campo disegnato

Porte

Per ciascuna delle due porte ho tagliato due pali lunghi 6,5 cm, una traversa da 13 cm e una base di compensato su cui incollare la struttura. Dopo avere assemblato la “U” della porta alla base e aspettato che la colla fosse ben asciutta, ho aggiunto la rete fissandola con della semplice colla vinilica, ritagliando la parte in eccesso. Per tenere la rete in tensione dietro la porta ho usato due fili di plastica simili alla lenza da pesca fissati alla base di compensato e alla sommità dei pali.

Porta

Giocatori

Per i giocatori ho semplicemente usato dei tappi di plastica, mentre per realizzare il portiere ho preso un tappino blu e l’ho avvitato ad un’estremità di una stecca di legno lunga circa 20 cm.

Giocatori
Portiere prima versione

È arrivato il momento di giocare.

F – Ale il Subbuteo è pronto, facciamo una partita?-

A – I miei giocatori li voglio mettere io…Sono il Brasile!-

F – E io l’Italia. Aiutami a stendere il panno sulla tavola.-

F – Fai attenzione: le regole sono poche ma vanno rispettate.

1- I giocatori si spostano colpendoli con l’unghia del dito indice, in questo modo (e gli mostro come fare).

2- Ogni giocatore può colpire la palla fino a tre volte consecutive poi deve essere toccata da un altro giocatore.

3- Per ogni movimento che fai tu ne devo fare uno io.

4- Se non coplisci la palla il gioco passa a me e devo colpirla io. Quando sono io a non colpirla, il controllo del gioco passa a te e così via.

5- Per effettuare un tiro in porta la palla deve trovarsi COMPLETAMENTE dentro l’AREA DI TIRO, ossia al di là di questa linea (e gliela indico).

Considerato che stai imparando a giocare, quando uno di noi tira la palla in porta lo dichiariamo per permettere all’altro di mettersi in posizione. Va bene?

Per le altre regole te le spiego man mano che si verifica la situazione adatta.

Guarda, i giocatori vanno posizionati in questo modo…Vuoi i tappi rossi o quelli trasparenti?-

A – Mmmmh i rossi. Sono il Brasile!-

F – Iniziamo!-

Imposto 15 minuti sul timer del mio cellulare per poter cronometrare il primo tempo e dò il via alla partita.

Parto io, colpisco la palla con un tappino e attendo che Alessandro muova un suo giocatore, quindi avanzo con un altro tappino e di nuovo attendo che Ale muova uno dei suoi.

Volutamente sbaglio mira per consentire ad Ale di giocare da protagonista e lui colpisce la palla avanzando verso la mia porta, ma dopo un paio di tiri ben calibrati sbaglia e il controllo passa a me. Purtroppo sono lontano dalla palla e pur colpendola la spedisco in FALLO LATERALE.

F – Prima di battere il fallo laterale hai diritto di effettuare DUE spostamenti; puoi muovere due giocatori o uno solo due volte. La stessa cosa devo farla io dopo di te, poi prendi un giocatore e lo metti sulla riga bianca che delimita il campo laddove è uscita la palla e con un piccolo tocco, senza superare la linea, lanci il pallone in campo. Hai capito?-

A -Sì!-

Ale esegue abbastanza bene il fallo laterale, ma imprime troppa forza nel tiro e la palla va ben oltre i suoi giocatori.

A – Babbo, questo gioco mi piace un sacco! Grazie per averlo costruito, è troppo bello. Ti voglio tanto bene, e anche a mamma- e così dicendo mi si avvicina e mi abbraccia.

A – Voglio giocare sempre al Subbuteo. Tutti i giorni. Dopo facciamo un’altra partità?-

F – Sono contento che ti piaccia, ma adesso gioca che il tempo scorre…- E contraccambio l’abbraccio.

La partita va avanti in modo impacciato, tiri troppo lunghi, troppo corti, tappini che volano giu dal tavolo e ogni tanto qualche azione pericolosa che dona qualche emozione.

Ad un certo punto Ale effettua un passaggio verso un suo giocatore, ma sbaglia intensità e la palla si allontana troppo.

Con un tiro azzardato tenta di recuperare il controllo del gioco, ma sbaglia completamente direzione e colpisce uno dei miei giocatori.

F – Punizione!

In questo caso abbiamo diritto di effettuare tre spostamenti a piacere come abbiamo fatto per il fallo laterale, prima io che ho il possesso di palla e poi tu. Quindi si posiziona la palla dove è avvenuta l’infrazione e si esegue il tiro.

Il giocatore che effettua la punizione, o come prima il fallo laterale, prima di toccare palla una seconda volta deve farla toccare ad un compagno, altrimenti è punizione per la squadra avversaria. Tutto chiaro?-

A – No!-

F – Per battere la punizione devi fare come per il fallo laterale, con la differenza che la palla va messa dove i giocatori si sono scontrati e puoi muovere tre tappi anziche due. Ok?-

A – Ora sì.-

Lancio tre giocatori verso l’area di tiro, mentre Alessando muove i suoi a casaccio. Batto la punizione e la palla va dritta dritta davanti ai “piedi” di un giocatore all’interno dell’area di tiro. La posizione è delle più belle, la situazione ideale di ogni giocatore di Subbuteo. Ale muove un suo tappo, ma non riesce ad infastidirmi.

F – Ale, io adesso posso tirare in porta.-

A – Aspetta. ASPETTA!. Che devo fare?-

F – Con una mano prendi l’asticella del portiere e cerca di parare la palla quando la tiro, con l’altra tieni ferma la porta. Quando pensi di essere pronto mi avvisi che effettuo il tiro.-

A – Mamma mia! Ho paura. Va bene così? Aspetta che devo sistemarmi… – e comincia a saltellare.

Io nel fratempo mi posiziono per prendere la mira ed eseguire il tiro, mi immagino di essere Totti, anzi no, Roberto Bettega il mio beniamino di bambino, e in un attimo mi ritrovo ragazzino in una mattina estiva del 1980, a casa di Gigi, nel suo giardino. In quel momento sto disputando un incontro con Simone, uno dei miei compagni di giochi, non una grande cima, ma sicuramente molto bravo a Subbuteo, che difficilmente sono stato in grado di battere. Gigi, Massimo e Mirko assistono all’incontro. Il momento è decisivo, posso fare questo tiro e segnare un goal, occasione che mi permetterà di fare rimangiare a Simone tutte le prese di giro che era solito rivolgere ai suoi avversari quando vinceva un incontro.

A – Babbo sono pronto!-

Queste parole sono pronunciate da mio figlio, ma io vedo Simone e sparo una fucilata verso la porta, cercando di imprimere al giocatore un tocco speciale che permette alla palla di ottenere un tiro ad effetto. Purtroppo i tappi sono piatti e non basculanti come le miniature del Subbuteo e la palla reagisce a modo suo, ma comunque va verso la porta ed entra senza problemi in rete decretando un goal valido.

F – GOAL! UNO A ZERO PER ME.- Come un deficiente alzo le braccia al cielo e saltello impazzito per la cucina, neanche avessi segnato veramente una rete in una finale di mondiali.

Mia moglie mi guarda allibita e scuote la testa. In un attimo torno al 2013, mi giro verso Alessandro che ha la faccia imbronciata e delusa.

A – Non vale. TE BARI!-

“Te Bari” diventerà il tormentone di ogni mia azione fatta bene. Alessandro la pronuncerà ad ogni partita e ogni volta che tocco palla.

A questo punto mi sento un idiota. Sto cercando di insegnare a mio figlio a giocare al Subbuteo e come segno un goal mi scateno come un esaltato. Poi, in una frazione di secondo penso che Ale deve pure imparare a perdere, e questa potrebbbe essere una buona occasione. Se non altro mi sono trovato una buona scusa per non sentirmi troppo in colpa.

A – Te sei troppo forte! E io non so giocare. TE BARI!-

F – È la tua prima partita. Devi imparare, vedrai che se continui a giocare migliorerai. Adesso dobbiamo mettere la palla a centrocampo e posizionare i tappi come quando abbiamo iniziato a giocare. Sei tu che hai il gioco in mano.-

Mentre posizioniamo i giocatori squilla la suoneria del mio cellulare.

F – Fine del primo tempo! Bisogna cambiare campo.-

A – No! non voglio. Giochiamo!-

F – Sono le regole. Alla fine del primo tempo si cambia campo e si gioca per altri 15 minuti.-

A – Ma io voglio vincere!-

F – Impegnati e ci riuscirai…-

Così dicendo sposto tutti i tappi per effettuare il cambio di campo, poi imposto nuovamente il timer sul cellulre e do il via al secondo tempo.

Ale è più concentrato, ma al tempo stesso nervoso. È determinato a segnare un goal, ma ci mette troppo impegno e ogni volta che lancia un giocatore usa troppa forza e immancabilmente sbaglia.

Mi prometto di “sbagliare” in modo da consentirgli di pareggiare. In fin dei conti sono un padre e devo fare divertire mio figlio. Mi dispiace vederlo così teso, inoltre rischio di farlo allontanare da questo gioco ancora prima che lo abbia imparato.

Tento di tutto: faccio falli, mando la palla in fallo laterale, in corner, la spedisco ai piedi dei suoi giocatori affinché possa tirare direttamente in porta da posizione privilegiata, arrivo persino a concedergli un rigore, ma Ale è troppo nervoso e sbaglia il tiro, mandando la palla fuori ogni volta.

Durante un suo passaggio all’indietro la palla finisce per colpire un mio giocatore e come nel primo tempo la situazione è “succulenta”. Rimango perplesso: segno un altro goal o sbaglio di proposito permettendo ad Ale di pareggiare?

Dubbio Amletico!

Poi guardo il timer e apprendo che manca poco più di un minuto alla fine della partita. C’è poco tempo perché mio figlio possa pareggiare e addirittura vincere, quindi, forte di questa giustificazione, faccio mettere Ale in posizione ed effettuo il tiro. Questa volta non immagino Simone, sono ben conscio di avere davanti Alessandro, mio figlio, quello che mi batte sempre a FIFA e mi deride… GIÀ ogni volta che mi fa un goal mi prende in giro. È ARRIVATO IL MOMENTO DELLA RIVINCITA!, penso fra me e me. Anche questa volta attendo il via di Ale e sparo una cannonata in porta. E segno il secondo goal.

F – Due a zero per me.-

A – TE BARI! Sei troppo forte io non gioco più.-

F – Ah sì! Ti sei arrabbiato? Io che dovrei dire le volte che perdo a FIFA e tu mi prendi in giro? Così impari! Te lo avevo detto che il Subbuteo è difficile. Bello, ma difficile e io sono forte…-

Improvvisamente mi salta in testa un’immagine di una pubblicita il cui slogan recita: “Ti piace vincere facile?” E come prima mi sento un cretino.

Alessando va verso mia moglie che assiste la scena seduta sul divano, vuole essere consolato per la sconfitta subita.

Mi avvicino a lui e gli spiego che il gioco non è facile e che richiede un pò di tempo prima di riuscire a giocarci bene, così come è avvenuto per FIFA.

Lo convinco a fare un’altra partita per poter imparare a giocare bene.

Inutile scrivere quale sarà il risultato. Vincerà Ale.

Mi prometto di non cogliere alcuna occasione d’oro e di arrivare a fare autogoal nel caso le cose si mettano male.

Invece Alessandro mi sorprende e in un momento di grande fortuna si trova ad avere la palla proprio ai piedi del suo attaccante preferito: Luis Fabiano. In realtà è un semplice tappo, rosso come tuti gli altri e senza particolari segni distintivi, ma ogni volta che Ale può tirare lo associa al suo giocatore preferito.Io non sono in porta e mio figlio non mi avvisa che tirerà. Intuisco quello che sta per fare, riesco a prendere in mano il portiere ma Ale tira con tutta la forza del suo piccolo dito indice e infila la palla in porta.

A – GOAL! BENE! Ti ci sta bene! Uno a zero per me. Mamma, MAMMA ho fatto goal a babbo. Sto vincendo e il goal è stato bellissimo. Ha segnato Luis Fabiano.-

Mia moglie si congratula con Ale premiandolo con un abbraccio e un bacio, poi mi domanda, incredula:

Lara – Io non ho visto, è stato davvero bravo?-

Il tono e lo sguardo ammiccante che mi lancia lasciano intendere una domanda diversa: “Ti sei fatto fare goal?”

F – È stato bravo. Ha costruito un’azione e al momento giusto ha tirato in porta. Non sono stato VERAMENTE in grado di parare la palla.-

Personalmente sono contento, anzi molto contento, che il goal sia stato fatto in modo corretto senza alcun intervento da parte mia. Non esulto in modo eclatante come prima, ho pur sempre una dignità di sportivo da difendere…, ma sono più soddisfatto poiché Ale si è impegnato e, anche se con un pizzico di fortuna, ha costruito un’azione che gli ha permesso di andare in vantaggio.

F – E bravo Ale. Hai fatto un goal. Lo vedi che se ti impegni riesce a giocare bene?-

A – E adesso te ne faccio un altro!-

F – No, no, no, adesso pareggio. Vedrai!-

A – No vincerò io!-

Ovviamente, considerato come sta andando la partita, lascio che passi il tempo senza effettuare tiri o strategie di attacco particolari, consentendo a mio figlio di gustarsi la vittoria.

Il secondo tempo finisce e Ale saltella per casa orgoglioso del suo risultato.

F – Ale cosa ne pensi, lo compriamo il subbuteo?-

A – No a me piace questo. Però sarebbe bello che sui tappini ci fossero i nomi dei giocatori.-

F – Mi hai dato un’idea. Cerco le foto delle miniature del Subbuteo, le riproduco su carta e le incollo dentro i tappini.-

Riponiamo ogni cosa e mentre mia moglie prepara cena, io, assieme ad Ale, cerco in internet le immagini dei giocatori del Subbuteo per costruire le nostre squadre preferite: Brasile e Italia.

È ufficialmente iniziata la nostra avventura nella costruzione del Subbuteo casalingo.

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