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Isabella Corda: “Si crea una speciale alchimia tra chi lega e chi è legato. Questo legame può stimolare a livello erotico”

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Chi è Isabella Corda, in arte DolcissimaBastarda? Performer, rope stylist, è una delle prime bondager italiane donna che ha abbracciato questa pratica, e l’unica in Italia ad averla caratterizzata e personalizzata dando un tocco tutto suo a quelle legature utilizzate negli ambienti fetish.

Chi è Isabella Corda, in arte DolcissimaBastarda?

Performer, rope stylist, è una delle prime bondager italiane donna che ha abbracciato questa pratica, e l’unica in Italia ad averla caratterizzata e personalizzata dando un tocco tutto suo a quelle legature utilizzate negli ambienti fetish.

Un’artista, che con le corde, intrecciandole e annodandole direttamente sui corpi, crea delle opere d’arte, o trasforma le sue modelle legandole e stringendole fino a dar loro le sembianze di strumenti musicali.

Conosciamola più profondamente attraverso questa intervista.

Le fotografie sono state scattate durante la sua performance di AcCordaMenti atto III nei locali di The Hub a Roma, con la modella Sara Ben Ismail.

Perché leghi le persone?

Ho cominciato per gioco: ho conosciuto le corde frequentando l’ambiente Fetish/BDSM (Bondage Disciplina Sadismo e Masochismo) nel 2005, più che altro per curiosità e per quel pizzico  di trasgressione che nella vita non guasta mai. Mi sono appassionata alle dinamiche di dominazione e costrizione fino  a scoprire il bondage con le corde, in quegli anni ancora poco noto in Italia.

E’ un gioco fisico e mentale, è difficile da descrivere a parole l’unione speciale che si viene a creare tra me e la persona che si lascia rapire dalle mie corde.

C’è una filosofia dietro?

Tutto nasce dal Giappone con lo shibari o kinbaku, l’arte di legare, utilizzata in principio per immobilizzare i prigionieri e poi come pratica erotica e artistica. In Italia è stata introdotta come pratica BDSM, con tutti i pregiudizi del caso.

Per quanto mi riguarda, durante questi anni, sono andata sviluppando un mio rapporto particolare con le corde e le tecniche di legatura. Ho iniziato a vedere i corpi legati in modo più personale: l’ho trasformati in oggetti, in tele da dipingere con le mie corde, ne ho fatto opere d’arte viventi.

Tu ti fai legare?

Ho voluto provare, in qualche occasione, per capire che sensazione può dare stare dall’altro capo della corda…

Preferisco legare.

Fa male?

No, non fa male. Può giusto lasciare qualche segno se si ha la pelle sensibile. E questi segni hanno anch’essi una loro estetica.

Cosa c’entra farsi legare con il sesso?

Si crea una speciale alchimia tra chi lega e chi è legato. Questo legame, può stimolare a livello erotico e sessuale, ma anche estetico, simbolico o sensoriale.

Ci vuole tanto ad imparare?

Ci vuole costanza, passione, amore, attrazione e tanto allenamento.

Ci sono dei corsi?

Quando ho cominciato io era difficile trovare dei corsi. Adesso, invece, che l’argomento sembra essere stato sdoganato anche in Italia, ci sono diverse opportunità.

Ogni tanto tengo anch’io dei workshop introduttivi al bondage, dove parlo innanzitutto di sicurezza e poi si fa pratica sui primi nodi, già sufficienti per stuzzicare e stimolare la propria fantasia.

Può essere rischioso farsi legare?

Se non si è a conoscenza delle regole base sulla sicurezza, capacità, limiti che regolano il gioco, allora può essere molto pericoloso. Diciamo che non ci si può improvvisare.

Che differenza c’è tra legare un uomo o una donna?

Non trovo differenze, mi piace legare entrambi. Però mi capita più spesso che siano delle donne a cercarmi per provare quest’esperienza. Forse sono più curiose degli uomini, o meno timide?

La forza che si applica è sempre la stessa? Ci vuole più forza per legare un uomo?

Per legare un uomo ci vuole solo più corda 🙂

Tu chi leghi di solito?

Amiche e modelle, complici e muse durante le mie performance e set fotografici.

Mi capita anche di legare persone appena conosciute, ma solo se scatta una certa empatia.

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