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Una domenica di maggio, in una città morta. L’Aquila

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Passeggiando tra le strade deserte, qualche goccia di pioggia bagnava il mio viso. O erano lacrime?

Passeggiando tra le strade deserte, qualche goccia di pioggia bagnava il mio viso. O erano lacrime?

© Laura Sabatino

Carpe Diem

Lacrime di dolore e di rabbia, intuendo la tragedia che si nasconde a ridosso della porta ancora aperta di una pizzeria piena di macerie,

o dietro un cartello di divieto che ne impedisce l’entrata. Chiudendo gli occhi vedo ancora i giovani del posto che bevono e scherzano di sera …

© Laura Sabatino
© Laura Sabatino

Lavori in corso

Un cartellone disegnato dai bambini, con la speranza di riavere la loro scuola, e ancora macerie, e tanto silenzio intorno.

Il vuoto. Tutto è rimasto congelato, come in una fiaba triste.

© Laura Sabatino
© Laura Sabatino
© Laura Sabatino

Una trattoria è aperta, e all’interno è piena di gente, si mangia bene e mentre sono lì,

a parte una strana trave di ferro che percorre tutto il soffitto del locale, tutto sembra normale.

© Laura Sabatino

Un sogno, una speranza.

Che la mia prossima passeggiata in questa bellissima città, sia bagnata da lacrime di gioia.

© Laura Sabatino

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