Dovrei non ricordare il povero Signor Grey

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– Mi ricordo di lei, noi ci siamo già conosciuti. – Signorina credo si sbagli, deve confondermi con qualcun altro. – No no, sono sicura fosse proprio lei.

 

– Mi ricordo di lei, noi ci siamo già conosciuti.

– Signorina credo si sbagli, deve confondermi con qualcun altro.

– No no, sono sicura fosse proprio lei.

– Signorina le ho detto che sta sbagliando.

Il Signor Grey, così si è presentato, prende sua moglie sotto braccio e si allontana con aria piuttosto stizzita. Non mi spiego per quale motivo sia così infastidito dal fatto che lo abbia riconosciuto.

Eppure sono sicura di aver incontrato quell’uomo da qualche parte. Ma dove?

Mi ricordo che era una giornata calda e soleggiata. Lo ricordo perché teneva gli occhi socchiusi mentre parlava. Aveva il sole contro e proprio non riusciva a mantenerli aperti. Non era affatto vestito in modo elegante e formale come oggi. Indossava invece una polo bianca, con dei bermuda al ginocchio e dei mocassini di tela. Ecco dove l’ho incontrato!

 

La scorsa estate sono stata invitata dalla mia amica Lucy a pranzare in quel nuovo albergo in centro. Mentre aspettavamo che il nostro tavolo fosse pronto, ci sedemmo al bar accanto alla piscina a sorseggiare un aperitivo ghiacciato, meravigliosamente rinfrescante in quella giornata così torrida. Jack, il marito di Lucy, riconobbe un amico di vecchia data.

 

Il Signor Grey appunto.

 

Anche lui stava aspettando il tavolo al ristorante, spiegò poi. Sembrava essere in ottima compagnia: una donna giovane e bella, così aggraziata che i suoi movimenti sembravano piuttosto i battiti di ali di una farfalla. La moglie del Signor Grey, invece, non è né giovane né bella. Si presenta come una donna sgraziata e poco curata, di quelle che hanno dimenticato di essere donne il giorno seguente il matrimonio. Come non perdonare il povero Signor Grey!

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