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Attenta quando attraversi

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Il ragazzo e la ragazza arrivano da Via dei Pettinari, quarantacinque anni in due. Diana e la figlia piccola arrivavano da Ponte Sisto, quarantacinque anni in due. Verde per le macchine, rosso per i pedoni.

Il ragazzo e la ragazza arrivano da Via dei Pettinari, quarantacinque anni in due.

Diana e la figlia piccola arrivavano da Ponte Sisto, quarantacinque anni in due.

Verde per le macchine, rosso per i pedoni.

Il ragazzo beve l’ultimo sorso di Peroni dalla bottiglia più calda delle sue mani e guarda lei. La ragazza si schiarisce la gola due volte ma non ci riesce. Butta la sigaretta che le brucia il polpastrello e guarda il carrello come fosse casa loro.

Diana parla al telefono con il dottor M. Furoni, ginecologo, e guarda i ragazzi dall’altro lato della strada. La figlia mastica la pizza e guarda i ragazzi dall’altro lato della strada.

 

VIA DEI PETTINARI. Verde per le macchine, rosso per i pedoni.

“Non scopiamo da tre mesi.”

“Non dormiamo al caldo da due mesi.”

Il ragazzo mette la mano sui pantaloni gelati di lei, dalla coscia arriva sotto alla giacca a vento e si ferma sul culo ossuto. Lei si copre le mani screpolate con la coperta che esce dal carrello. Si libera della mano collosa di birra e lo manda a fanculo. Lui non la prende troppo male.

“Non capisco che ci stiamo a fare insieme se non scopiamo da tre mesi.”

“Io giro con te per non girare da sola. Mi fai compagnia meglio di un cane. Tu rispondi almeno.”

Il ragazzo le rimette la mano sul culo. Lei lo lascia fare. Vede Diana dall’altro lato della strada, vestita bene sui tacchi, e si eccita.

 

PONTE SISTO. Verde per le macchine, rosso per i pedoni.

“Mamma, non voglio andare a scuola.”

Diana copre il microfono del telefono. “Oggi invece devi andarci amore mio, sono due settimane che non ci vai, la maestra ha chiamato a casa. Oggi ti senti meglio e ci vai. Guarda che bella giornata.” Era davvero una bella giornata.

“Sì, alle undici va bene. Alle undici sarò da lei Dottore. Grazie e scusi il disturbo. A dopo.”

La figlia di Diana le prende la mano e la guarda, con gli occhi cerca di tenere strette le lacrime.

“Mamma, ti prego, oggi non voglio andare a scuola.”

Diana non transige. Guarda i ragazzi dall’altro lato della strada. Sono sporchi e belli. Pensano l’uno all’altro. Vorrebbe essere dall’altro lato della strada, senza tacchi, a piedi scalzi, come la ragazza.

 

VIA DEI PETTINARI. Arancione per le macchine, rosso per i pedoni.

“Quella donna ci guarda.”

“Quale?” Lui passa la mano dal culo alla nuca rasata e ossuta.

“Quella con la ragazzina. Le facciamo schifo a quella cagna.”

“Lascia perdere. Quella non ci ha neanche visto. Dove andiamo da qui?”

“Andiamo in una piazza al sole. Ho freddo.”

“Scopiamo?” le carezza la nuca.

“Falla finita. Ho freddo e non so se ci voglio più scopare con te. Andiamo a bere.”

Il ragazzo tira fuori dal carrello l’intera coperta e la copre bene, friziona le mani sulla lana all’altezza delle spalle.

Lei chiude gli occhi. Si sente meglio e gli dice di non smettere. Lui continua.

Il sole lontano sta per essere coperto da una grossa nuvola candida.

 

PONTE SISTO. Arancione per le macchine, rosso per i pedoni.

Diana guarda il ragazzo dall’altro lato della strada prendere la coperta. Gioca con la coda della figlia.

“Dai mamma vengo con te. Non voglio andare a scuola oggi. Domani si. Sento ancora un po’ freddo.”

“Perché hai la giacca aperta tesoro mio.” Diana si inginocchia e tira su la zip della giacca della figlia. Arrivata in cima le da un bacio in fronte. Sorridono. La figlia vuole un altro bacio. Diana vuole dargliene altri cento.

Il sole lontano sta per essere coperto da una grossa nuvola candida.

 

Rosso per le macchine verde per i pedoni.

Il ragazzo e la ragazza partono. Lui la aiuta a spingere il carrello giù dal marciapiede. Sta attento ad evitare le caviglie di quelli intorno a loro. Lei guarda Diana e la figlia.

Diana prende la figlia per mano e scendono lo scalino del marciapiede. Sta a attenta a camminare solo sulle strisce bianche.

Diana si blocca davanti al carrello, si sposta, si trova di fronte la ragazza che in un secondo scosta coperta e giacca a vento, abbassa la maglietta logora e tira fuori un seno viola ruvido e la lingua nera, le labbra le si ritirano dal sorriso.

 

PONTE SISTO.

La ragazza posa la mano su quella del ragazzo, sul manico del carrello. Lui alza la testa e non si preoccupa più delle caviglie della gente. Si fermano sul ponte.

“Andiamo a scopare al caldo.”

Lui si eccita e ferma il carrello. Si baciano sotto al lampione spento col sole coperto dalla nuvola candida. Lingue di birra e sigaretta. Lei pensa a Diana.

 

VIA DEI PETTINARI.

Diana stringe con violenza la mano della figlia che stride dal dolore. Entrano nel bar all’angolo.

Diana va in bagno, lascia la mano della figlia, prende quattro fogli di carta e li mette nelle mutandine. Li toglie e li butta nel cesso. Cadono veloci e pesanti. Escono dal bar. Diana si sente ancora eccitata. Bagnata.

“Oggi non vai a scuola. Vieni con me.”

La figlia è euforica. Bacia la madre sulla mano col sole coperto dalla nuvola candida. Labbra Salate e unte.

Diana pensa alla ragazza.

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