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Storia di un Uovo che voleva passare la Pasqua a Istanbul

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Mi presento: sono un uovo di cioccolato fondente e abito a Roma Lo so che la Pasqua è appena passata ma voglio raccontarvi la mia storia.

Mi presento: sono un uovo di cioccolato fondente e abito a Roma

Lo so che la Pasqua è appena passata ma voglio raccontarvi la mia storia.

 Che c’è di strano in un uovo di Pasqua a Pasqua? (scusate il bisticcio di parole). In effetti non c’è niente di strano. A Pasqua un uovo è “come il cacio sui maccheroni” ma io, in questo periodo, avevo paura di vedermela brutta in Italia e allora ho deciso di buttarmi… di emigrare in un paese in cui pochi sanno cosa sia un uovo di Pasqua: Istanbul.

E così una mattina mi sono svegliato presto, molto presto, e sono andato all’aeroporto di Fiumicino. Lì, a dire il vero, mi guardavano tutti in modo un po’ strano…

Ho viaggiato per due ore e mezza …

Sono arrivato all’aeroporto di Istanbul abbastanza in forma … c’è stato un momento in cui ho temuto di  arrivare “fuso”, ma tutto è andato bene anche se le persone continuavano a guardarmi un po’ di traverso…

Guardate come ero in forma… neanche una piega…

Non vi sto a raccontare la mia trasferta in hotel né tutte le peripezie per prendere una stanza… Mi sono rinfrescato un po’ e ho deciso di farmi un giro per la città… Qui sono nel giardino della Moschea blu

E qui all’interno della Moschea Blu… e anche all’interno di una borsa in cui mi sono rifugiato… Ho temuto più volte di essere calpestato… ok erano tutti scalzi ma avrei sfidato chiunque a non aver paura con quella folla….

Così ho deciso di rilassarmi ammirando il Bosforo… mentre una bimba ammirava me: lì ho tremato, penso che stesse valutando se ero al latte o fondente. Che paura!

Meglio mimetizzarsi tra le aiuole del giardino di Palazzo Topkapi…

E passeggiare nel suo cortile fra le splendide costruzioni

La sera ho fatto una magnifica passeggiata nel quartiere Fatih… e non avrei mai pensato che, guardando il traffico dall’alto, avrei potuto esclamare “che caos quasi quasi me ne torno a Roma…” (e per chi conosce il traffico di Roma è tutto dire). Che stress…

Così il giorno dopo ho preferito passare una giornata all’insegna del relax… e sono andato a fumare il narghilè con l’essenza al sapore di lokum (dolce tipico)… e ho preso anche un caffè turco e in quel momento ho di nuovo sognato di essere a Roma (chi avesse assaggiato il caffè turco mi capirà).

E poi mi sono fatto degli amici

Anche se alla fine mi sono scocciato…

Ma poi quando ho incontrato Azize mi sono ricomposto e da lei ho trovato ospitalità… per il momento non torno in Italia… troppe tasse, governo traballante, problemi economici, disoccupazione. Sapete che vi dico:

PER ORA RESTO IN TURCHIA… BACI DALL’UOVO FONDENTE

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