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Alfieri Lorenzon: “Per noi il digitale non è solo l’ebook”

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L’editoria in Italia si trova oggi di fronte alla sfida del digitale, con e-book e applicazioni che contendono il mercato ai libri tradizionali. Eppure il panorama è ancora controverso.

L’editoria in Italia si trova oggi di fronte alla sfida del digitale, con e-book e applicazioni che contendono il mercato ai libri tradizionali. Eppure il panorama è ancora controverso.

Secondo dati elaborati dall’Università di Roma “Tor Vergata” nel 2011, confermati dall’Istat nel 2012, oltre metà della popolazione italiana (il 54% per Istat) non si è connessa a internet. Il rapporto ISTAT 2012 evidenzia inoltre che le famiglie che dispongono di un accesso a internet sono il 55,5% ma se l’età delle persone censite raggiunge i 65 anni, la percentuale scende all’11,8%. Resta, comunque, un 20% di popolazione esclusa dai contenuti digitali per ragioni che vanno dall’età, la non conoscenza della lingua inglese, l’indisponibilità di un supporto informatico e, quindi, l’incapacità a muoversi in rete.

In Italia, allora, abbiamo un gap da recuperare che, se lasciato tale, potrebbe tagliate fuori dalla società alcune fasce di popolazione e che non può essere colmato senza sviluppare sinergie fra istituzioni e cittadini. Bisogna stabilire anche quali forme di utilizzo telematico si vogliono incrementare, visto che la maggior parte degli utenti della rete si limita alla comunicazione, utilizzando posta elettronica, social network e smartphone.

Le sue potenzialità, invece, si ampliano se dalla comunicazione si passa ai contenuti culturali.

Oggi sono disponibili in rete circa 40.000 e-book in lingua italiana ad un costo che, nel caso dei classici, è un decimo di quello dei libri tradizionali, mentre sale se parliamo di novità editoriali, con una sola differenza: l’IVA applicata al commercio elettronico è pari al 21% mentre sui libri di carta è ridotta al 4%.

Superata l’iniziale schermaglia fra quotidiano/libro di carta e supporto digitale, quello che oggi più interessa è favorire e incrementare la propensione alla lettura a prescindere dallo strumento con il quale avvenga, perché solo la capacità critica rende veramente liberi.

I due settori, quindi, potranno convivere lasciando agli utenti la scelta, che, nel tempo, diverrà sempre più ampia e concorrenziale.

Il mercato che pure presenta grandi colossi difficilmente contrastabili offre a un importante numero di piccole case editrici qualche opportunità in più che deriva dalla vendita diretta al pubblico. Secondo l’AIE (Associazione Italiana Editori) “gli italiani leggono ancora troppo poco, anche se il dato 2012 è in crescita (legge il 46% della popolazione con più di sei anni) anche a fronte di una più ampia offerta di titoli. Tendenza, questa, si legge in una nota, che dopo decenni in cui il mercato del libro aveva mostrato un andamento anticiclico, si allinea al negativo contesto generale dei consumi. Nel 2012 hanno retto meglio la crisi i piccoli editori e la narrativa per ragazzi anche se tutto il comparto ha perso circa 82 milioni di euro di vendite”.

Ne parliamo con Alfieri Lorenzon, direttore generale di AIE: “L’editoria è oggi davanti a un grande sfida, già colta. Mi riferisco al digitale, che per noi non è solo l’ebook. Oggi il 37% delle novità italiane sono pubblicate anche in versione ebook. Ma digitale sono anche le app, i prodotti educativi interattivi e multimediali, le banche dati professionali, le riviste e monografie scientifiche online, i molteplici servizi associati. E sono soprattutto i cambiamenti strutturali che gli editori stanno realizzando sui propri cataloghi, sui processi interni, sulle attrezzatture, sulla formazione e riqualificazione del personale e per ogni altro investimento funzionale al processo di transizione digitale. Questa è la prima sfida per il futuro, che vede l’editoria protagonista”.

E la seconda?

“La seconda, che in realtà è in assoluto la nostra priorità, è ampliare i lettori. Che siano amanti dei libri di carta o digitali, delle app interattive se penso all’editoria per i più piccoli o dei contenuti professionali in rete su piattaforme degli editori poco importa. Il nostro scopo è arrivare a più persone possibili, perché solo attraverso il libro e la lettura può crescere il Paese”.

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