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Cosa danno in TV stasera? In Cina le esecuzioni in diretta TV vanno forte

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La TV cinese ha preso il reality sul serio. È di qualche giorno fa la notizia che l’esecuzione in diretta di quattro criminali, rei di aver ucciso 13 marinai...

La TV cinese ha preso il reality sul serio. È di qualche giorno fa la notizia che l’esecuzione in diretta di quattro criminali, rei di aver ucciso 13 marinai cinesi mentre navigavano sul fiume Mekong, campeggiava spavaldamente nei palinsesti della TV di Stato CCTV.

La strage, che ha indignato i cittadini cinesi, è avvenuta nel 2011 per mano di quattro criminali che trafficavano droga, il birmano Naw Kham e i suoi tre complici, Hsang Kham, Yi Lai e Zha. Scortati verso il patibolo da quattro guardie armate, i criminali sono stati accompagnati fuori dalla prigione. Ad attenderli, schiere di fotografi e cameramen. Durante la diretta TV, le immagini dei criminali, con le mani legate dietro la schiena, sono state accompagnate da un documentario teso a delineare il profilo di ciascuno di loro. Di concerto con la diretta, durata due ore, la rivista “China News Week” ha lanciato un sondaggio sul social network Weibo per misurare il gradimento della trovata TV fra gli spettatori. Alla fine qualcosa è andato storto, pare. L’entusiasmo dei cittadini verso l’iniziativa si è pian piano spento, sino a portare la TV CCTV alla decisione di interrompere la diretta prima che l’esecuzione avesse luogo. Le ultime immagini ritraevano i prigionieri mentre venivano caricati su quattro veicoli, destinati al luogo del patibolo.

La Cina, d’altronde, non è nuova a questo tipo di programmi. Il 18 novembre 2006 la rete “Henan Legal Channel” ha mandato in onda il programma “Interviews Before Execution”, trasmesso nella provincia dell’Henan, un successone che, ogni sabato sera, ha visto incollati davanti alla TV ben 40 milioni di telespettatori. Il programma, che ha chiuso i battenti nel 2012, riproponeva gli ultimi istanti di vita di condannati a morte prima del patibolo e che, al microfono dell’abile conduttrice Ding Yu, nota agli aficionados come “La Bella con le bestie”, snocciolavano dettagli sulla loro vita. È opinione comune nel Paese di Mezzo, in testa alla classifica in materia di esecuzioni capitali, che simili programmi abbiano un intento educativo poiché scoraggiano il crimine.

Sulla scia del successo riscosso dal programma, nel 2012 la BBC e PBS International hanno realizzato un documentario, “Dead Man Talking”, che svelava i retroscena di “Interviews Before Execution”. Si sospetta che, dopo il clamore internazionale suscitato dal documentario, CCTV abbia deciso di cancellare dai suoi palinsesti il macabro reality.

Secondo Nessuno tocchi Caino, in Paesi come la Cina, la Corea del Nord e il Vietnam aleggia un alone di mistero intorno al numero reale di esecuzioni capitali e i dati forniti sono pure stime frutto dell’instancabile lavoro di avvocati e ricercatori. La pena di morte in Cina ha subito negli ultimi anni una flessione negativa rispetto al passato. Se il trend continua, la TV cinese sarà costretta a mettere in soffitta questo genere di reality dal gusto discutibile. Ma di strada da fare ce n’è ancora.

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