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Sproing

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È una strana stagione, questa, in campagna. Sembra quasi di sentirla, l’esitazione delle piante… – Che facciamo? Spuntiamo? – …O meglio di no!? Aspettiamo ancora un po’!

È una strana stagione, questa, in campagna.

Sembra quasi di sentirla, l’esitazione delle piante…

– Che facciamo? Spuntiamo?

– …O meglio di no!? Aspettiamo ancora un po’!

Il tempo è ancora instabile, e se si prendono una gelata con le gemme di fuori o i germogli scoperti, è un bel guaio!

Perché una volta messa la testa all’esterno, non la si può ritrarre; si prende quello che viene!

Lo abbiamo pensato altre volte… che le piante, a differenza di altri viventi, non possono scappare per evitare un pericolo.

I bucaneve (Galanthus nivalis – Fam. Amarillydaceae) sono tra le prime piante a fiorire. Il nome della classificazione di Linneo deriva da “gala” , latte e “anthos” , fiore: la loro comparsa è accompagnata da fantasiose leggende

Impellente la spinta a venir fuori, anche in questi giorni di freddo intenso, nel pieno dell’inverno. Anche ora, quando la primavera è ancora solo una speranza sul calendario, un modesto innalzamento della temperatura convince qualcuna delle più temerarie a dare un’occhiata al mondo ‘di sopra’.

Non che ‘di sotto’ non abbiano degli efficienti mezzi di comunicazione… Sentono il caldo e il freddo, a volte piove, a volte no; poi ci sono i postini del profondo… le talpe, ma quelle lavorano solo nella buona stagione; mentre i lombrichi si danno sempre un gran da fare, su e giù… tanto che i contadni dalle mie parti affermano di poter prevedere il freddo che farà, dalla maggiore o minore profondità a cui trovano i lombrichi, scavando la terra.

Gemme emergenti di narcisi (Narcissus spp. – Fam. Amaryllidaceae)

Comunque… Bastano due o tre giorni di tempertura più mite che l’aspetto del tuo orto-giardino cambia sensibilmente… Passi, getti un’occhiata distratta e… Sproing! Un germoglio che ieri non c’era, eccolo là, fuori dalla terra, alla scoperta del vasto mondo.

E da quel momento cominci a sentirli venir fuori da tutte le parti: Sproing… Sproing… Sproing…

Non che facciano proprio questo rumore, ma l’onomatopeia mi è rimasta infissa nella mente dai tempi delle ‘strisce’ di B.C.: anni ’60 e dintorni.

B.C. (Before Christ) – In Italia B.C. e compagni sono stati introdotti negli anni ’60 dalla rivista di fs Urania, curata a lungo da Fruttero & Lucentini; in appendice ai romanzi e poi anche come volume autonomo.

Queste ‘strisce’ introdussero neologismi poi entrati nella memoria di una generazione, come ZOT (il fulmine, la catastrofe, o la lingua del formichiere! E appunto… SPROING

 

Ad andarle a riprendere in mano – succede con i fumetti dell’infanzia/adolescenza – si fanno scoperte interessanti; a volte ci si trovano le radici di certi comportamenti, o espressioni della vita successiva, della cui provenienza si era persa la memoria; ma alcune tracce, come fiumi carsici, prima o poi riemergono…

 

Solo che ora c’è maggior curiosità  e si va a cercare se, come per Gasp! Gulp! o Smack!, non si sia un verbo ‘to sproing’ da cui è stata presa l’idea.
E qui prima sorpresa, perché un buon vocabolario, come il Ragazzini Zanichelli 2003 proprio non lo riporta; ma  su Internet  e da due chiacchiere con amici di madre lingua americana, la parola risulta… Eccome!

Infatti di significati, nella lingua parlata, ce n’è più di uno, tra cui: “An exclamation between men, used to express sexual interest in a third party. (i.e. the “sound” of a sudden erection)” – [Un’esclamazione in uso tra uomini per esprimere un interesse sessuale verso una terza persona (cioè il ‘rumore’ di un’improvvisa erezione)].

E quindi doppiamente geniale l’operazione dell’autore di B.C.!

Boccioli primaverili. Dall’alto: di iris (Fam. Iridaceae); di geranio (Pelargomium spp. – Fam. Geraniaceae ); di epatica, Hepatica nobilis (Fam. Ranuncolaceae). Foto da Flickr

L’iris (e tutte le Iridaceae) – si trova specificato sulle enciclopedie e sui motori di ricerca – sono delle “mono-cotiledoni”; le altre due sono “di-cotiledoni”.
Ma cosa mai significherà?

 

Se dalle parole e dai sounds of silence torniamo alle piante, scopriamo che il modo in cui le prime foglioline fuoriescono dal terreno, caratterizza una delle grandi suddivisione del mondo vegetale: quella tra piante mono-cotiledoni e quelle di-cotiledoni

Le prime (65.000 specie) possiedono una sola fogliolina embrionale (un solo cotiledone); le di-cotiletoni (170.000 specie) ne hanno due.

Si ritrovano tra le mono-cotiledoni, le graminacee, il riso, le orchidee, i gigli, le palme,

Tra le di-cotiledoni: il girasole, le rose, la soia, l’acero.

Mono- e di-cotiledoni. Caratteristiche a confronto [tratto da: “La Scienza della Vita” – Franco Lucisano Editore; 2010]
Più precisamente: la più grande famiglia di mono-cotiledoni è quella delle Orchidacee (orchidee); la seconda, per numero di specie, quella delle Graminacee; tra le monocotiledoni anche le palme (Fam. Arecaceae). Le monocotiledoni sono tutte piante erbacee (anche le palme, nonostante l’apparenza).

 

Tra le di-cotiledoni ci sono famiglie di piante comunissime, tra cui le Leguminose (fagiolo, pisello, fava, lenticchia), le Solanacee (patata, pomodoro, peperone, melanzana), le Cucurbitacee (zucca, zucchina, cetriolo, cocomero e melone), ma anche le Rosacee (rosa, melo, pero, pesco) e grandi alberi come le Fagacee (quercia, faggio, castagno).

 

Ma attenzione: solo le Angiosperme (cioè le piante i cui semi si formano all’interno di un ovario, che diventa il frutto) vengono divise in mono- e di-cotiledoni.
Le Gymnosperme (come i pini) possiedono numerose foglioline embrionarie.

La parola Gymnospermae deriva dal greco gymnós (nudo) e sperma (seme), e letteralmente significa “seme nudo”.
Infatti, a differenza delle Angiosperme, i semi delle Gimnosperme non si formano all’interno di un ovario, ma sono nudi.

Alcune delle caratteristiche enunciate sopra sono esemplificate nella germinazione ed emersione dal terreno di una tipica mono-cotiledone, il grano (Triticum aestivum), e (sotto) del fagiolo (Phaseolus vulgaris), di-cotiledone come tutte le Leguminose

L’emersione delle piccole piante o dei germogli era seguita con molta attenzione nelle campagne, almeno nei ricordi che ne ho io; ma si può capire che dalla sopravvivenza delle piante dipendesse il raccolto (di frumento, di frutta)…

“Sotto la neve, pane” – si leggeva nei ‘sussidiari’ delle elementari, nel ‘piccolo mondo antico’,  per intendere che il grano, seminato in autunno, era pronto a germogliare non appena dai campi fosse scomparsa la neve.

L’attenzione dei rudi contadini si vela di tenerezza (almeno nella ‘traduzione’ che ne fanno i cittadini) nella protezione dei germogli e delle plantule appena fanno ‘capolino’ dal terreno –“fanno capuzzella”, in alcune sfumature del dialetto meridionale – , e quindi si dispongono protezioni con paglia, ‘capannelle’  o coperture di varia foggia, per le piantine erbacee e alcune piante ‘delicate’, come gli agrumi…

Pure (sembra ci sia tenerezza) nella descrizione della vita vegetativa di alcune piante come la fase delle “orecchiette di topo”, espressione molto usata in agricoltura, per identificare il tempo di alcuni trattamenti sui fruttiferi.

Fase delle “orecchiette di topo” sul melo

L’attenzione dei coltivatori a proteggere gli apici vegetativi dal freddo  può raggiungere punte surreali, come la consuetudine di porre dei gusci d’uovo rovesciati sulle punte di Plumeria (o frangipani) – Fam. Apocynaceae, caratteristica pianta da fiore orientale, dal profumo indimenticabile – leggi su “O”: Piante e viaggi a colori. Sri-Lanka revisited 
del 15.03.09 – ben acclimatata anche in Sicilia: vista sul litorale di Mondello, la spiaggia di Palermo, dove c’era appunto questa usanza che ha fatto chiedere a più di un turista cose fosse quella strana “pianta delle uova”.

 

Segue – a finire – una breve sequenza di piante prese nel momento del loro primo germogliare, che può suscitare, nel botanico e in tutti i curiosi, l’attenzione ad una diversa categoria al bello.

Gemme di pioppo (Populus spp.- Fam. Salicaceae). Le Salicaceae sono una famiglia delle Angiosperme, dicotiledoni, che comprende, nella flora italiana, i generi Salix e Populus
Gemma e amenti maschili di Salix. Come per l’immagine di sopra: Fam. Salicaceae, dicotiledoni
Gemme di acero rosso, Fam. Aceraceae (Angiosperme, dicotiledoni)
Germogli di Ginkgo, Ginkgo biloba – Fam. Ginkgoaceae, delle Gymnospermae (vedi sopra, nel testo). Foto da Flickr
Boccioli e fiore di Edgeworthia chrysantha – Fam. Thymelaeaceae (Angiosperme, dicotiledoni)

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