Fashion Blogger: quando l’apparenza inganna

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In principio fu Scott Schuman, abile fotografo che nel 2005 trasformò la sua passione per la moda e per gli abbinamenti eccentrici in un successo mondiale.

In principio fu Scott Schuman, abile fotografo che nel 2005 trasformò la sua passione per la moda e per gli abbinamenti eccentrici in un successo mondiale. Il suo blog, The Sartorialist, è considerato oggi uno dei più influenti al mondo; il suo modo di fare blogging è stato poi imitato da numerosi altri portali di successo. Scott, infatti, si limita a fotografare i look che lo colpiscono di più; se prima il suo set era limitato a New York, oggi può contare su uno staff distribuito in tutti i centri più cool del pianeta: Londra, Madrid, Parigi, Stoccolma ma anche Milano e Firenze. In realtà Scott Schuman è un photo blogger; il suo sito personale è infatti privo di racconti e scarno di didascalie: lascia che siano le fotografie a parlare.

Le prime blogger ad influenzare lo stile di migliaia di ragazzine in tutto il mondo sono state Betty Autier (Le blog de Betty) e Rumy Neely; non possiamo poi dimenticare l’esempio di Tavi Gevinson che a soli quattordici anni si è ritrovata in prima fila alle sfilate della settimana della moda newyorchese, seduta al fianco di Anne Wintour, la temuta direttrice di Vogue USA; il segreto di questo successo lo deve proprio al suo blog, The Style Rookie, che ha spopolato in tutto il mondo, soprattutto per i look e i set scelti da questa giovane di talento.

 

La questione italiana è un caso a parte; come spesso accade, qui i blog sono nati con evidente ritardo rispetto agli Usa e agli altri paesi europei, ma questo non ha offuscato il successo di alcune blogger. La prima ad inaugurare questo trend è stata Chiara Ferragni, giovane milanese biondissima, che, stanca di pubblicare le sue foto su Flickr, ha deciso di aprirsi un blog nell’ottobre del 2009. Il risultato è The Blonde Salad, portale in cui la venticinquenne cremonese posta ogni giorno i suoi look, a cui aggiunge un racconto delle sue giornate. Il successo ottenuto le permette oggi non perdersi nemmeno una fashion week né qualsiasi altro evento organizzato dalle grandi firme della moda italiana e non.

Il potere delle fashion blogger sta nel fatto di riuscire ad influenzare ogni giorno le appassionate di moda ma anche coloro che si stanno avvicinando ora a questo fenomeno. È pur vero che i primi tempi era più semplice imitare i loro look, in quanto le suddette andavano a ricercare i capi anche da Zara, H&M e Mango; oggi tutto questo è diventato decisamente più complicato, a meno che non ci si possa permettere di vestire Prada o Moschino dalla testa ai piedi. In realtà questo le sta privando della loro identità originale, che era quella di avvicinare alla moda anche coloro che non potevano permettersi un armadio firmato; a parte rare eccezioni, questo spirito si sta perdendo in favore di una decisa inversione di rotta verso il lusso.

Ormai diventa difficile distinguere una blogger da una fashion editor o da una giornalista di Elle; ed è qui che si pone uno dei quesiti più interessanti: quanto giornalismo c’è in un blog? In realtà i contenuti non lasciano presagire niente di buono, eppure il fenomeno è in continua ascesa; sarà il giornalismo a doversi adattare questa volta?

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