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George Dryer è un ex-calciatore obbligato ad abbandonare precocemente il campo e la carriera, a causa di un infortunio.

George Dryer è un ex-calciatore obbligato ad abbandonare precocemente il campo e la carriera, a causa di un infortunio. Dopo un figlio e il fallimento del proprio matrimonio, George decide di mettersi alla prova e tenta la carriera di cronista sportivo.

Deciso a guadagnare nuovamente la fiducia e la stima del suo bambino, George accoglie la proposta di allenare la squadra di Lewis. Partita dopo partita George riacquista l’affetto del figlio, tentando di mettere a segno il gol più rilevante della sua vita: guadagnarsi il rispetto e l’amore della sua ex moglie.

Il regista romano Gabriele Muccino ritorna ad Hollywood, con una pellicola che lascia intravedere un cast stellare, ma non trova i piaceri e le soddisfazioni della critica, da quella americana a quella di casa nostra.

Dopo i due trionfi americani Sette anime e La ricerca della felicità, la prima considerazione che si ha è proprio l’assenza di pathos e passione rappresentate nelle pellicole precedenti.

Questa appare come una commedia dai toni leggeri, che narra lo svolgimento delle relazioni molto difficili del personaggio principale, interpretato da Gerard Butler, con la propria famiglia.

Moltissime donne facoltose (due in particolare sono impersonate da attrici del calibro di Uma Thurman e Catherine Zeta Jones) ruotano intorno al nostro protagonista, ma lui sarà capace di desistere ad una vita fatta solo di divertimento. Nonostante la mancanza di colpi di scena sensazionali, assistiamo ad un capovolgimento della situazione iniziale: un uomo sregolato che riesce a riottenere tutto ciò che aveva smarrito dopo l’infortunio.

Infine, non poteva venir meno un lieto fine annunciato, come se il racconto procedesse con facilità da solo, senza troppi ostacoli.

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