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L’Aquila Rugby: la fortuna non conta

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Nel rugby la fortuna non conta. Contano il fisico, il cuore, l’intelligenza e la voglia di lottare. Birretta, del boato e della terra che...

Nel rugby la fortuna non conta. Contano il fisico, il cuore, l’intelligenza e la voglia di lottare.

Birretta, del boato e della terra che sobbalza e ti sfugge sotto ai piedi, non sa nulla, il 6 aprile di quasi quattro anni fa non c’era ancora. Il micio rossiccio che vive nel campo di rugby di Paganica salta tranquillo in grembo agli sconosciuti, si acciambella sul visitatore di passaggio e cerca carezze e calore prima di partire per qualche nuova avventura. Birretta, gatto senza paura, è la mascotte di tutte le squadre di rugby abruzzesi che calcano l’erba del campo di Paganica, un mucchio di casette nuove a margine di quel che resta del centro storico devastato dal terremoto. Dall’altro lato della statale c’era Onna, minuscola frazione che al sisma ha pagato il dazio più alto: 41 morti, 1 ogni 8 abitanti. Delle case di un tempo non restano che macerie: l’80% degli edifici è crollato, inagibili tutti gli altri. Nuove e graziose villette monofamiliari affiancano la zona rossa ma è ovvio che è un altro paese.

Il panorama è inevitabilmente diverso, però il rugby da queste parti resta sempre lo stesso. Tutto l’Abruzzo, e in particolare il territorio aquilano, forse per lo spirito coriaceo dei suoi abitanti, vanta una grande tradizione nello sport con la palla ovale. L’Aquila Rugby, 5 volte Campione d’Italia, è una delle più importanti società a livello nazionale, oltre ad essere storicamente un bacino di giocatori Azzurri; tuttavia, pur essendo la punta di diamante, non è un fenomeno solitario perché altre società importanti come l’Avezzano Rugby, la Gran Sasso, il CUS L’Aquila e il Paganica Rugby insistono su questo territorio circondato da aspre montagne e flagellato dai terremoti.

Anche un film, «I Giganti dell’Aquila» di Enrico Maria Artale, racconta la determinazione a vincere la battaglia più dura dei ragazzi di qui, quella per ricominciare. Nonostante la perdita di un compagno, delle case, della forma fisica, i ragazzi dell’Aquila Rugby hanno deciso di proseguire il campionato 2008-2009, con la consapevolezza di poter rappresentare un simbolo per la popolazione colpita dal terremoto.

Come diceva qualcuno, non c’è molto da capire nel rugby: o hai la palla o devi fare di tutto per averla. Questo sport fatto di impegno, grinta e collaborazione, che è metafora della lotta per la sopravvivenza, ha un suo ruolo nella ricostruzione del tessuto sociale del territorio aquilano e tutto un mondo che gli gira attorno. Il campo di rugby di Paganica è così una nuova piazza, dove i giovani giocano, le ragazze si incontrano, le mamme allestiscono per il terzo tempo e i papà tifano e allenano. In mezzo a loro, a Paganica, via Onna, Birretta è di casa.

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