Due grandi gruppi festeggiano cinquant’anni di successi: i Beatles nei ricordi e i Rolling Stones tornano sul palco

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Per festeggiare cinquant’anni di onorata carriera i Rolling Stones tornano con una nuova raccolta antologica intitolata "Grrr!" con 48 brani storici e due inediti e con un nuovo tour

Per festeggiare cinquant’anni di onorata carriera i Rolling Stones tornano con una nuova raccolta antologica intitolata “Grrr!” con 48 brani storici e due inediti e con un nuovo tour che li ha visti impegnati alla O2 Arena di Londra, e che lì accoglierà al Prudential Center di Newark, vicino New York, il 13 ed il 15 Dicembre.
Mick Jagger, Keith Richards, Charlie Watts e Ronnie Wood non hanno fatto in tempo ad annunciare il loro ritorno che subito i fan si sono precipitati su internet o presso i rivenditori per assicurarsi un posto nell’evento.
D’altro canto non è il fattore tempo il record raggiunto dai Rolling Stones ma il costo: chi ha già preso i biglietti per assistere agli show infatti si è trovato a sborsare dai 130 euro ai più di 500 euro per i posti migliori.
Ma non è tutto: sembra infatti che ci siano alcuni fan che sono arrivati a spendere anche 1400 euro per assistere al concerto di Londra dall’Area Vip di fronte al palco.
Alla faccia della crisi!

Ma i cinquant’anni di carriera arrivano anche per un altro storico gruppo: i Beatles.
Oggi degli “scarafaggi” è rimasto ben poco. Sono le canzoni a ricordare e a risuonare come fossero ancora gli anni ’60, come se John Lennon avesse ancora in mano il microfono, come se George Harrison impugnasse ancora la sua chitarra.
A ricordare quel grande gruppo sono rimasti i loro successi e non solo: Ringo Starr, batterista, e Paul McCartney, bassista, hanno continuato le loro carriere da solisti ma senza mancare di ricordare il loro glorioso passato.
Proprio nelle ultime olimpiadi di Londra infatti, Paul McCartney ha partecipato alla cerimonia di apertura dei giochi cantando “Hey Jude”, uno dei più grandi successi dei Beatles.
Ai tempi, quando entrambi i gruppi si stavano affacciando nel mondo della musica, vennero spesso messi a confronto e forse, come il diavolo e l’acqua santa, il bene e il male, gli uni non sarebbero stati gli stessi senza gli altri.
E’ nell’immaginario collettivo pensare ai quattro baronetti di Liverpool come quelli dal volto limpido e agli Stones come quelli più aggressivi.
Insomma, come per anni nei bar ci si è chiesto “meglio Pelè o Maradona?”
Naturalmente come spesso accade la rivalità non era sentita dai protagonisti ma più che altro dai sostenitori di entrambe le parti e dalla stampa.
Nel corso di cinquant’anni se ne se sono rincorse di storie e di voci su queste due grandi band. La più famosa resta leggenda del presunta morte di Paul McCartney in seguito a un incidente stradale. Nel 1969 cominciò a circolare la voce che McCartney non era il vero McCartney ma un sosia. La bufala fu smentita ma ancora oggi si rincorrono indizi sulla veridicità del fatto. E’ sicuro però che in quello stesso anno, il 1969, i Beatles cantarono insieme nel loro ultimo live, a differenza dei loro colleghi che dopo tanti anni possono ancora festeggiare insieme.
Storie dunque di uomini e di musica che non hanno mai lasciato il posto d’onore.

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