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Happy Birthday Bond, James Bond

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Compie cinquant’anni la saga dell’agente segreto con licenza di uccidere più famoso del mondo.

Compie cinquant’anni la saga dell’agente segreto con licenza di uccidere più famoso del mondo.

Il 31 ottobre è uscito in Italia il ventitreesimo capitolo della serie più longeva della storia del cinema che in Gran Bretagna ha già spopolato al botteghino incassando trentaquattro milioni di dollari, piazzandosi al secondo posto dopo Harry Potter e i doni della morte. Skyfall arriva a quattro anni di distanza da Quantum of Solace, dopo le vicissitudini economiche della storica casa di produzione inglese, la Eon Production, che hanno ritardato l’inizio delle riprese del film iniziate il novembre scorso. James Bond festeggia con questo film un traguardo importante, il cinquantesimo anniversario dall’uscita del primo film del 1962 Licenza di uccidere interpretato da un indimenticabile Sean Connery, a cui sono seguiti nel tempo George Lazenby, Roger Moore, Timothy Dalton, Pierce Brosnan e in ultimo Daniel Craig.

Il tempo passa per tutti, anche per gli eroi, questo il messaggio che Daniel Craig e il regista Sam Mendes, già premio Oscar con American Beauty, sembrano voler trasmettere al grande pubblico. James Bond torna dopo aver fallito una missione ad Istanbul che mette in pericolo gli agenti sotto copertura della Nato e i servizi segreti. Le certezze vengono meno. L’eroe che nell’immaginario collettivo è ormai infallibile, circondato da sensuali Bond girl e martini non shakerato, svela in questo film una parte inedita: quella umana. Un personaggio che si declina in più sfumature, non più un cliché, ma un uomo reale, moderno, che vive i suoi conflitti e subisce il potere psicologico dell’ambiguo antagonista Rui da Silva, interpretato da Javier Bardem. L’innovazione di Skyfall sta proprio nell’aver unito passato e presente, vecchio e nuovo con rimandi agli episodi precedenti, ma nello stesso tempo con la ridefinizione di un personaggio che correva il rischio di saturare la fantasia dello spettatore.

La trama e il cast ci sono, oltre all’interpretazione di Bardem che appare poco, ma quando c’è fa sentire tutto il peso della sua presenza scenica, notevole anche quella Judi Dench nel ruolo di M., nome in codice attribuito da Ian Fleming a Barbara Mawdsleyche, la prima donna ad assumere la carica di direttore della sezione MI6. Speriamo che l’importante traguardo raggiunto sia ricompensato da un Oscar, almeno quest’anno, poiché nonostante le nove nomination i James Bond Movies non hanno ancora portato a casa una statuetta se non per gli effetti speciali e le colonne sonore, chissà se Adele con la sua tenebrosa theme song omonima del film, registrata agli Abbey Road Studios di Londra, non ne vinca una.

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