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– Voglio mettermi in regola, sono la Morte. Non gli aveva proprio parlato, più che altro aveva emesso un filo d’aria sottile che lo aveva raggiunto molto lentamente. E’ quasi ora di andare a casa. – Prego, mi può ripetere il suo nome ?

– Voglio mettermi in regola, sono la Morte.
Non gli aveva proprio parlato, più che altro aveva emesso un filo d’aria sottile che lo aveva raggiunto molto lentamente. E’ quasi ora di andare a casa.
– Prego, mi può ripetere il suo nome ?
La donna di rimando gli chiede:
– E’ questo l’ufficio dove tutti devono registrarsi ?
– Certo, è la nuova normativa. Ma non credo d’aver capito chi è lei. Mi dica il suo nome e potremo iniziare la compilazione. Sa è molto importante che il 6H venga riempito correttamente.
– Come ho già detto … – il flusso d’aria che lo avvolge è più potente e rapido – Sono la Morte e non ho un domicilio fisso. – Poi più piano:
– Sto dove serve stare.
Si sentiva preso in giro.
– Mi dica chi è e cosa vuole, che è tardi. Questo è un ufficio pubblico, ci vuole serietà.
Fissandolo negli occhi lei risponde:
– Non conosco nulla di più serio di me.
Comincia ad avere un po’ freddo, quegli occhi non gli piacciono, molto profondi, ma freddi. “Sarà una di quelle isteriche frigide”, pensa.
– Se vuole continuare a scherzare, se ne vada.
Lo dice con tutto lo sdegno possibile in un onorato funzionario. Il freddo aumenta leggermente, c’è troppo odore di chiuso là dentro, non se n’era accorto prima, ma ora si alza e spalanca la finestra. E’ tutto così normale, là fuori. Rabbrividisce e si risiede sulla poltrona regolabile da livello B2. Pensa che forse questa donna è veramente…
– … La Morte. – conclude lei, e fissandolo posa una mano sulla sua, e da questo contatto arriva una piccola scossa elettrica che percorre il suo sistema nervoso fino a fargli provare la sensazione di essere davanti a un formicaio immenso. Un ammasso che era brulicante ma ora è completamente immobile, come se avessero premuto il pause durante un documentario sulle termiti. Una massa fredda, ma scomposta, di corpi, uomini, animali, piante, insetti. Tutto quello che poteva morire era in quel fermo immagine.
Lei toglie la mano e lui torna nel suo ufficio. Un piccolo mare agitato da una gelida burrasca.
– Vede quanto ho da fare? Tutti gli istanti sono sempre uguali, mai lavorato tanto. Mi faccia compilare il questionario.
La tempesta si placa e lui la fissa. E’ immobile, ha paura, trema di freddo, le mani aggrappate alla tastiera. Ventotto anni di carriera e non ha mai allontanato un utente. Non comincerà adesso che è a un passo dalla promozione, morte o non morte.
– Faccia il suo lavoro, mi dia i moduli da riempire.
Un sibilo di vento umido sulla sua faccia. Riesce a dire un:
– Va bene – e mentre fruga meccanicamente nei cassetti per cercare quei fogli torna lentamente a essere un funzionario. In fondo è tutto in regola, deve registrare tutti, così recita espressamente la nuova legge 6H-2012.
– Cominciamo: nome e cognome – , gli occhi della donna come una fessura di luce, e di nuovo il termitaio, e i corpi, e il freddo, e come in quelle illusioni ottiche fatte sfogliando velocemente delle pagine, tutte le immagini si ripetono sempre uguali, fino all’immagine finale, vuota. E poi ripartono. Gli occhi si dischiudono e lui scrive: ‘La sottoscritta Morte’, le dita si incollano ai tasti, ‘Dichiara di essere nata
il ?’.
La stanza si fa buia, scompare la scrivania, il computer, il plico dei moduli, i raccoglitori. Tutto nero, il freddo è più intenso, e lei sempre lì. L’ufficio non è realmente scomparso, piuttosto non è ancora mai apparso. Un universo non ancora nato, ma dove lei è in attesa di agire, di fare il primo balzo. La luce gli ferisce gli occhi, fissa il monitor e cancella la casella ‘nata il’.
“Anche il dove è inutile”, pensa. Ha paura, ma ci sono ancora altre caselle da riempire prima della registrazione.
– Sesso femminile, direi. La sua residenza attuale?
Non finisce di pronunciare la domanda che le pareti dell’ufficio cominciano a screpolarsi, fratturarsi, sbrecciarsi, il computer si spegne dentro un monitor graffiato, un soffio d’aria gelida lo fa girare verso la finestra, che ha il vetro rotto, fuori gli alberi e le case sono ruderi spenti, non si vede nessuno, molta polvere nell’aria, perfino il sole è molto debole e sembra pulsare lentamente, ora più giallo, ora quasi grigio. Non vola nulla, non cammina, non striscia, non nuota, non respira più nulla, nemmeno la terra. Si gira di nuovo verso di lei, ed è tutto in ordine e lui scrive ‘Residenza: Ovunque’.
– Occupazione attuale ? -, e trema nel dirlo. Un dolore fortissimo e, nella lama di ghiaccio che ora gli attraversa la spalla, vede riflesso un uomo che cammina trascinando una gamba; il vestito è di un colore non definibile, una divisa, un elmetto in testa, ma più largo della testa, le mani sono ad artiglio, bloccate, inutili, fa ancora dei passi verso di lui, la bocca sembra volersi aprire, si apre, i denti sono enormi e spezzati, ma non ne esce nulla, nemmeno il fiato. Cade, e il ghiaccio si scioglie, e l’immagine scompare.
‘Occupazione: Uccidere’. Non sa se è legale, ma ne discuterà con l’addetto del Ministero. E’ sempre più provato, ma soddisfatto: il modulo 6H è quasi completo, la Morte comincia a fissarlo. Gli angoli dell’ufficio cominciano a deformarsi, alcune pareti si allungano, altre si restringono; sulle sue gambe lunghissime si avvolgono delle specie di alghe bianche, le mani si distendono inverosimilmente, la testa si piega verso sinistra, mentre attorno a lui turbinano decine, migliaia di moduli non ancora compilati, incompleti o sbagliati. I fogli che girano attorno a lui filtrano la luce come le pale di un ventilatore, con uno strano effetto ipnotico. Osserva gli anni della sua vita riassunti in quel vortice di fogli. Il respiro accelera, e poi rallenta improvvisamente, in gola gli sale un liquido giallo come se i suoi organi interni fossero già decomposti. Lotta per aprire la bocca e far uscire il liquido, il suo corpo è ormai avvolto in una coltre di alghe lattiginose, ma sussurra:
– Ferma… devi firmare in calce.
La Morte lo guarda a lungo, prima sorpresa, poi infastidita. Firma qualcosa d’incomprensibile e scompare. Lui fa un respiro profondo, la pratica è chiusa. Si guarda intorno, spera che nessuno abbia visto quello che è successo, altrimenti addio promozione. E’ stato spaventoso: è la prima volta in ventotto anni che ha dato del tu a un utente.

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