I miei flop preferiti di Hans Magnus Enzensbeger

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"Il successo" diceva Winston Churchill "è l’abilità di passare da un fallimento all’altro senza perdere l’entusiasmo". Secondo Hans Magnus Enzensbeger, scrittore e saggista tedesco, non bisogna temere i fallimenti

“Il successo” diceva Winston Churchill “è l’abilità di passare da un fallimento all’altro senza perdere l’entusiasmo”. Secondo Hans Magnus Enzensbeger, scrittore e saggista tedesco, non bisogna temere i fallimenti: sono loro a rimanere indelebili nella nostra memoria, ad insegnarci a riflettere, a cambiare la direzione delle nostre vite. Eppure quasi nessuno ha il coraggio di raccontarli: perché fallire è sempre un tabù. “I miei flop preferiti” (Einaudi) è la cronaca di tanti insuccessi, più o meno dolorosi, più o meno traumatici: ma niente nel mondo di Enzensberger sfiora il dolore del fallimento. Non ci sono lacrime, né tantomeno la paura dell’errore: l’insuccesso fa parte della vita, non è buono, né cattivo. Esiste, semplicemente. È un dato di fatto, che spesso racchiude un tesoro: alla base di un flop, infatti, c’è spesso un’ottima idea, un progetto che sembrava perfetto, un racconto che appariva brillante. Se sono stati bocciati la colpa non è detto che sia nostra: la logica del mercato è spietata e non impiega molto a condannare un libro, un film o uno spettacolo teatrale. Ma, ricordando le parole di Churchill, è inutile abbattersi troppo: bisogna guardare avanti e farsi venire un’altra idea. Sperare che sia un successo.

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