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Casa de las americas e dintorni

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Una navigazione in acque extraterritoriali ci porta fino a Cuba. A spingerci in viaggio è il rumore familiare di una serratura, lo scatto definitivo che si avverte nel chiudere per l’ultima volta la porta di casa.

Racconti di Cuba
di
Alessandra Riccio
Iacobelli Editore
pp.128

Una navigazione in acque extraterritoriali ci porta fino a Cuba. A spingerci in viaggio è il rumore familiare di una serratura, lo scatto definitivo che si avverte nel chiudere per l’ultima volta la porta di casa. L’appartamento in questione, al numero 464 di Calle 11 dell’Avana, è quello per più di trent’anni destinato ai corrispondenti dell’Unità all’Avana. E’ ad Alessandra Riccio, corrispondente dell’Unità dal 1989 al 1992, che tocca il compito di chiudere l’appartamento di Calle 11 quando la testata decide di sospendere la presenza a Cuba. L’impegno di Alessandra Riccio di informare sulla realtà cubana non si è certo esaurito con questa collaborazione e da giornalista, studiosa e docente di letteratura spagnola e ispanoamericana presso l’Università degli studi l’Orientale di Napoli, da condirettrice con Gianni Minà di Latinoamerica, ci ha condotto in esplorazione dello scenario cubano con un pregevole contributo di approfondimento giornalistico e saggistico, come l’intenso reportage dedicato all’intervento dei medici cubani presenti ad Haiti, prima e dopo il terremoto. Ma da parte di Alessandra non si tratta solo di una conoscenza teorica: ha registrato e condiviso sogni, utopie e fatiche della rivoluzione cubana fin dagli anni settanta e ha continuato a documentarne l’impegno per inventare un’alternativa, per sfidare l’ impossibile. Quanto costa una vita di sogni così impegnativi, di prezzi da pagare per avvicinarsi all’utopia? Ecco allora il generoso impulso di scrivere i ‘Racconti di Cuba’ che ci spalancano la porta di quella casa in Calle 11, ci conducono fin sul terrazzo coperto, nel bel mezzo del fermento di risate, confidenze, commenti e scambi di opinioni, affetti, scoperte, discussioni. Alessandra Riccio, attraverso i suoi Racconti di Cuba, ci fa approdare in un’isola che è viva e cambia, respira, soffre, gioca e si affatica come tutto quanto è davvero vivo. Diciotto racconti di esperienze personalissime, ritratti di percorsi individuali densi di decisioni scomode o opportunistiche, geniali, rinunciatarie, utopistiche, esperienze emblematiche di adesione profonda, di tensioni ideali o di contraddizioni che ci lasciano scorrere le dita sulle cicatrici e i tatuaggi che le scelte personali, intime, piccole, quotidiane scavano per sempre.
Ci presenta Natalia Martinez, Norka, modella di leggendaria bellezza, nata in un quartiere suburbano dell’Avana che, senza mai abbandonare il gusto per le cose belle, si lancia con il marito fotografo nella collaborazione con il governo rivoluzionario e attraversa la lotta all’ingiustizia e alla povertà. Norka si dedica al lavoro volontario e resterà a Cuba anche quando i figli si saranno trasferiti in Europa. Un altro racconto ci permette di conoscere la scelta orgogliosa e allegra di Paquita, un’anziana domestica che alla possibilità raggiungere il figlio a New York, preferisce la permanenza a Cuba in compagnia delle sue socievoli abitudini, degli appuntamenti per la ginnastica al parco e delle gite in compagnia degli amici coetanei o dei consigli del medico di famiglia che le controlla la pressione ogni mattina. Conosciamo intellettuali come Roberto Fernandez Retamar che fonda insieme a Haydée Santamaria la rivista la Casa De Las Americas, in Gy Malecon. Rivista prestigiosa come l’omonimo premio letterario che ha tenuto a battesimo i maggiori narratori dell’America Latina quando molti di essi erano censurati nei propri Paesi governati da regimi militari. Il premio si compone di giuria sudamericana che valuta opere letterarie, saggistiche e di testimonianza di altri cittadini del proprio continente. Casa de las Americas è un’istituzione che ha capovolto l’isolamento culturale nell’affermazione e nell’orgoglio delle identità sudamericane riuscendo a diffondere la colorata, visionaria, multietnica letteratura latinoamericana. L’iniziativa, rivendicando autonomia, ha permesso la decolonizzazione culturale e l’affermazione dell’identità latinoamericana e ha valorizzato talenti ormai indiscussi ben prima che raggiungessero fama mondiale. Iniziative come la rivista Casa de las Americas, incoraggiando lo scambio e il confronto tra le realtà culturali latino-americane, si afferma come catalizzatore del fermento culturale del subcontinente, e ne annoda le tante anime e tradizioni.

Uno dei racconti ci presenta una bambina angolana, di Luanda che cerca il grande padre e che a Cuba lo trova senza volersene mai più allontanare. Questa storia, insieme a quella di Claudia Grace, bambina della Namibia, evoca la guerra sostenuta da angolani e cubani contro il razzismo degli afrikaner del Sudafrica. Claudia Grace che viene dalla Namibia, non ha amici e non ha parenti perché la sua famiglia rifiuta la colonizzazione dei sudafricani. Solo lei, Claudia, sopravviverà allo sterminio e sarà ospite di Cuba, per studiare e vivere finché non tornerà a laurearsi in Zaire. Ritratti, esperienze, individualità e universi pieni di emozione e di luce, nella piena adesione alla lotta, o, al contrario, voci del dissenso, espressione delle contraddizioni: diciotto racconti che compongono un quadro corale e variopinto di Cuba, che appare sullo sfondo con il portamento di certi anziani mulatti che a vederli da lontano sembrano ancora dei ragazzi, con l’agile malizia e sorridente cordialità nate da una ancestrale capacità di resistenza a sofferenza e fatica, segreto della sua forte identità.

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