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Laura Perché scrivo? A 8 anni mi hanno regalato il primo diario e da allora non ho mai smesso di scrivere le cose belle per cercare di ricordarmele...

Laura

Perché scrivo? A 8 anni mi hanno regalato il primo diario e da allora non ho mai smesso di scrivere le cose belle per cercare di ricordarmele, le cose brutte per tentare di capirle.

Modesto
Scrivo perché una volta, da bambino, ho desiderato una bustina piena di animaletti di plastica che avevo visto al supermercato durante la spesa del sabato pomeriggio.

Ricordo quei modellini tutti incastrati tra di loro, senza aria, senza spazi, ma così profondamente divertenti per me: un maialino che aveva le zampe in testa ad una pecorella; un piccolissimo pulcino messo sottosopra vicino all’orecchio di una mucca molto più grande; una gallina simpaticissima, con le zampe rotte ma con due occhietti pieni di gioia.

Scrivo perchè li immaginavo dentro quella piccola bustina a fare festa tutto il giorno, rinchiusi nel loro microscopico mondo a divertirsi come pazzi e a ritrovarsi nelle posizione più bizzarre una volta stanchi di far baldoria. Mi fa ridere. Mi fa ridere sinceramente.

Scrivo perché ho bisogno di deformare i ricordi, come fa il lavoro onirico con i sogni, rendermeli accettabili e poi colorarli come più mi piace. Scrivo perchè scrivendo posso uscire fuori dagli spazi e non pentirmene affatto.

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